Le "Meccaniche" a PordenoneLegge

Il romanzo “Le meccaniche dell'infelicità" è stato ufficialmente invitato a partecipare a "Pordenonelegge, festa del libro con gli autori", giunto quest'anno all'undicesima edizione. Loperfido presenterà il suo libro nell'ambito del ciclo "Aperitivo con l'autore", domenica 19 settembre (Caffé Nuovo, ore 11). La kermesse letteraria friulana, uno dei festival letterari più importanti assieme al Festivaletteratura di Mantova, ha visto passare nei suoi anni di storia narratori quali Luis Sepúlveda, filosofi (Richard Rorty, Peter Singer), scienziati (Margherita Hack) e premi Nobel (J. M. Coetzee). Caratteristica peculiare di Pordenonelegge è la sua ubicazione: non si tiene infatti in un punto preciso della città ma coinvolge tutto il centro storico del capoluogo, che per l'occasione si tinge di giallo, il colore ufficiale della manifestazione. "Le meccaniche dell'infelicità", fresco vincitore del XXVII Premio Nazionale "Città di Cava de' Tirreni", è edito da Curcu & Genovese (pag. 416 Euro 15).

"Le meccaniche dell'infelicità" - Cava reading

XXVII edizione del Premio Letterario Nazionale "Città di Cava de' Tirreni". L'attore Giuseppe Basta legge un passo del romanzo vincitore.

Le "meccaniche" vincono a Cava de' Tirreni

Nuovo importante riconoscimento per "Le meccaniche dell'infelicità". È di ieri la notizia che il libro ha vinto la XXVII Edizione dello storico Premio letterario Nazionale "Città di Cava de' Tirreni". L'affermazione arriva a poche settimane dal terzo posto conquistato a Roma, al premio "Albero Andronico". La cerimonia di premiazione è prevista nella città campana, sabato 26 giugno prossimo.
Nuova conferma dunque per la struggente storia di Giacomo Andreatti.

Appello a Durnwalder per i "ragazzi di Via Rasella"



Ill.mo Presidente Luis Durnwalder, qualche giorno fa, a Roma per motivi di lavoro, obbedendo ad uno strano e misterioso richiamo, mi sono recato in via Rasella. Pur essendomi occupato in passato della vicenda e della storia del Polizeiregiment Bozen non avevo mai verificato di persona la situazione in loco. Ebbene in quella piccola via che guarda Palazzo Barberini ho avuto due sorprese. La prima è stata quella di rivedere sui muri i buchi lasciati delle mitragliate: uno spettacolo inquietante e silenzioso. La seconda è stata la più amara: non esiste nessuna lapide, targa o cartello che ricordi la morte dei soldati altoatesini e dei civili. Incredulo, ho iniziato a domandare conferma ad alcuni negozianti, ma tutti hanno scosso il capo. Uno di loro addirittura ha commentato sarcastico: "E che ce mettiamo a commemorà le esse-esse?" Leggi tutto...

"Meccaniche" sul podio a Roma

La trasferta romana ha portato ad un onesto terzo posto nel premio nazionale di narrativa alberoAndronìco, con il romanzo “Le meccaniche dell'infelicità". Nella Sala della protomoteca in Campidoglio atmosfera abbastanza vintage, una marea di poeti e scrittori desiderosi di sentire il proprio nome echeggiare tra i busti di Petrarca e del Metastasio. Molto bella la storia legata al nome del premio. L’albero di riferisce all’antico pioppo che si trova in via Andronìco, a Roma. Tempo fa il Comune aveva deciso di tagliarlo, ma la rivolta dei residenti ha evitato lo scempio. Un simbolo di resistenza, insomma. Come del resto al figura di Livio Andronìco, schiavo romano emancipatosi grazie alle lettere e alla filosofia.

Astensionismo: scelta eroica o menefreghista?

Perdonatemi davvero, ma trovo curioso questo tentativo di dare una dignità all'8% di elettori che alle ultime elezioni regionali non ha ritenuto necessario recarsi alle urne. Per questo, per una volta, mi trovo in disaccordo con l'editoriale scritto ieri da Pierangelo Giovanetti sul voto di domenica. Si è scritto che gli astensionisti hanno così dimostrato il proprio disgusto per la politica delle urla: ma forse è lecito domandarsi cos'è peggio, un politico che urla o un elettore che se ne strafrega di quanto gli avviene attorno? Peggio un politico mediocre o un elettore qualunquista?

L’automobile non parte, ha qualche problema al motore: meglio chi preferisce farsi cento chilometri a piedi piuttosto che sporcarsi le mani o chi ti aiuta, seppur maldestramente, a dare una spinta a quel catorcio?
Chi sono questi signori che domenica hanno pensato ai fattacci loro e se ne sono andati in gita anziché fare il loro dovere civile? Perché dunque si debbono meritare questa posticcia santificazione? Leggi tutto...

Incontro con Margherita Coletta



Incontro con Margherita Coletta, autrice del libro "Il seme di Nassiriyah". Trento, 5 febbraio 2010. "Presento la storia di Margherita Coletta come un capolavoro dellesperienza umana, una di quelle opere darte che gli esseri umani sanno tavolta tirar fuori dal loro cilindro fatto di limite e di debolezza, dallarmatura di creature finite. Margherita non è un supereroe. Solo una donna che dei pasticci combinati dal Destino ha voluto e saputo farne tesoro. Con la forza di volontà e quella fede che, contrariamente a quanto dice Veronesi, lha aiutata a ragionare nel senso che le ha consigliato il da farsi".
Info: www.nitidastella.org

La Nuda Roccia



Proseguono le prove de "La Nuda Roccia - Canto per le Dolomiti", il nuovo spettacolo teatrale di Pino Loperfido, scritto per gli Amici di Parola di Trento. Le musiche sono dell'Associazione di Promozione Sociale Fisarmonìe.
Più che un mero apologo delle Dolomiti, “La Nuda Roccia” le racconta attraverso voce e musica, sul filo delle emozioni e della bellezza. Geologia, storia, alpinismo, amore, morte e sensualità si intrecciano durante l’ora e mezza dell’esibizione.

Quel Potere che ci vuole tutti più soli



Una recente ricerca svolta su iniziativa dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e dell’Assessorato alla sanità della Provincia autonoma di Trento ha individuato tra i problemi più temuti dai trentini la solitudine e l’isolamento. Un dato che non può passare certo inosservato, anche alla luce di alcuni evidenti mutamenti che stanno sempre più riguardando anche la nostra piccola realtà. La solitudine temuta, eppure “desiderata”: una contraddizione che può risultare interessante analizzare. Leggi tutto...

"Viva l'Italia": tournée friulana

Pordenone, 1 ottobre, ore 10.30. Auditorium Concordia. Oltre 500 studenti assistono al monologo. Al pianoforte elettrico, Francesca Calabrese.








Pordenone, 1 ottobre, ore 20.30. Sala Consiliare della Provincia di Udine.




Udine, 2 ottobre, ore 10. Chiesa di S. Francesco, sede della mostra “Un Europeo venuto dal futuro”.






Udine, 2 ottobre, ore 18.30. Salone Sette Santi Fondatori del chiostro Madonna delle Grazie,



Le librerie muoiono e con loro la cultura trentina



IL DIBATTITO

1.
“Guardi, sono veramente demoralizzata. Mi arrendo. Chiudo tutto”. Questo il laconico commento di una storica libraia di Riva del Garda che dopo anni di onorato servizio è costretta a chiudere i battenti dalla pressione della concorrenza. Stesso destino per la graziosa libreria per ragazzi “Il pesciolino d’oro” di Via Roggia Grande a Trento, che cessa l’attività a soli ventiquattro mesi dall’apertura. Anche il Trentino, insomma, paga lo scotto della crisi dei consumi, del caro affitti, ma soprattutto dell’avvento dei grandi magazzini del libro, megastore, supermercati e quant’altro. Un vero e proprio valzer degli addii che sta attraversando la nostra Penisola. Le piccole librerie indipendenti stanno chiudendo e, se non chiudono, vengono acquisite dalle grandi catene e riconvertite in megastore, appunto. Il mercato è diventato estremamente aggressivo. Questi “grandi magazzini del libro” possono permettersi sconti incredibili, e i piccoli in questo sistema malato non possono competere. Leggi tutto...

"Viva l'Italia": un tour in Friuli Venezia Giulia



Tre giorni di presentazioni tra Udine, Pordenone e Gorizia con il monologo su Alcide Degasperi. Dal 30 settembre al 2 ottobre 2009, la Fondazione CRUP (Ex Casse di Risparmio di Udine e Pordenone) ha chiesto a Pino Loperfido di raccontare alla sua maniera la vita del grande Statista di Pieve Tesino agli appassionati e agli studenti delle scuole superiori. Il tutto in occasione della mostra itinerante "Un Europeo venuto dal futuro" curata dalla Fondazione De Gasperi di Roma, presieduta dal senatore Giulio Andreotti, che è attualmente in esposizione a Udine presso gli spazi espositivi della Chiesa di San Francesco (Largo Ospedale Vecchio). La Mostra resterà aperta al pubblico fino al 14 novembre 2009. L'ingresso è gratuito. Collaborano all'evento l'Anci regionale, le scuole superiori di Udine e Pordenone, il Centro Studi "A. Degasperi" di Udine. Proprio a fine settembre uscirà in libreria il nuovo atteso romanzo dello scrittore trentino, "Le meccaniche dell'infelicità" (pag.416 Euro 15) che vede proprio la politica tra i temi affrontati.

Le meccaniche dell'infelicità > Il booktrailer



"L'uomo vorrebbe raccontare una storia... La sua." Regia: Gianni Memoria. Musiche: Patrick Trentini, Rainbow, Litfiba. Alcune sequenze sono tratte dalla serie "Dr. House - Medical Division". Produzione: Reziacom Cinema. Leggi tutto...

Le meccaniche dell'infelicità > Comunicato 01



Si intitolerà "Le meccaniche dell'infelicità" e racconterà un inquietante Trentino del futuro, il nuovo romanzo di Pino Loperfido che sarà in libreria alla fine di settembre. A decidere il titolo sono stati i lettori che, attraverso un referendum indetto su Facebook, lo hanno preferito a "Il dolce fastidio di stare al mondo". Leggi tutto...

"Katyn": tutte le bugie di un secolo crudele



Passione per la verità e fede in una pedagogia dell'arte. Queste le motivazioni principali che hanno spinto due associazioni culturali trentine a portare in regione il film "Katyn" di Andrzej Wajda. Una doppia proiezione che si terrà a Trento (8 giugno, cinema Vittoria, ore 20.30) e a Levico Terme (12 giugno, cinema parrocchiale, ore 20.45). Il "Mosaico" e "Nitida Stella", questi i nomi delle associazioni. Ma cos'ha di speciale questo film? E perché circola quasi in clandestinità? Cerchiamo di scoprirlo assieme.
Più passano gli anni, più diventa difficile dare un'idea, soprattutto alle giovani generazioni, di quale incredibile racconto horror siano state le guerre mondiale del Novecento. Un secolo, quello, che ha avuto parecchi meriti. Ha sfornato poeti, scrittori e pensatori senza pari. Ci ha dato la televisione, ci ha portati sulla luna, ci ha regalato la grande equazione di Albert Einstein. Però, di contro, ha preteso un prezzo troppo grande, a partire dai fanatismi politici, alle distruzioni, fino all'edonismo reaganiano e al nichilismo senza speranza di fine secolo. Leggi tutto...

Notizia di un suicidio: quando il giornalismo passa il segno



C’è nella divulgazione di notizie tragiche e scabrose – come ad esempio quella di un suicidio – un subdolo intento morboso, che si richiama a qualcosa di ancestrale. Un istinto animale che porta a godere del male altrui. Ci fa stare meglio, cioè, constatare quanto gli altri stiano peggio, a volte molto peggio di noi. È così che si spiegano certe audience legate ad eventi catastrofici, come ad esempio il recente terremoto abruzzese. Tuttavia, per fortuna, l’uomo non è un ameba né un batterio né un parassita. E da queste ultime forme di vita, lo distingue il fatto di essere un animale culturale, ove il termine “cultura” è inteso nell’accezione latina di “coltivare”. Cosa “coltiva” dunque l’uomo? Il sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume: tutte attività che hanno come prerogativa l’appartenenza dell’uomo ad una società civile. Leggi tutto...

I Cervelloni: terra di santi, poeti e ricercatori



Nominare la parola “ricerca” in Italia vuol dire esporsi al rischio del pubblico ludibrio. Un po’ come quando qualcuno decide di parlare a vanvera, dimostrando di non avere la cognizione di quanto va dicendo. Settore bistrattato, primo della lista ad essere sottoposto ai famigerati “tagli”. La ricerca – scientifica, tecnologica o umanistica che sia – è lo sfregiato illustre di questo Paese traballante, non solo dal punto di vista sismico. È inevitabile, così, che attorno al settore vortichino le foglie secche del malcontento, dello scetticismo e del disinteresse. Fino a indurre, nel sentire comune, una percezione negativa di tutto il mondo della ricerca, non solo universitaria, colpevole di non produrre “risultati tangibili”, di assorbire abnormi quantità di denaro pubblico e di non metterli a frutto. Il Trentino non è esente dallo stereotipo. Leggi tutto...

Shopping compulsivo: una droga indotta



In principio era l’agorà. Sì, insomma, la piazza. E la piazza era presso il sagrato. Non c’erano nessuna vetrina luminosa, né offerte speciali, né scale mobili. Si usciva di casa e ci si trovava lì a chiacchierare del più o del meno, a fumare, a trovarsi la morosa. L’operazione era naturalmente disgiunta da qualsiasi altra attività di tipo commerciale, ad esempio l’acquisto del cibo o del vestiario. Anzi. Entrare in un negozio era per lo più fonte di stress, non tanto per la conseguente diminuzione di ricchezza, quanto per la natura stessa dell’azione. Essendo collegata strettamente al bisogno essa non aveva alcuna nota ludica o di gradevolezza. In parole povere, fare acquisti era una noia bestiale, pertanto si cercava di fare in fretta, acchiappare lo scontrino e correre verso attività decisamente più piacevoli. Un po’ come pagare le tasse o fare una visita medica. Leggi tutto...

Nel mezzo del cammin di nostra movida



Il telefono comincia a squillare che non sono ancora le cinque del pomeriggio. Si sondano gli umori, si ispezionano possibilità e disponibilità. Chi c’è, chi non c’è, dove si va. Sono le grandi manovre in vista della movida serale e notturna. In Trentino, naturalmente. Perché forse è giunto davvero il momento di farla finita con il solito cantilenante luogo comune del “qui non succede mai nulla” e del “a Milano e a Verona, là sì che c’è vita”.
Soffermarsi sull’apparenza delle strade deserte, infatti, conduce fuori strada (deserta anch’essa). Non ci vuole un genio per comprendere che a meno dieci, dedicarsi allo struscio serale presenta vaghe somiglianze con un’operazione suicida. I flussi del divertimento trentino seguono percorsi precisi, sotterranei, come tanti fiumi invisibili che movimentano centinaia e centinaia di adolescenti, giovani uomini e attempati viveurs. Costoro lasciano poco all’improvvisazione, quando calano le luci del giorno e la sera più che un momento della giornata diventa una invitante proposta: il trampolino di lancio per la spensieratezza. Leggi tutto...

Fenomenologia della cultura trentina




In tempi di crisi tutti hanno più problemi. C’è chi ha quello di trovare un lavoro, chi quello di stringere la cinghia. Anche i teatri hanno un “problema”: quello di riempire le sale. Ovviamente dipende da cosa quel teatro ha da offrire allo spettatore e da chi lo aiuta e lo supporta nello sforzo organizzativo: l’ente pubblico. Dipende tutto dalla cultura. Leggi tutto...

Censori e bacchettoni a corrente alternata



Era la metà di febbraio quando la città di Trento è praticamente insorta contro l’affissione di un manifesto pubblicitario. No, non quello che propone il nuovo sorridente candidato sindaco, bensì una sorta di picture-fiction in cui due agenti perquisiscono sulla spiaggia di Rio de Janeiro, con maniere abbastanza rudi e ambigue, due stangone di due metri. Dire che si è aperto il cielo è dir poco. Associazioni, partiti politici, cronisti à-la-page, il solito esercito di benpensanti cittadini ha levato alto il grido allo scandalo. Leggi tutto...

Non è un posto per vecchi
Viaggio nella pancia del centro sociale “Bruno”

Pasted Graphic

Lo sguardo dell’orso dipinto sulla facciata non è certo invitante, gli artigli arpionano il muretto che cinge la costruzione come a voler ribadire la ferma intenzione del plantigrado a non muoversi di lì. Un po’ come i ragazzi che, come formichine leggermente ribelli, si industriano nel suo ventre. Ma se lo sguardo è minaccioso, la fattura del mural è di quelle che ti fa fermare un attimo e ti fa esclamare: “Ma guarda te che cazzolina di lavoro!” Così, chi incuriosito decida di sostare a rimirare la Biblia pauperum del Centro Sociale Bruno e ne studi i particolari noterebbe che il profilo delle montagne dipinte segue quello dei rilievi omologhi posti a nord ovest della città. Leggi tutto...

Cermis: 11 anni dopo



Servizio del Tg3 con intervista. 3 febbraio 2009.
1) Al posto dei piloti la condanna è ricaduta su tutti noi, uomini e donne con un minimo di coscienza civile e senso della memoria. Siamo infatti "condannati" a ricordare una volta all'anno questa tragedia...
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Bastardi fuori, trentini dentro



Niente è più conveniente che rimanere se stessi. Lo avranno pensato in tanti seguendo l’entusiasmante ascesa televisiva de “The Bastard Sons of Dioniso”, i tre ragazzi trentini che stanno tenendo banco nel circo musicale di X-Factor, su Raidue. La trasmissione è ancora lunga, ma loro, in un certo senso, la loro gara l’hanno già vinta.
Michele Vicentini, Jacopo Broseghini e Federico Sassudelli, sessant’anni in tre, sembrano usciti da un film di Danny Boyle o da un romanzo di Ian McEwan.
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Puccinipersempre su Raitre

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Puccinipersempre: continuano le prove

Incalzano le prove di "Puccinipersempre", monologo concertato che andrà in scena, in prima assoluta, domenica 4 gennaio 2009 (Trento, Sala Filarmonica, ore 10.30), nell'ambito dei "Concerti della Domenica". Ad interpretare il monologo sarà l'attore trentino Riccardo Gadotti, alla terza esperienza con i testi di Pino Loperfido. Al pianoforte, il maestro Roberta Ropa accompagnerà il soprano Cecilia Bae Sae-Won e il tenore Cesare Gollini.
Il monologo narra di una fantasiosa (ma non troppo) visita di Giacomo Puccini a Trento, nell’agosto del 1922, e del suo incontro con una misteriosa signora.

Otto le arie previste.
1. Soprano - Oh mio babbino caro (Gianni Schicchi)
2. Tenore - Ch’ella mi creda (La Fanciulla del West)
3. Soprano + Tenore - “O Soave Fanciulla” (La Boheme - atto I)
4. Soprano - Un bel dì vedremo (Madame Butterfly)
5. Soprano - Vissi d’Arte (Tosca)
6. Tenore - Donna non vidi mai (Manon Lescaut)
7. Soprano - Tu che di gel sei cinta (Turandot)
8. Tenore - E lucean le stelle (Tosca) Leggi tutto...

Editoria e comunicazione in Trentino



Un breve excursus sulla storia dell’editoria in Italia e in Trentino ha interessato i presenti a questo incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri, sezione di Trento. Dalla lungimiranza di Aldo Manuzio e della sua Accademia Aldina, alle peripezie di Alessandro Manzoni, fino alle grandi dinastie editoriali italiane di inizio Novecento. L’occasione è ghiotta per parlare anche di scrittura e di scrittori esordienti, oltre che delle anomalie del mercato editoriale trentino. Leggi tutto...

Lettera aperta a Lorenzo Del Boca

Gentile Presidente, ho letto con molto interesse la sua analisi sulla situazione della categoria pubblicata sul bollettino “Giornalisti” e mi è parso di cogliervi alcuni importanti segnali. Di fastidio, innanzitutto, nei confronti della modernità e dell’innovazione che nel loro inarrestabile cammino stanno travolgendo anche i mezzi di informazione. Segnali di fastidio nei confronti degli editori a cui andrebbe addossata gran parte della responsabilità della presunta degenerazione di forma e contenuti dei media italiani. Segnali di fastidio, infine, nei confronti dei lettori, rei di non voler più leggere i giornali e di affidarsi sempre più spesso alle nuove modalità informative offerte dal web. Leggi tutto...

Piccolo viaggio nel cuore dell'Europa



Charleroi - Bruxelles, 15-18 maggio 2008. La pioggia ti accompagna come un amico, le strade sono bagnate da sempre e il cielo è basso, pesante, simile a quello raccontato da Baudelaire in Spleen IV. Incontrare i trentini all'estero è sempre stato piacevole. Sono volti di uomini e donne che ti pare di conoscere da sempre eppure non li avevi mai visti prima. Trentini, italiani con alle spalle storie di arrivi e partenze, di anni di faticoso lavoro in una terra straniera. Così come era stato per i minatori periti nella miniera maledetta di Marcinelle. Leggi tutto...

Quell'inguaribile voglia di vivere



Mario Melazzini non è un semplice malato. Non è affetto da una patologia, ma soltanto prigioniero in un corpo che non sente più suo. Perché certe malattie hanno la cattiveria degli antichi tiranni medievali, capaci delle più indicibili efferatezze, come ad esempio gettare il nemico appena catturato in una segreta e lasciarlo marcire per il resto della sua esistenza. Leggi tutto...