Un "Cermis" tutto nuovo
15 02 06 11:55 Archiviato in: Spettacoli
Una nuova versione di “Ciò che non si può dire”, il 25 febbraio e il 4 marzo a Gardolo

Torna in scena “Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis”, lo spettacolo scritto da Pino Loperfido che negli anni passati è stato portato in scena dal Teatro Stabile di Bolzano, nell’interpretazione di Andrea Castelli. Il nuovo allestimento, curato dalla Filodrammatica “La Logeta” di Gardolo, prevede la presenza in scena di tre attori che si alterneranno in questa sorta di orazione civile sul disastro del 3 febbraio 1998 quando, non dimentichiamolo, un aereo della marina U.S.A. tranciò i cavi della funivia del Cermis, causando la morte di venti persone. A recitare la parte principale, quella del manovratore superstite, sarà Mauro Bandera. Ad affiancarlo sulla scena, Dino Patton e Roberta Kerschbaumer, che daranno voce agli altri personaggi della storia. La filodrammatica “la Logeta” di Gardolo vuole, con questa rappresentazione, in occasione del 30° anno di attività, mettere in scena un testo inusuale rispetto al consueto repertorio. Un testo drammatico, rielaborato per l’occasione dall’autore stesso, che vuole ribadire ancora una volta l’assurdità di quella tragedia e l’ancora più assurdo suo epilogo, con l’incredibile assoluzione dei marines responsabili. Teatralmente, pare inevitabile un confronto col monologo recitato da Andrea Castelli nel 2002. “Non vogliamo certo paragonare il nostro spettacolo a quello prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano”, sottolinea Federico Gozzer, il regista dello spettacolo. “Loperfido ci ha fornito una nuova versione, a più voci, che come obiettivo precipuo conserva la voglia di fare memoria su questa triste vicenda che ha ferito il Trentino e l’Italia tutta”. “Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis” sarà in scena al Teatro Comunale di Gardolo sabato 25 febbraio e, in replica, sabato 4 marzo, con inizio alle 20.45.
Il Cast: Mauro Bandera nasce teatralmente nel 1983 con il gruppo di “Gli amici di Serravalle” per poi collaborare con Adriana Zardini nella compagnia “Perché no”, con la compagnia di Martignano “La Baraca”, con l’associazione teatrale Alense, con i “Rusteghi” di Avio e con “La Logeta” di Gardolo. Attualmente è anche regista nella filodrammatica di Aldeno.
Dino Patton è con la filodrammatica “Gig” di Vigo Meano nel 1983 e quindi nel 1993 entra a far parte della filodrammatica “La Logeta” con la quale vince il premio come migliore attore nella commedia “Sen tuti paroni” .
Roberta Kerschbaumer fa parte de “la Logeta” dal 1992, ha interpretato diversi personaggi con molta professionabilità, come Silvia in “Voia de nespole”, Mariella in “Sen tuti paroni”, Chiara in “El silenzio de Angela” e Adriana in “El palaz”. Attualmente fa parte anche del gruppo “I 4 Cantoni”, la branca cabarettistica della filodrammatica “La Logeta”.
Regia: Federico Gozzer nasce con la “Logeta” nel 1976” ed è rimasto il solo dei rifondatori della stessa filodrammatica ancora in attività, fa parte anche lui del gruppo “I 4 Cantoni”. Con il gruppo ha raggiunto la bella cifra di oltre 500 rappresentazioni. È il presidente della filodrammatica da oltre tre anni.
La scenografia e le luci sono curate da Franco Kerschbaumer, le musiche da Tarcisio Mosna.

Torna in scena “Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis”, lo spettacolo scritto da Pino Loperfido che negli anni passati è stato portato in scena dal Teatro Stabile di Bolzano, nell’interpretazione di Andrea Castelli. Il nuovo allestimento, curato dalla Filodrammatica “La Logeta” di Gardolo, prevede la presenza in scena di tre attori che si alterneranno in questa sorta di orazione civile sul disastro del 3 febbraio 1998 quando, non dimentichiamolo, un aereo della marina U.S.A. tranciò i cavi della funivia del Cermis, causando la morte di venti persone. A recitare la parte principale, quella del manovratore superstite, sarà Mauro Bandera. Ad affiancarlo sulla scena, Dino Patton e Roberta Kerschbaumer, che daranno voce agli altri personaggi della storia. La filodrammatica “la Logeta” di Gardolo vuole, con questa rappresentazione, in occasione del 30° anno di attività, mettere in scena un testo inusuale rispetto al consueto repertorio. Un testo drammatico, rielaborato per l’occasione dall’autore stesso, che vuole ribadire ancora una volta l’assurdità di quella tragedia e l’ancora più assurdo suo epilogo, con l’incredibile assoluzione dei marines responsabili. Teatralmente, pare inevitabile un confronto col monologo recitato da Andrea Castelli nel 2002. “Non vogliamo certo paragonare il nostro spettacolo a quello prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano”, sottolinea Federico Gozzer, il regista dello spettacolo. “Loperfido ci ha fornito una nuova versione, a più voci, che come obiettivo precipuo conserva la voglia di fare memoria su questa triste vicenda che ha ferito il Trentino e l’Italia tutta”. “Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis” sarà in scena al Teatro Comunale di Gardolo sabato 25 febbraio e, in replica, sabato 4 marzo, con inizio alle 20.45.
Il Cast: Mauro Bandera nasce teatralmente nel 1983 con il gruppo di “Gli amici di Serravalle” per poi collaborare con Adriana Zardini nella compagnia “Perché no”, con la compagnia di Martignano “La Baraca”, con l’associazione teatrale Alense, con i “Rusteghi” di Avio e con “La Logeta” di Gardolo. Attualmente è anche regista nella filodrammatica di Aldeno.
Dino Patton è con la filodrammatica “Gig” di Vigo Meano nel 1983 e quindi nel 1993 entra a far parte della filodrammatica “La Logeta” con la quale vince il premio come migliore attore nella commedia “Sen tuti paroni” .
Roberta Kerschbaumer fa parte de “la Logeta” dal 1992, ha interpretato diversi personaggi con molta professionabilità, come Silvia in “Voia de nespole”, Mariella in “Sen tuti paroni”, Chiara in “El silenzio de Angela” e Adriana in “El palaz”. Attualmente fa parte anche del gruppo “I 4 Cantoni”, la branca cabarettistica della filodrammatica “La Logeta”.
Regia: Federico Gozzer nasce con la “Logeta” nel 1976” ed è rimasto il solo dei rifondatori della stessa filodrammatica ancora in attività, fa parte anche lui del gruppo “I 4 Cantoni”. Con il gruppo ha raggiunto la bella cifra di oltre 500 rappresentazioni. È il presidente della filodrammatica da oltre tre anni.
La scenografia e le luci sono curate da Franco Kerschbaumer, le musiche da Tarcisio Mosna.