L'orsa è in gabbia (finalmente)



Plaudire all’istituzione pubblica non è un’attività molto praticata dai cittadini. Diciamo che le occasioni sono piuttosto rade. Questa volta ci sentiamo in dovere di complimentarci con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma per la cattura dell’animale che già da qualche tempo si era dimostrato incontrollabile e fuori dai limiti che il progetto Life Ursus e l’intelligenza umana prevedono. Jurka se ne va in gabbia, quindi. Il posto giusto per coloro che delinquono. Uomini e animali.

È accaduto che l’orsa stava diventando troppo furba, oltre che pericolosa. Aveva compiuto incursioni ripetute in centri abitati, aveva troppa confidenza con l’uomo e aveva provato perfino a penetrare in strutture d’abitazione alla ricerca di cibo. I vertici del Ministero e quelli della P.a.t. hanno capito che qui non si trattava più di allarmismi infondati, ma di un pericolo estremamente reale che prima o poi potesse scapparci il morto (umano). Insomma, non era più ragionevole lasciare una bestia selvatica di quel temperamento ancora libera di scorazzare tra le case trentine. Tra l’altro, la cattura di altri orsi, ad esempio i cuccioli di Jurka, è già stata pre-autorizzata da Roma nel caso in cui dovesse presentarsi la necessità.

Quanto scrivevamo in un post di qualche mese fa, dunque, sembra essere stato raccolto da chi di dovere. Agli animalisti, veri o presunti tali, che si stracciano le vesti sui media per l’arresto del loro orso preferito, a tutti coloro che banalizzano la pericolosità della bestia in questione descrivendola come affettuosa e gentile, la Provincia risponde che la cattura di Jurka “si motiva in relazione alla necessità di garantire continuità e sostenibilità al progetto, in coerenza con la finalità generale dello stesso”. Forse nel senso che se fosse accaduto qualcosa di spiacevole l’intero progetto sarebbe stato messo in discussione. Ma per qualcuno in discussione lo è già.

(Articolo pubblicato su Trentinario.it)