Impressioni da una biblioteca



Quello che penso, entrando in questo posto fuori dal tempo, è che rischierei volentieri la galera per portarmi a casa un libro, un libricino solo, il più piccolo. Portarmi via, come una gazza ladra, un pezzo di questa cosa incredibile, di questo museo dell'aria, una scheggia della meraviglia per non poterla dimenticare mai più. Entrandovi devo impegnarmi a rimanere un uomo, un turista in cerca di emozioni, devo bilanciare bene il peso del corpo per non cadere, per non essere soggiogato dalla sorpresa, dall'inaspettato splendore. Vorrei abbracciarli questi libri, mangiarli, ma è un desiderio assurdo, dettato dal pensiero drogato; allora appoggio l'orecchio agli scaffali. I libri non si possono toccare, d'accordo... ma così riesco a sentirli... Ecco. Quel mormorio... Un'infinità di parole, suoni, sillabe che formano la storia del tempo, del mondo, il respiro della vita, il cuore degli uomini di ogni epoca. E intanto ho il gelo addosso, sento un freddo misterioso mentre me ne sto lì, a bocca aperta come un deficiente, un uomo piccolo che solo in quell'istante, messo a nudo dal tesoro di carta, si rende conto di essere un puntino nell'immensità della storia.
Dublino, Trinity College Library - Venerdì, 7 novembre 2003