La prima presentazione di Teroldego




Sono le 20.30 e davanti alla Libreria Cazzaniga c'è già un gruppetto di persone che attende l'apertura, nemmeno fossimo ai cancelli di uno stadio. Assieme all'amico Carlo Martinelli, mi accomodo su un divano anziché dietro il classico banco degli oratori. Di fronte abbiamo un gruppo di adolescenti venuti alla presentazione di Teroldego assieme alla loro prof, tentata di far loro leggere il libro, dopo i guai che le ha procurato la lettura scolastica di Melissa P. Ci sono pure gli accaniti componenti di un gruppo di lettura che dimostra da subito di conoscere pressocché a memoria il libro. La presentazione diviene così un'amabile conversazione sulla letteratura e sul Trentino di oggi, tanto bravo nel promuoversi quanto distratto nei confronti delle sue giovani generazioni. Siamo talmente immersi nelle atmosfere e nel linguaggio del libro che un fantasma pare aleggiare nella libreria, un ologramma mattacchione e strafottente di Lillo Gubert che pare intromettersi nella serata. Brindisi finale. Teroldego, naturalmente.