Degasperi ad ArcoConfronti

Non mi piace. Proprio non mi piace quando mi trattano da specialista. E dover parlare assieme ad uno storico professionista e ad un politico di lungo corso non mi lascia tranquillo. Poi c’è quest’ansia da “notte prima degli esami” di pretendere di ricordare tutto il libro in un solo istante. Probabilmente mi preoccupo per niente, perché alla fine la conferenza va liscia come un sasso di fiume.



ArcoConfronti - Assessorato alla cultura del Comune di Arco Venerdì 20 febbraio - Arco, ore 20.30, Palazzo Panni La figura e l’opera di Alcide Degasperi Partecipano Giuseppe Ferrandi - direttore del Museo storico in Trento Giorgio Grigolli - giornalista e storico Pino Loperfido - giornalista e scrittore
 
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Articolo "l'Adige" di sabato 21 febbraio 2004
«De Gasperi santo? È grande com’è!» Grigolli, Ferrandi, Loperfido: « Berlusconi a sproposito»
di VITTORIO COLOMBO Alla fine la domanda, quella che fa la differenza, perché può consegnare il grande uomo, il leader, lo statista, il padre della nostra democrazia, alla gloria degli altari: ma voi lo fareste santo, il De Gasperi? E Giorgio Grigolli ha risposto: «Va bene così com’è, ha detto, e considerata la sua statura e la sua eredità basta ed avanza. Magnago ha detto che, Dio ci scampi, se dovessero fare santo De Gasperi, in Alto Adige le chiese si svuoterebbero di fedeli: un santo lo si fa quand’è il momento giusto, non in circostanze storiche che possono dividere e creare fratture. Teniamocelo dunque stretto com’è, De Gasperi gloria trentina » . Così, senza beatificazione sul campo, in anticipo sui tempi della chiesa, si è concluso ieri sera a Palazzo dei Panni ad Arco l’incontro sul tema «De Gasperi, il Trentino, l’Europa», incontro stimolante per molti aspetti, anzitutto per la ricorrenza del cinquantesimo della morte che consente oggi una articolata riflessione sulla figura e sul ruolo dello statista, poi per il fuoco di fila di polemiche che nei giorni scorsi, a partire dall’intervento dell’avvocato Sandro Canestrini, si è sviluppato ed ha fatto fieramente litigare storici e politici. Il dibattito di ieri sera ha avuto il merito di proporre la figura dello statista sommando i contributi di tre relatori che, una volta tanto, non si sono sovrapposti, ma hanno offerto spunti di lettura da angolature diverse, dal rigore storico del direttore del Museo di Trento Giuseppe Ferrandi, al taglio ricco di umanità e di aneddoti dello scrittore Pino Loperfido, alla vivacità a tutto campo di Giorgio Grigolli, testimone di momenti fondamentali, in particolare dell’ultimo De Gasperi; il tutto coordinato con puntualità da Paolo Tessadri, in veste di intervistatore- provocatore. Si è parlato dell’intera vita di De Gasperi, un’epopea tragica con le due guerre mondiali e la costruzione della Repubblica italiana, tra dolori e gioie, mortificazioni e successi. I relatori, alla fine, hanno cercato una sintesi, pur senza "voler dare delle pagelle". Così Giuseppe Ferrandi ha ricordato il suo ruolo di padre fondatore della democrazia, e lo ha definito «un politico attuale tra equilibrio e tatticismo. La sua grandezza - ha detto - è stata anche nella elaborazione di una idea di Europa in anticipo sui tempi, decisamente moderna, una federazione europea, fondata sulla cooperazione economica e militare » . Tanto Ferrandi quanto Grigolli hanno definito infelice ed inaccettabile l’affermazione di Berlusconi che si è proposto come erede-continuatore di De Gasperi e, per capirlo, basta considerare la diversità di approccio al progetto Europa che corre tra i due. Pino Loperfido ha parlato dell’amore per la famiglia, degli slanci ideali e della fede, delle infinite traversie, dei momenti di sconforto e della smisurata carica ideale che ha fatto la sua grandezza e ha costruito il suo carisma popolare. Due temi sono stati affrontati con particolare attenzione, quello dell’autonomia, e quello dell’antisemitismo degli anni viennesi del giovane De Gasperi. « Non mi crea particolare imbarazzo - ha detto Ferrandi, - bisogna leggere i testi e gli impegni politici nel loro contesto. Le pagine antisemite di De Gasperi vanno lette nella lotta di inizio novecento tra cattolici e socialisti, l’antisemitismo era uno degli elementi forti della polemica antisocialista. Poi sono del parere - ha detto lo storico, - che una figura come quella di De Gasperi vada letta nella sua totalità, senza omissioni, anche nelle ombre, nei condizionamenti politici che pure ci sono stati». Fu democristiano di centro-sinistra o di centro-destra?. Grigolli ha ricordato che in uno scritto del ’48 De Gasperi ebbe a sostenere che la Dc «è un centro che cammina verso sinistra», ma più tardi citando il libro dei Proverbi della Bibbia, rettificò il tiro affermando «l’uomo di centro va dritto, né a destra, né a sinistra».