IoScrivoTuScrivi > Seminari di scrittura creativa

L’associazione Banana Enterprise in collaborazione con Arte Sella, Spazi Livio Rossi, Edizioni Curcu & Genovese, Mobydick Scritture, nell’ambito dei Piano Giovani di Zona 2010 della Bassa Valsugana e Tesino promuovono il corso:
IOSCRIVOTUSCRIVI
Seminari di scrittura creativa con tema l’INQUINAMENTO culturale, sociale, ambientale. Contro la spazzatura comunicativa che ci assedia e produce assuefazione. Contro l’appiattimento comunicativo dei mass media. Contro la pioggia di cultura acida che ci obnubila la mente. Per anni abbiamo respirato gas letali, ingurgitato ogni cosa ci venisse propinata. Come un ripudio allergico sottocutaneo, ora siamo pronti a vomitare il letame culturale assorbito. Imbratteremo i nostri fogli bianchi con l’inchiostro nero, allegorico veleno. Prima che il vento ci soffochi.

Programma:

9 ottobre 2010: Seminario didattico con Pino Loperfido (autore di “Teroldego” e “Le meccaniche del’infelicità”).
Come affrontare la redazione di un racconto: spunti, sviluppi, conclusioni.

6 novembre 2010: incontro e trekking letterario con Davide Longo (docente della scuola holden e autore de (“L’uomo verticale” e “Il mangiatore di pietre”)
Riflessioni e inspirazioni seguendo il percorso Arte Natura di Arte Sella.

12 novembre 2010: Seminario didattico con Pino Loperfido.
Correzione ed editing dei racconti pervenuti dai partecipanti al corso.

Tutti i racconti verranno pubblicati in una raccolta della casa editrice “Edizioni Curcu & Genovese - Trento”. Ogni seminario ha durata 6 ore (9 -12, 14 – 17). Costo: 50 euro. Numero massimo partecipanti: 25 persone. Il trekking letterario è aperto a tutti: il costo per i non partecipanti al corso è di 10 euro (inclusivo del biglietto di Arte Sella). Info e iscrizioni: stefano.bellumat@gmail.com Cell.: 348 3535504

Conversazioni > Scrittori vigolani > 28 agosto 2010


Incontro con gli scrittori vigolani
Angela Dematté, Flavio Demattè, Nadia Nicoletti, Walter Nicoletti, Pierluigi Tamanini, Remo Tamanini, Valentina Zamboni. Ospite Pino Loperfido (vigolano ad honorem).

Vigolo Vattaro, sabato 28 agosto ore 20.30

A fine serata sarà presentato il volume: “Itinerario storico-artistico di Vigolo Vattaro” di Sara Giacomelli. Intermezzo musicale con Beatrice e Chiara Bridi. Letture a cura di Grazia Raimondo. Presenta Giordano Mariotti, giornalista RTTR.

Incontro con Margherita Coletta



Incontro con Margherita Coletta, autrice del libro "Il seme di Nassiriyah". Trento, 5 febbraio 2010. "Presento la storia di Margherita Coletta come un capolavoro dellesperienza umana, una di quelle opere darte che gli esseri umani sanno tavolta tirar fuori dal loro cilindro fatto di limite e di debolezza, dallarmatura di creature finite. Margherita non è un supereroe. Solo una donna che dei pasticci combinati dal Destino ha voluto e saputo farne tesoro. Con la forza di volontà e quella fede che, contrariamente a quanto dice Veronesi, lha aiutata a ragionare nel senso che le ha consigliato il da farsi".
Info: www.nitidastella.org

"Katyn": tutte le bugie di un secolo crudele



Passione per la verità e fede in una pedagogia dell'arte. Queste le motivazioni principali che hanno spinto due associazioni culturali trentine a portare in regione il film "Katyn" di Andrzej Wajda. Una doppia proiezione che si terrà a Trento (8 giugno, cinema Vittoria, ore 20.30) e a Levico Terme (12 giugno, cinema parrocchiale, ore 20.45). Il "Mosaico" e "Nitida Stella", questi i nomi delle associazioni. Ma cos'ha di speciale questo film? E perché circola quasi in clandestinità? Cerchiamo di scoprirlo assieme.
Più passano gli anni, più diventa difficile dare un'idea, soprattutto alle giovani generazioni, di quale incredibile racconto horror siano state le guerre mondiale del Novecento. Un secolo, quello, che ha avuto parecchi meriti. Ha sfornato poeti, scrittori e pensatori senza pari. Ci ha dato la televisione, ci ha portati sulla luna, ci ha regalato la grande equazione di Albert Einstein. Però, di contro, ha preteso un prezzo troppo grande, a partire dai fanatismi politici, alle distruzioni, fino all'edonismo reaganiano e al nichilismo senza speranza di fine secolo. Leggi tutto...

Editoria e comunicazione in Trentino



Un breve excursus sulla storia dell’editoria in Italia e in Trentino ha interessato i presenti a questo incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri, sezione di Trento. Dalla lungimiranza di Aldo Manuzio e della sua Accademia Aldina, alle peripezie di Alessandro Manzoni, fino alle grandi dinastie editoriali italiane di inizio Novecento. L’occasione è ghiotta per parlare anche di scrittura e di scrittori esordienti, oltre che delle anomalie del mercato editoriale trentino. Leggi tutto...

Quell'inguaribile voglia di vivere



Mario Melazzini non è un semplice malato. Non è affetto da una patologia, ma soltanto prigioniero in un corpo che non sente più suo. Perché certe malattie hanno la cattiveria degli antichi tiranni medievali, capaci delle più indicibili efferatezze, come ad esempio gettare il nemico appena catturato in una segreta e lasciarlo marcire per il resto della sua esistenza. Leggi tutto...

A tu per tu con il Mito



Milano, Osteria alla Madonnina. Martedì 19 gennaio 2008.
A chi mi avesse detto in questi anni che un giorno avrei conosciuto Enzo Bearzot, come minino gli avrei riso in faccia. L'uomo scaltro grazie al quale quella notte dell'11 luglio 1982 vivemmo una notte magica, indimenticabile, pazzesca, ma soprattutto irripetibile.
E come i veri uomini mitologici, il "vecio" si è rivelato di una umanità pari alla sua fama. Grande affabulatore, scoppiante di dignità nella sua disarmante umiltà. Leggi tutto...

L'eremo del vecchio Heinz



Se guardi la sua grande testa bianca non puoi fare a meno di domandarti come possono tanti ricordi stare in uno spazio tanto esiguo. Immagini di volti, parole, aneddoti della montagna, ricordi d’infanzia tutti stipati come sardine uno accanto all’altro, pronti ad essere tirati fuori all’occorrenza, per la gioia dell’interlocutore. E quest’oggi gli interlocutori siamo noi che andiamo a trovare il vecchio Heinz nel suo buen retiro dei Campregheri, frazione di Centa San Nicolò. La giornata è grigia e l’aria natalizia la si coglie non solo nelle luminarie e nei presepi posti davanti alle case, ma anche nel fumo dei camini che sa di buono e nel silenzio che avvolge questo angolo incantato della terra trentina. Leggi tutto...

Officina del Monte Bondone



L'esperienza dell'
Officina del Monte Bondone è il classico esempio di lavoro che fai per gli altri, ma che alla fine serve soprattutto a te. E questo l'ho capito non appena arrivato all'auditorium di Vaneze martedì 10 luglio, guardando le facce dei ragazzi che si bevono le mie parole sull'arte del racconto. C'è qualcosa nell'entusiasmo, nella forza d'animo e nella spontaneità degli adolescenti che spesso è proprio ciò di cui noi quarantenni abbastanza annoiati necessitiamo. La gioia di vivere, la curiosità del confronto e dell'esperienza. È per questo che mi sento di ringraziare il direttore artistico Mauro Pedron per aver pensato anche a me quando ha stilato la lista dei cosiddetti maestri da spedire sul Monte Bondone.

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Intervista a Renato Farina



Lo confessiamo, la tentazione è stata quella di scrivere solo del libro su Don Giussani – che Renato Farina viene a presentare a Trento – e di tralasciare quanto capitato, e sta capitando, al suo autore a livello professionale e giudiziario. Tuttavia, sfogliando il volume non ci si mette molto a scoprire che Farina è una sorta di cooprotagonista della storia del prete brianzolo e della sua creatura, Comunione e Liberazione. Pertanto tacere su determinati avvenimenti sarebbe come fare ipocritamente i conti senza l’oste.
I detrattori lo hanno dipinto come un appestato, un criminale, una persona di cui bisogna fare addirittura a meno di parlare tanto è spregevole. Invece, conoscendolo meglio anche attraverso i suoi libri, Renato Farina si presenta per quello che realmente è: un (ex) giornalista brillante, non allineato, ma soprattutto un uomo che ha fatto uno sbaglio, lo ha riconosciuto e per quello sbaglio ha pagato. Leggi tutto...

Degasperi ad ArcoConfronti

Non mi piace. Proprio non mi piace quando mi trattano da specialista. E dover parlare assieme ad uno storico professionista e ad un politico di lungo corso non mi lascia tranquillo. Poi c’è quest’ansia da “notte prima degli esami” di pretendere di ricordare tutto il libro in un solo istante. Probabilmente mi preoccupo per niente, perché alla fine la conferenza va liscia come un sasso di fiume.



ArcoConfronti - Assessorato alla cultura del Comune di Arco Venerdì 20 febbraio - Arco, ore 20.30, Palazzo Panni La figura e l’opera di Alcide Degasperi Partecipano Giuseppe Ferrandi - direttore del Museo storico in Trento Giorgio Grigolli - giornalista e storico Pino Loperfido - giornalista e scrittore
 
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Articolo "l'Adige" di sabato 21 febbraio 2004
«De Gasperi santo? È grande com’è!» Grigolli, Ferrandi, Loperfido: « Berlusconi a sproposito»
di VITTORIO COLOMBO Alla fine la domanda, quella che fa la differenza, perché può consegnare il grande uomo, il leader, lo statista, il padre della nostra democrazia, alla gloria degli altari: ma voi lo fareste santo, il De Gasperi? E Giorgio Grigolli ha risposto: «Va bene così com’è, ha detto, e considerata la sua statura e la sua eredità basta ed avanza. Magnago ha detto che, Dio ci scampi, se dovessero fare santo De Gasperi, in Alto Adige le chiese si svuoterebbero di fedeli: un santo lo si fa quand’è il momento giusto, non in circostanze storiche che possono dividere e creare fratture. Teniamocelo dunque stretto com’è, De Gasperi gloria trentina » . Così, senza beatificazione sul campo, in anticipo sui tempi della chiesa, si è concluso ieri sera a Palazzo dei Panni ad Arco l’incontro sul tema «De Gasperi, il Trentino, l’Europa», incontro stimolante per molti aspetti, anzitutto per la ricorrenza del cinquantesimo della morte che consente oggi una articolata riflessione sulla figura e sul ruolo dello statista, poi per il fuoco di fila di polemiche che nei giorni scorsi, a partire dall’intervento dell’avvocato Sandro Canestrini, si è sviluppato ed ha fatto fieramente litigare storici e politici. Il dibattito di ieri sera ha avuto il merito di proporre la figura dello statista sommando i contributi di tre relatori che, una volta tanto, non si sono sovrapposti, ma hanno offerto spunti di lettura da angolature diverse, dal rigore storico del direttore del Museo di Trento Giuseppe Ferrandi, al taglio ricco di umanità e di aneddoti dello scrittore Pino Loperfido, alla vivacità a tutto campo di Giorgio Grigolli, testimone di momenti fondamentali, in particolare dell’ultimo De Gasperi; il tutto coordinato con puntualità da Paolo Tessadri, in veste di intervistatore- provocatore. Si è parlato dell’intera vita di De Gasperi, un’epopea tragica con le due guerre mondiali e la costruzione della Repubblica italiana, tra dolori e gioie, mortificazioni e successi. I relatori, alla fine, hanno cercato una sintesi, pur senza "voler dare delle pagelle". Così Giuseppe Ferrandi ha ricordato il suo ruolo di padre fondatore della democrazia, e lo ha definito «un politico attuale tra equilibrio e tatticismo. La sua grandezza - ha detto - è stata anche nella elaborazione di una idea di Europa in anticipo sui tempi, decisamente moderna, una federazione europea, fondata sulla cooperazione economica e militare » . Tanto Ferrandi quanto Grigolli hanno definito infelice ed inaccettabile l’affermazione di Berlusconi che si è proposto come erede-continuatore di De Gasperi e, per capirlo, basta considerare la diversità di approccio al progetto Europa che corre tra i due. Pino Loperfido ha parlato dell’amore per la famiglia, degli slanci ideali e della fede, delle infinite traversie, dei momenti di sconforto e della smisurata carica ideale che ha fatto la sua grandezza e ha costruito il suo carisma popolare. Due temi sono stati affrontati con particolare attenzione, quello dell’autonomia, e quello dell’antisemitismo degli anni viennesi del giovane De Gasperi. « Non mi crea particolare imbarazzo - ha detto Ferrandi, - bisogna leggere i testi e gli impegni politici nel loro contesto. Le pagine antisemite di De Gasperi vanno lette nella lotta di inizio novecento tra cattolici e socialisti, l’antisemitismo era uno degli elementi forti della polemica antisocialista. Poi sono del parere - ha detto lo storico, - che una figura come quella di De Gasperi vada letta nella sua totalità, senza omissioni, anche nelle ombre, nei condizionamenti politici che pure ci sono stati». Fu democristiano di centro-sinistra o di centro-destra?. Grigolli ha ricordato che in uno scritto del ’48 De Gasperi ebbe a sostenere che la Dc «è un centro che cammina verso sinistra», ma più tardi citando il libro dei Proverbi della Bibbia, rettificò il tiro affermando «l’uomo di centro va dritto, né a destra, né a sinistra».