Le "Meccaniche" a PordenoneLegge

Il romanzo “Le meccaniche dell'infelicità" è stato ufficialmente invitato a partecipare a "Pordenonelegge, festa del libro con gli autori", giunto quest'anno all'undicesima edizione. Loperfido presenterà il suo libro nell'ambito del ciclo "Aperitivo con l'autore", domenica 19 settembre (Caffé Nuovo, ore 11). La kermesse letteraria friulana, uno dei festival letterari più importanti assieme al Festivaletteratura di Mantova, ha visto passare nei suoi anni di storia narratori quali Luis Sepúlveda, filosofi (Richard Rorty, Peter Singer), scienziati (Margherita Hack) e premi Nobel (J. M. Coetzee). Caratteristica peculiare di Pordenonelegge è la sua ubicazione: non si tiene infatti in un punto preciso della città ma coinvolge tutto il centro storico del capoluogo, che per l'occasione si tinge di giallo, il colore ufficiale della manifestazione. "Le meccaniche dell'infelicità", fresco vincitore del XXVII Premio Nazionale "Città di Cava de' Tirreni", è edito da Curcu & Genovese (pag. 416 Euro 15).

"Viva l'Italia": tournée friulana

Pordenone, 1 ottobre, ore 10.30. Auditorium Concordia. Oltre 500 studenti assistono al monologo. Al pianoforte elettrico, Francesca Calabrese.








Pordenone, 1 ottobre, ore 20.30. Sala Consiliare della Provincia di Udine.




Udine, 2 ottobre, ore 10. Chiesa di S. Francesco, sede della mostra “Un Europeo venuto dal futuro”.






Udine, 2 ottobre, ore 18.30. Salone Sette Santi Fondatori del chiostro Madonna delle Grazie,



"Viva l'Italia": un tour in Friuli Venezia Giulia



Tre giorni di presentazioni tra Udine, Pordenone e Gorizia con il monologo su Alcide Degasperi. Dal 30 settembre al 2 ottobre 2009, la Fondazione CRUP (Ex Casse di Risparmio di Udine e Pordenone) ha chiesto a Pino Loperfido di raccontare alla sua maniera la vita del grande Statista di Pieve Tesino agli appassionati e agli studenti delle scuole superiori. Il tutto in occasione della mostra itinerante "Un Europeo venuto dal futuro" curata dalla Fondazione De Gasperi di Roma, presieduta dal senatore Giulio Andreotti, che è attualmente in esposizione a Udine presso gli spazi espositivi della Chiesa di San Francesco (Largo Ospedale Vecchio). La Mostra resterà aperta al pubblico fino al 14 novembre 2009. L'ingresso è gratuito. Collaborano all'evento l'Anci regionale, le scuole superiori di Udine e Pordenone, il Centro Studi "A. Degasperi" di Udine. Proprio a fine settembre uscirà in libreria il nuovo atteso romanzo dello scrittore trentino, "Le meccaniche dell'infelicità" (pag.416 Euro 15) che vede proprio la politica tra i temi affrontati.

Piccolo viaggio nel cuore dell'Europa



Charleroi - Bruxelles, 15-18 maggio 2008. La pioggia ti accompagna come un amico, le strade sono bagnate da sempre e il cielo è basso, pesante, simile a quello raccontato da Baudelaire in Spleen IV. Incontrare i trentini all'estero è sempre stato piacevole. Sono volti di uomini e donne che ti pare di conoscere da sempre eppure non li avevi mai visti prima. Trentini, italiani con alle spalle storie di arrivi e partenze, di anni di faticoso lavoro in una terra straniera. Così come era stato per i minatori periti nella miniera maledetta di Marcinelle. Leggi tutto...

Presentazione di "Caro Alcide" nel modenese

L'estate dell'anno scorso ci eravamo conosciuti a Levico, in occasione di una delle tante presentazioni del libro “Caro Alcide”. Al generale Bernardoni, in vacanza nella città termale, il tutto era piaciuto così tanto da invitarmi un anno dopo, il 19 luglio a Coscogno di Pavullo nel Frignano, sull'appennino modenese. Il caldo asfissiante nulla ha tolto al fascino del luogo e alla simpatia dei rotariani che mi hanno ospitato. Il racconto si è tenuto all'interno di una antica chiesetta medievale. Al termine, grande tavolata sulla piazzetta antistante con la degustazione dei prodotti tipici locali e dell'immancabile lambrusco.



Teroldego a Segonzano




Segonzano ha l’aria sorniona del paese che tenta di nascondersi tra le montagne. La mia è subito un’impresa disperata: cerco una biblioteca che in realtà non esiste, Segonzano non ne ha una, non ancora almeno. Chiedo informazioni al primo che capita. Toh, ho beccato il Sindaco, che mi accompagna nella sala della presentazione. L’amica Antonia Dalpiaz è bravissima nella sua analisi del libro, sia dal punto di vista contenutistico che letterario. I presenti hanno sguardi curiosi e partecipano alla discussione su Teroldego: “Saggio sociologico o semplice romanzo?” Alla fine l’immancabile bicchierata. Gli amici cembrani mi lasciano libero soltanto a mezzanotte passata, quando la terza votazione per il Senato è in pieno svolgimento.

La prima presentazione di Teroldego




Sono le 20.30 e davanti alla Libreria Cazzaniga c'è già un gruppetto di persone che attende l'apertura, nemmeno fossimo ai cancelli di uno stadio. Assieme all'amico Carlo Martinelli, mi accomodo su un divano anziché dietro il classico banco degli oratori. Di fronte abbiamo un gruppo di adolescenti venuti alla presentazione di Teroldego assieme alla loro prof, tentata di far loro leggere il libro, dopo i guai che le ha procurato la lettura scolastica di Melissa P. Ci sono pure gli accaniti componenti di un gruppo di lettura che dimostra da subito di conoscere pressocché a memoria il libro. La presentazione diviene così un'amabile conversazione sulla letteratura e sul Trentino di oggi, tanto bravo nel promuoversi quanto distratto nei confronti delle sue giovani generazioni. Siamo talmente immersi nelle atmosfere e nel linguaggio del libro che un fantasma pare aleggiare nella libreria, un ologramma mattacchione e strafottente di Lillo Gubert che pare intromettersi nella serata. Brindisi finale. Teroldego, naturalmente.

Presentazione di "Caro Alcide" in Germania

24-26 marzo 2006 - Norimberga (D)
Caro Alcide al Circolo Trentino



Siamo in Germania, ma al Circolo Trentino di Norimberga l’aria trentina soffia forte forte e sa di buono, oltre che di nostalgia. Ad accogliermi trovo il Presidente, Edoardo Sicher, un uomo modesto dal cuore grande, il vicepresidente Serafino Chini di Taio, parlata forbita e aria triste. Quasi tutti, qui al Circolo di Fürth, sono arrivati in terra teutonica negli anni Sessanta, rispondendo al richiamo delle sirene: quelle della Grundig che millantava l’apertura di un fabbrica in Trentino che poi non si è mai verificata. Gli anni sono passati, e Sicher e gli altri sono rimasti “intrappolati” in quella città, con mogli, figli e quanto ne è conseguito. L’appuntamento con il “Caro Alcide” è per le ore 16 di sabato 25 marzo. In sala è presente pure il Console di Norimberga, Massimo Darchini, col quale (incredibile!) scopro di avere delle amicizie in comune. Alla chitarra mi accompagna il buon Reinhard, non pago di avermi scorazzato al mattino per ore in giro per la città. La presentazione ha inizio. L’attenzione è altissima, e non solo per via della lingua. Non vola una mosca. Qualche occhio si vela di tristezza. Alla fine grande festa italo-tedesca, con chitarre, vino ed il sontuoso buffet preparato dalle donne trentine. (Un doveroso ringraziamento all’incontenibile Mirta per avermi permesso di fare questa splendida esperienza.)


Con il Console d'Italia, Massino Darchini, e il presidente del Circolo, Edoardo Sicher


Accanto al banco degli imputati del celebre "Processo"

"Caro Alcide" al Liceo Galilei



Più mi aggiro per le aule del Liceo “Galilei” e più ho la sensazione di essere piombato in un telefilm americano. Questo posto assomiglia talmente ad un college anglosassone che per un momento ci sipuò davvero scordare di essere in Italia. Per questo raccontare la vita del buon Alcide ai ragazzi di quarta e quinta, oltre a rinfrescare la memoria sullo Statista trentino, serve proprio a riportarci in Italia, a far pulsare nuovamente il nostro cuore tricolore. Le musiche originali di Massimiliano Tait, oltre a fare da metronomo per il sottoscritto, riescono a dar calore alla narrazione. Finita l’affabulazione, mi accorgo di quanto molti ragazzi e alcuni professori sono rimasti colpiti da quella storia; come se qualcuno li avesse appena dato un pugno sul naso e loro volessero spiegazioni dal tizio che li ha colpiti. Solo che il naso fa ancora troppo male per riuscire a parlare.




Trento, Liceo "Galilei", via Bolognini
venerdì 11 marzo, ore 10

"Caro Alcide"
Racconto di e con Pino Loperfido

Musiche originali di Massimiliano Tait,
composte per l’occasione ed eseguite in diretta dall’autore.

"Caro Alcide" a Sardagna

Una grande famiglia, quelli di Sardagna. E' vero. Più il paese è piccolo e più è capace di emozionarsi e coinvolgersi negli eventi culturali. E poi Alcide qui è una specie di orgoglio collettivo. Proprio a pochi passi dall'Oratorio, infatti, nel 1850, è nato Amedeo il gendarme, (anzi, Amadio, come dicono qui) papà di Alcide. E nella sala piena di gente, un buon settanta per cento si chiama proprio Degasperi, tutto attaccato, naturalmente. Il mio racconto sta diventando davvero qualcosa di più. Qualcuno alla fine me lo conferma ("Lei è un attore"), ma dai! Durante gli autografi di fine serata, due suore di Maria Bambina mi ringraziano per aver parlato di Suor Lucia, la secondogenita di Alcide. Curioso ed inedito, invece, l'annedoto sul signor Cesare Degasperi che nel 1951, durante la visita di Alcide in Bondone, rimase gravemente ferito in un incidente. Ebbene, il Presidente mise a disposizione l'auto ministeriale per portare l'omonimo concittadino all'ospedale!




Venerdì 5 novembre 2004
Sardagna, Sala Oratorio, ore 20.30
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Anselmo Depedri

A cura dell'Associazione "Alto Sasso"

Ad Arco con i Trentini nel Mondo

C'è aria di festa nella grande sala da pranzo dell'hotel. I ragazzi, e i loro accompagnatori, vengono da ogni parte del mondo. Sono trentini e figli di trentini emigrati. Per me è un onore raccontare a loro questa storia.
Ci spostiamo in un'altra sala che ben presto si riempie all'inverosimile. La gente si sistema perfino sulle scale. Per il sottoscritto, un'intensa ora di racconto: nell'aria si incontrano tra loro le mie parole e l'impressionante attenzione dell'uditorio. Alla fine, mi viene tributato l'applauso più lungo che abbia ricevuto in vita mia.
Tanti gli incontri durante il rito degli autografi. Un ragazzo belga che non mastica bene l'italiano ma si fa capire lo stesso "Tu, bravo signore... detto cose giuste di grande uomo...", ecc. Una signora di mezz'età, Agnese Merotto, che – guarda te il Destino – si rivela essere una di quelle bambine che il 19 agosto 1954 depose i ciclamini sul feretro del Nostro. "Fu il mio primo incontro con la morte", mi confida. Sul libro, come dedica, le scrivo: "Ad Agnese, che ebbe l'onore di vederlo sereno..." Fu la prima ed unica volta.




Giovedì 21 ottobre 2004
Hotel Villa delle Rose di Arco, ore 21.
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Maurizio Tomasi

Nell’ambito del convegno internazionale
"Conoscere l’Europa: informazione e formazione ai giovani".
Organizzato dall'Associazione Trentini nel Mondo

"Caro Alcide" a Grigno

La Valsugana si stringe sempre di più. Alla fine, laddove diventa quasi un budello che non lascia passare nemmeno l'auto, ecco Grigno. La biblioteca è maestosa, a due piani: cose che solo il Trentino sa offrire ai propri cittadini. Siamo pronti. La saletta è piena. Venti persone, per carità, ma sono venti persone venute lì con una voglia grande di ascoltare questa storia. Come sempre mi aiuta Bruno Vanzo. E poi, per le parti dialettali, come a Pieve, il buon Tullio Buffa e la signora Gianna Fietta. Durante l'affabulazione, mi accorgo che alcuni in sala si asciugano gli occhi per la commozione. La cosa mi riempie di una grande orgoglio e soddisfazione, perché quelle lacrime sono la prova che il lavoro da me svolto in questi anni è stato buono.


venerdì 1 ottobre 2004
Grigno, Sala della Biblioteca. “Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO con la partecipazione di Bruno Vanzo Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. Ore 20.30. Info: tel. 0461-706101.

"Caro Alcide" a Pieve Tesino

Serata fuori programma. L'appuntamento previsto, quello con Paolo Piccoli è saltato. Mi alzo dalla panchina e scendo in campo. Volentieri, dato che si tratta proprio del paese che ha dato i natali al Nostro. In attesa del calcio d'inizio, passeggio per una Pieve Tesino silenziosa. L'unico rumore che si sente è quello delle fontanelle che sbucano in ogni angolo del borgo. Mi soffermo sotto la casa natale di Alcide, quella dove nacque quel 3 aprile 1881. Un filo di commozione mi scombussola. Una strana sensazione, sotto quella casa... Come se avvertissi una presenza, o sentissi il peso di un'assenza. Inizia il recital. Oltre al bravo Vanzo, ci sono altri due attori (Tullio Buffa e Gianna Fietta) che recitano alcuni dialoghi dialettali. Credo che l'effetto d'insieme sia stato buono. Gli spettatori alla fine sono soddisfatti. Due gli incontri curiosi. Il primo, la pronipote di Pietro Trentini, il sergente che a Pieve faceva da superiore ad Amedeo, il papà di Alcide. E un signore, Giuseppe Piasenti, a cui nel 1947, il Presidente della Ricostruzione, inviò 10.000 lire. Per permettere a quel compaesano di comprarsi finalmente una dentiera...


Con l'attore Bruno Vanzo
Venerdì 17 settembre 2004, ore 20.30
Pieve Tesino, Aula Magna del Centro Studi Alpini del'Università della Tuscia. “Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO con la partecipazione di Bruno Vanzo Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi.

"Caro Alcide" a Telve Valsugana

Arrivo a Telve con ancora il corso web del pomeriggio nella testa. Ho i codici html che mi escono dalle orecchie, mentre comincio il mio racconto. Ci sono una ventina di persone e mi bastano. Anche perché mi guardano tutti e venti con due occhi così. L'ascolto non dev'essere davvero niente male, considerato che questa volta, ad accompagnarmi, c'è pure la voce esperta e profonda di Bruno Vanzo. Non è uno spettacolo teatrale, anche se, considerato quello che passa il teatro ultimamente, il "Caro Alcide," di stasera non sfigurerebbe in un qualsiasi cartellone. Alla fine, il rito degli autografi mi svela come sempre alcune sorprese. Una signora mi racconta che suo figlio ha fatto una tesina sul mio libro. La cosa mi lusinga davvero. Un tizio ricorda che suo nonno litigò di brutto con la nonna, perché mentre questa era molto malata, lui, anziché accudirla, andò al funerale di Alcide. Chi poteva dargli torto?

venerdì 10 settembre 2004
Telve Valsugana, Sala Biblioteca. “Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO con la partecipazione di Bruno Vanzo Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. Ore 20.30. Info: tel. 0461-706101.

"Caro Alcide" a Comano Terme

L’altoparlante annuncia la presentazione: “Tra poco verrà presentato il libro Caro Álcide…” Capito come? “Álcide” con l’accento sulla prima vocale. Cavolo, penso io, è il 20 agosto, sono giorni che non si parla d’altro.. Ma da dove viene lo speaker, da Marte? In ogni caso, l’atmosfera è ottima. Non è la solita sala convegni con le sedie allineate. E’ una sorta di ristorante, di happening letterario, con tanto di rosso in calice. Bene. Mi piace. Il presentatore lo conosco, è uno che sa come si intervista qualcuno in pubblico. Con lui non sei mai a disagio e, soprattutto, non ti lascia mai in balia dei tuoi silenzi. Sono pochi i trentini presenti. L’uditorio proviene da molte parti d’Italia: Lombardia, Emilia, ecc. Sono interessati davvero. La cosa mi spaventa un poco. Non ci sono abituato. Il pomeriggio scivola via tranquillo, tra Alcide e le considerazioni sulla politica dei giorni nostri. Tra i numerosi interventi finali del pubblico, mi colpisce quello di un signore di Forlì che racconta di come la propaganda comunista lo constringeva da piccolo ad odiare Degasperi, cosa della quale adesso di pente amaramente. Grande partecipazione, dunque. Peccato che lo stesso entusiasmo non l’ho ancora ritrovato in quei trentini che tanto dicono di amare quell’uomo, a cinquant’anni di distanza. Un plauso all’Apt di Comano, per l’intelligenza “tattica”, una vera e propria lezione di promozione turistico-culturale ad alcuni enti similari che hanno volutamente ignorato “Caro Alcide” nelle programmazioni estive.



Comano Terme, Palazzo delle Terme. Trentino d'autore Alberto Faustini presenta Pino Loperfido - “Caro Alcide, - Storia di un italiano” Ore 17.

"Caro Alcide" a Levico Terme

Alle otto di sera Levico è deserta. Piazzo il mio cartellone “buttadentro” sulla strada che dieci minuti dopo inizia ad animarsi. Nel teatro l’età media è molto alta: per un testo che si considera rivolto ai giovani non è esattamente il massimo… L’importante che c’è curiosità, e una quarantina di persone che di questi tempi non sono da buttar via. Un signore di Roma mi domanda degli screzi fra Degasperi e la Santa Sede. Gli rispondo volentieri. Il racconto inizia. Sono più coinvolto e più interpretativo del solito. Alla fine a questa “conferenza” manca tanto così per potersi considerare un monologo. L’assessore di Levico è entusiasta. “Sta qui bisogna rifarla, non pensavo che fosse impostata così..” A disposizione.
 
Levico Terme, Teatro Comunale. Presentazione di “ Caro Alcide, - Storia di un italiano” nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. Ore 21.

"Caro Alcide" a Borgo Valsugana

L’espresso decaffeinato è andato giù in un baleno. L’occhio è rivolto al portone del Municipio. L’impressione è che lì dentro non ci stia entrando nessuno. Cavolo, mi dico, siamo a Borgo, nell’anno di Degasperi, e la gente ha di meglio da fare? Nella sala ci sono una ventina di persone. I presenti sono indignati per il comportamento dei concittadini. Il Sindaco dice due parole e poi si toglie da quella situazione imbarazzante correndo verso altri impegni. Per me è lo stesso che i presenti siano venti o duemila. Riesco ad astrarmi, a concentrarmi, ad entrare nella storia. E la storia parte… Vedo qualcuno che si commuove, che sorride, che inarca le sopracciglia: in una parola entra nel racconto assieme a me. La cosa mi dà una grande soddisfazione.



Borgo Valsugana, Sala Municipio. Presentazione di “ Caro Alcide, - Storia di un italiano” nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. Ore 20.30.

Presentazione a Trento




La presentazione di "Caro Alcide" è avvenuta venerdì 5 dicembre 2003, nella splendida Sala Aurora di Palazzo Trentini, davanti ad un folto pubblico composto da amici e colleghi giornalisti, ma anche da illustri personaggi della cultura e della politica trentina: Enrico Pancheri, Giorgio Grigolli, Mons. Igino Rogger, il sindaco di Borgo Laura Froner, solo per citarne alcuni. Dopo un breve saluto del vicepresidente del Consiglio, Nerio Giovanazzi, ha preso la parola il giornalista Franco de Battaglia che, oltre ad elogiare il testo e a ricostruirne in qualche modo la genesi, ha parlato attorno ad Alcide Degasperi citando anche alcuni aneddoti personali. Hanno quindi preso la parola la prof.ssa Maria Garbari e il prof. Armando Vadagnini per le loro appassionate ed approfondite prolusioni.

Presentazione del libro



Il libro viene presentato a Palazzo Trentini. Il giudice Carlo Ancona, introdotto dal vice presidente del Consiglio Provinciale Pino Morandini, affronta un affascinante discorso, privo di obiezioni ideologiche, sull'America e sull'essere americani oggi. Poi prendono la parola Alberto Folgheraiter e il direttore del Teatro Stabile di Bolzano, Marco Bernardi.