A Cavalese, il giorno più importante


Un giorno importante. Forse il più importante di tutti. Al pomeriggio, al Teatro di Cavalese intervengo alla tavola rotonda organizzata dalla Rai. Conduce Alberto Tafner e vi partecipano, tra gli altri, il sindaco di Cavalese, Mauro Gilmozzi, Gigi Sardi, scrittore, e l'avvocato Beppe Pontrelli, patrocinante di Marino Costa. Ma la presenza più "ingombrante" è quella del signor Berger, padre di Danielle Groenleer, una delle venti vittime. "io non ho la presunzione di capire il vostro dolore", gli dico durante l'incontro. "Io voglio solo ricordare". Alla sera, la messa in scena dello spettacolo assume la solennità di un vero e proprio funerale civile. Ad assistervi sono presenti molti parenti delle vittime o avuto modo di incontrare già nel pomeriggio. Molti mi hanno chiesto, facendomi venire letteralmente la pell d'oca, di dedicare il libro ai loro cari scomparsi. E siccome si comunicava in inglese, sui loro libri ho scritto "...but the memory remains", così, istintivamente, senza nemmeno sapere se sia grammaticalmente appropriata. Durante lo spettacolo mi accorgo che Castelli si sta coinvolgendo emotivamente come non ha mai fatto prima. Verso la fine lo sento addirittura recitare con la voce rotta dall'emozione. Solo alla fine, osservando quella gente distrutta, quelle esistenze piagate dal dolore, sentendo le loro strette di mano, i loro abbracci, i loro "grazie", ho capito di aver fatto un buon lavoro, un lavoro utile. Una giornata, questo 2 febbraio 2002, che non dimenticherò più.