Pizzol: riposarsi all'ombra di una storia



Il nostro paese è attraversato da una grande emergenza. Non è innanzitutto quella politica (anche se pure lì non è che siamo messi benissimo) e neppure quella economica (vedi sopra) ma qualcosa da cui dipendono anche la politica e l’economia. Di cosa stiamo parlando? L’emergenza è quella educativa e nessuno può chiamarsi fuori, ovviamente, perché è attraverso l’educazione che si forma una persona e, quindi, l’intera società.
Lo hanno capito molto bene tre associazioni trentine (Periscopio, Nitida Stella e Stenico 80) che in questi giorni stanno lanciando una serie di interessanti iniziative culturali legate tra loro da un titolo – “Educarsi per educare” – all’apparenza semplice, ma che cela e svela una delle responsabilità principali dell’essere umano: quella di essere genitori.

Si tratta di una sorta di percorso formativo per chi ha dei figli o si accinge ad averne, ma indirettamente pure per i figli stessi. Nessuna pretesa di insegnare nulla a nessuno, giurano gli organizzatori. Infatti gli incontri sono per lo più testimonianze dirette di psicologi, attori, docenti che mirano a fare chiarezza, in un mondo in cui ormai troppe cose sono presentate e utilizzate ad un livello virtuale, sull’introduzione totale alla realtà. Abbiamo chiesto cosa significa al romagnolo Giampiero Pizzol, attore e autore di fiabe, racconti e numerosi spettacoli per ragazzi, che stasera parlerà a Caldonazzo (Sala S. Sisto, ore 20.30) in un incontro intitolato “Il senso dei 5 sensi - Guardare, udire, toccare... alla scoperta della realtà”.

“Oggi purtroppo nessuno racconta più storie, non c’è assolutamente il tempo per fare delle esperienze, a volte anche fondamentali. Per questo abbiamo pensato di utilizzare il percorso dei cinque sensi – che di solito si utilizza nelle scuole materne – attraverso il metodo della narrazione”.
Il problema del raccontare, del dare spazio alla relazione è molto importante oggi, momento storico in cui le famiglie sono spesso in affanno, quando non definitivamente disgregate. Tante nostre azioni quotidiane, spesso indotte dall’esterno, hanno relazione con il fare: dallo shopping, allo sport; il racconto invece è strettamente connesso con l’essere e può abbracciare tutta la realtà, rivelandosi così essenziale per tutti, non solo per i bambini.
Tutti concetti questi che verranno ampiamente trattati da Pizzol, accompagnato da Laura Aguzzoni, in una due giorni trentina – una vera e propria task force educativa – che lo vedrà impegnato, oltre che nell’incontro citato, a Mezzolombardo sabato mattina e a Vigolo Vattaro, dove offrirà uno spettacolo per ragazzi, intitolato “Il volo delle rondini” (teatro, ore 17, ingresso libero), tratto dal suo libro omonimo.

“Si fa un gran parlare di valori – conclude Pizzol –, ma noi non vogliamo insegnare valori. Ne verrebbe fuori un parolaio senza capo né coda. L’amicizia non si può insegnare, tuttavia si può sperimentare, sentire nelle parole, nei gesti”.
Quando ci si trova davanti ad un’emergenza (e quella educativa lo è) le soluzioni possibili sono due: o si scappa o si chiamano i soccorsi. Chi ha organizzato il ciclo “Educarsi per educare” ha certamente optato per la seconda opzione. Bene, i soccorsi stanno arrivando.
("l'Adige" del 9 novembre 2007)