VI Premio Letterario Nazionale "Maria Pina Natale"



Si è svolta venerdì 11 marzo 2011, presso l'Aula Magna del Liceo "  Maurolico " di Messina, la cerimonia di consegna del Premio letterario  "Maria Pina Natale" - Sesta edizione
alla  presenza di   tutti i vincitori  e dei membri della giuria. La Presidente della giuria Anna Maria Crisafulli Sartori  ha tratteggiato con  acume e ricchezza di  riferimenti letterari la figura professionale ed umana di Maria Pina Natale , di seguito si è  proceduto  alla consegna dei premi con  relativa  lettura di  brani esemplificativi dei testi  premiati . La serata si è conclusa con un concerto di violino ed arpa di Francesco Tusa e Alessia Pitali che hanno eseguito brani di Donizetti, Tounier, Massenet, Tedeschi, Von Paradis, Saint- Saens.


Il vincitore con la Presidente e le componenti della giuria

La motivazione del premio:

Con la densità di una scrittura onnicomprensiva dei diversi livelli della realtà l’autore, adoperando con  abilità le tecniche codificate della narrativa e soprattutto, portando innovazioni sulla struttura dell’opera,ha vivificato il romanzo tradizionale  immergendolo nel fiume rapido dell’attualità formale. Egli,acuto osservatore del nostro tempo, dentro questo contenitore preparato ad esprimere la postmodernità con introiezione ed elaborazione del pensiero degli scrittori eminenti della grande letteratura narrativa, saggistica, poetica ,ha descritto una città del nord il cui tempo narrativo è  borderline tra passato e futuro, muovendo efficacemente vicende e personaggi  nella temperie di ipocrisia e corruzione della classe borghese e dell’ambiente politico . 

Un io narrante medico, scrittore, è  il personaggio principale  efficacemente connotato dal punto di vista psicologico e intellettuale;affetto da un’ amnesia post-traumatica (un incidente automobilistico con morte di un amico) che lo ha reso insicuro e  irritabile, svolge, servendosi della scrittura come mezzo di liberazione dagli impacci psicologici , una lucida autoanalisi con un processo di indagine su di sé e intorno a sé, dentro un discorso memoriale anche regressivo sulla propria vita  per riportare alla memoria e quindi alla coscienza  il ‘’rimosso’’che, legato alla dinamica del tragico incidente, rappresenta nella sua vita un’ombra nera che svilisce i rapporti interpersonali.

Del medico scrittore si può contemplare tutto il percorso psichico: da uomo inquieto e irresoluto a causa della rimozione del trauma subìto, a un uomo  che,nel giro di sette giorni (come sette sedute psicanalitiche)ritrovata la memoria e  conosciuta la causa sconvolgente  del proprio male psico-fisico, perviene alla piena coscienza ,al conseguente equilibrio interiore con cui ritroverà i  valori umani perduti  e i sentimenti  autentici che annulleranno il suo nichilismo.Il libro si avvale di un ricco repertorio di personaggi,di uno stile colto venato di ironia, di suggestive descrizioni della città e dell’ambiente provinciale e, soprattutto, della tecnica profusa ed efficacissima del dialogo condotto con intelligenza e vivacità.

Rina Pandolfo