Pino Loperfido

Praecipue memoria gaudere

I misteri della Torre dei Sicconi



Recuperare i segni del passato può contribuire a migliorare il presente e a farci capire qualcosa di più riguardo al nostro futuro. Un dogma ben chiaro al Comune di Caldonazzo e alla Soprintendenza ai Beni archeologici della Provincia che ha portato in questi ultimi anni alla riscoperta e alla rivalutazione della zona limitrofa alla celebre "Torre dei Sicconi" sul Monte Rive a Caldonazzo. Il Parco archeologico è stato realizzato dal Comune, e dal GAL Valsugana con i progetti L.E.A.D.E.R. Plus di riqualificazione e valorizzazione territoriale attivati dalla Comunità Economica Europea.Leggi

Cimbri alla conquista dell'Europa



E pensare che a Luserna una vera e propria squadra di calcio non c’è mai stata ed invece, dal 31 maggio al 7 giugno a Surselva/Grabünden – Svizzera, la piccola isola linguistica del Trentino avrà addirittura una rappresentativa “nazionale” che si misurerà con catalani, gallesi, occitani e altre nutritissime minoranze europee. No, non si tratta di uno scherzo, ma di una storia tutta trentina che sprizza passione, orgoglio ed un pizzico di poesia da tutti i pori.Leggi

Pergine: c'era una volta la pazzia



Quando il dottor Francesco Saverio Proch pubblica il celebre opuscolo in cui fa un lista lunga così dei motivi per cui è necessario aprire un ospedale in Trentino è il 1850. Tutti gli infermi della Contea tirolese, compresi quelli trentini, vengono normalmente ricoverati nell’ospedale psichiatrico di Hall in Tirolo.
Un articolo sulla pazzia? Macché, non siamo mica matti. Solo due parole su nascita, evoluzione e morte di quella complessa struttura, città nella città, che rispondeva al nome di Manicomio di Pergine Valsugana, eretto – si legge nel documento di inaugurazione – “con grave dispendio della Provincia”.Leggi

Slop, il trentino che scoprì Urano



C’è stato un periodo storico che ha visto nascere in Trentino una nutrita schiera di scienziati. Non un movimento organizzato, ma grandi personalità che come illuminati cani sciolti, emigrarono in diverse zone della penisola, in cerca di mecenati che sotenessero finanziariamente le loro ricerche. Medici, matematici, astronomi che formarono una comunità scientifica, sparpagliata, ma trentina.Leggi

Segantini e la chiromante



Davanti all’Osteria Vecchia sostavano i cocchi degli ultimi turisti in partenza. La stagione era stata davvero brillante, le dame erano pronte a ripartire per casa, con in mano le cartoline illustrate, i mazzolini di stelle alpine e una bottiglia di grappa con la genziana da regalare ai nonni in madrepatria. Bella era stata l’estate, ma ora che settembre aveva riaperto gli scuri, il processo a Dreyfus appena concluso, il piccolo borgo di Maloja si preparava ancora una volta a spopolarsi.Leggi

Salvate il soldato Franchini



La guerra è il momento più tragico che possa capitare ad una civiltà nel corso della sua storia; un evento che sconvolge la terra e i suoi abitanti e nel migliore dei casi costringe – chi ha la ventura di capitarvi in mezzo – a ripartire da zero. Eppure la guerra è pure un momento “stupendo” dal punto di vista narrativo perché sono migliaia le storie che si intrecciano oltre le linee di fuoco e corrono lungo le trincee.Leggi

Romanino e il volto dell'ucciso



La via di Germania, frequentatissima, come sempre, passava attraverso il Borgo di S. Martino, uno dei più antichi e pittoreschi della città, stretto tra l’Adige e le rupi della Cervara. A guardia del porto fluviale, dei cantieri delle zattere e dei barconi e del Dazio c’era la porta che prendeva il nome dallo stesso santo. In tutto il borgo vi erano un buon numero di osterie che tutte le sere si animavano, riempendosi di carradori, bettolieri e zatterieri.Leggi

Il Mulino degli Spaventapasseri



Dal 16 luglio, “Il mulino del Venanzio Angeli”, come ancora oggi lo chiamano gli abitanti di Marter, oltre ad avere dignità museale per quanto concerne il mais e la sua lavorazione nella storia, è ufficialmente “La Casa degli Spaventapasseri”, sede cioè della mostra permanente dei celebri spaventapasseri raccolti dal compianto Flavio Faganello – venuto a mancare lo scorso ottobre – nel corso della sua pluriennale attività di ricerca etnografica.Leggi

Una storia a lieto fine

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L'hai voluta la bicicletta?

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Richard Löwy: un ebreo a Moena

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Henrietta, tra le mele dopo dodici ore in Skoda

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Ascesa e caduta di un "enfant terrible"

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Quando i marines sbarcavano a Levico

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Desiderio Chilovi, bibliotecario per “missione”

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Una donna nelle Brigate Rosse

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Il sacrificio di Ancilla Marighetto

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