Attacco agli U.S.A.


Quello che è accaduto a New York è qualcosa che non si era mai visto prima, un casino fuori di testa, lo sconvoglimento degli equilibri mondiali, il collasso (o la sua prima avvisaglia) di un sistema che vede contrapposti l'occidente (tradizione, commercio, ricchezza) e l'oriente (tradizione, povertà – non come noi la concepiamo, perché a quelle latitudini la povertà fa parte di una cultura che non concepisce la ricchezza, indi equiparabile alla normalità – e fanatismo religioso).
Le sperequazioni economiche e sociali esistenti tra le parti ricche e quelle povere dell'umanità hanno raggiunto un limite invalicabile, oltre il quale non poteva che esserci la rottura. I sistemi politico-economici dei paesi occidentali sono apparentemente perfetti, regolati dalla legge della domanda e dell'offerta. Visti in un'ottica mondiale, però, non solo non sono perfetti, ma tendono in maniera molto rilevante verso il collasso. 
Sul momento l'impressione che ci siamo. Che sia arrivata la fine del mondo. Penso che in fondo, nella sciagura, sono fortunato a poter assistere all'evento, sai che storia: gli angeli con le trombe e tutto il resto; e poi, finalmente, quel Padreterno là...

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Premio "Chianciano"



Mi viene consegnato il Premio Chianciano di letteratura e televisione. Sette ore per fare 400 chilometri metterebbero ko un toro, ma la soddisfazione, questa volta, è troppo grossa. Il primo della giuria in cui mi imbatto è Corrado Augias. "Onorato", gli dico. "Sono io ad essere onorato", mi fa lui. Non credo alle mie orecchie. Conosco Gigi Proietti, premiato per la categoria televisione, che si complimenta con me. Sergio Zavoli è un po' freddino, ma è naturale data l'autorità. Mi delude un po' la motivazione del premio concentrata sull'aspetto "dell'impegno". Avrei preferito una parole buona pure per come ho tratteggiato il protagonista.

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Presentazione dello spettacolo


Lo spettacolo "Ciò che non si può dire - Il Racconto del Cermis" viene presentato alla stampa. Nella foto sono ritratto tra Andrea Castelli, attore incaricato, e Paolo Bonaldi, il regista.

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Scelto l'attore per il "Cermis"


Sarà Andrea Castelli, popolare attore trentino che dopo anni di successo teatrale in chiave comica trasferisce la sua esperienza in una produzione contemporanea di grande impegno drammatico, il protagonista dell`intenso monologo "Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis". Andrea Castelli sarà chiamato a calarsi nei panni del manovratore dell'altra cabina, quella che, quel maledetto 3 febbraio del 1998, restò sospesa nel vuoto, appiccicata alla morte. La regia di questo racconto teatrale semplice e coinvolgente e, allo stesso tempo, ricco di poetica umanità sarà invece curata da Paolo Bonaldi attivo da anni in campo teatrale sia come attore che come regista. "Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis" viene prodotto e distribuito dal Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Coordinamento Teatrale Trentino. Una novità di grande interesse culturale nel segno della qualità. E' la prima volta che queste tre importanti istituzioni culturali collaborano per il raggiungimento di un obiettivo specifico. Lo spettacolo debutterà, in prima nazionale, a Bolzano, al Teatro Studio del Nuovo Comunale, martedì 15 gennaio 2002 e sarà poi rappresentato a Merano, Brunico, Bressanone, Laives e Vipiteno prima di andare in scena a Trento. Rovereto e il 2 febbraio, in occasione del quarto anniversario della tragedia, a Cavalese. Sarà poi proposto in tutte le piazze del Coordinamento Teatrale Trentino ed anche fuori regione.

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Presentazione del libro



Il libro viene presentato a Palazzo Trentini. Il giudice Carlo Ancona, introdotto dal vice presidente del Consiglio Provinciale Pino Morandini, affronta un affascinante discorso, privo di obiezioni ideologiche, sull'America e sull'essere americani oggi. Poi prendono la parola Alberto Folgheraiter e il direttore del Teatro Stabile di Bolzano, Marco Bernardi.

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Premio Bolzano teatro



Il testo sul Cermis vince il Premio Bolzano Teatro. Mi impressiona subito la portata dell'evento. Devo confessare che quando il direttore, Marco Bernardi (foto sotto) mi disse che avevo vinto il premio non gli avevo attribuito poi tutta questa importanza; cioé non pensavo che avesse un'eco tanto vasta. Certo, inutile nascondere che gran parte del successo è dovuto all'argomento trattato. E' anche vero che se un testo è scritto da cani puoi trattare l'argomento che vuoi ma strada non ne fai. Insomma. Presentazione del vincitore alla stampa e poi una serie interminabile di interviste.

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