11 settembre, un anno dopo
Ci dissero che le
nostre vite non sarebbero state più le stesse. Che da
allora in poi il mondo sarebbe cambiato. Sul momento
ci credemmo pure. Ce l'eravamo fatta sotto, quel
pomeriggio dannato. Che dire? Un fattaccio del
genere, migliaia di morti: un casino fuori di testa.
Ma poi, dopo qualche mese, ci capitò di incontrare
la Storia, di sentire il racconto del nonno, la
Storia vera non le bugie che "quegli" storici ci
avevano raccontato per cinquant'anni. Già. Poi,
ripensammo alla guerra, ai milioni di morti, a
"quello" Sterminio, ai gulag, alle foibe
dimenticate... e due torri piene di impiegati
stressati che non fanno a tempo a fuggire ci parvero
poca cosa. Non lo dicemmo a nessuno perché ce ne
vergognavamo.
Ma la nostra vita, piano piano,
risveglio dopo risveglio, tornò allo stesso punto di
prima. La sera ci fregava solo che alla tv ci fosse
qualcosa da guardare. Ci bastava che i negozi fossero
ben forniti e che i Tg non la facessero troppo
grossa. La solita vita, il solito lavoro...
...e per
strada le solite facce brutte di immigrato; tu le
guardavi e cercavi di indovinare quale tra quelli
sarebbe stato, un giorno, capace di combinarti un
altro casino del genere, un macello che non ti
aspetti. Quale tra quelle facce cattive sarebbe stato
in grado, ancora una volta, di farti credere che la
tua vita non sarebbe stata più la stessa,
dopo.