L'orrore di Beslan



E' sopportabile che qualcuno ti rapisca in Iraq e faccia richieste 
dementi. E' sopportabile vedere una decapitazione in diretta su 
Internet. E' sopportabile che crollino le Twin Towers con migliaia di 
persone dentro. Ma che si sequestrino centinaia di bambini, li si privi 
di acqua e viveri, li si lasci morire di paura lontano da mamma e papà 
e poi, li si costringa a morire, no. Non è sopportabile. Non è 
tollerabile. Il mio piccolo cervello non ce la fa a contenere l'orrore, 
non lo regge lo strazio di quelle madri ululanti, come lupi assetati di 
vendetta. Eppure lo faccio. Lo guardo in faccia il male. Gli parlo. Gli 
dico cosa penso di lui.
Perché è questo il punto: la vendetta. Perché non me ne frega niente 
che i russi sterminano il tuo popolo, non me ne sbatte delle tue 
richieste, non so chi siano i guerriglieri di cui chiedi la liberazione 
(che se sono come te, donna in nero seminatrice di morte, allora non 
meritano la libertà, non solo, non meritano di vivere). So solo una 
cosa. Qualunque sia la motivazione che ti spinge, mio caro, i bambini 
li lasci stare. Perdio, i bambini no, uomo senza palle. E' con noi, con 
i grandi che te la devi prendere, non con quegli innocenti. Loro non 
sanno nulla della Cecenia, di Bin Laden, dei dollari di chi ti 
finanzia. Hai rimostranze? Hai una guerra da combattere? Beh, allora 
fallo! Usa pure la tua vigliacca strategia fatta di bombe nascoste, mi 
va bene perfino questo. Ma prenditela con i tuoi pari, con chi se può 
te ne assesta uno di quelli giusti.
Ma se torci anche un capello ad uno di quei bimbi, allora non meriti 
nulla, e le tue richieste sono già diventate vento per le mie orecchie. 
Non esiste perdono per quelli come te. La vita che ti era stata donata 
e che ora, per fortuna, ti è stata tolta, era un gioiello, una macchina 
perfetta per andare lontano e tu l'hai trasformata in una perla caduta 
nel recinto dei maiali.
p.l.
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