"Caro Alcide" a Sardagna

Una grande famiglia, quelli di Sardagna. E' vero. Più il paese è piccolo e più è capace di emozionarsi e coinvolgersi negli eventi culturali. E poi Alcide qui è una specie di orgoglio collettivo. Proprio a pochi passi dall'Oratorio, infatti, nel 1850, è nato Amedeo il gendarme, (anzi, Amadio, come dicono qui) papà di Alcide. E nella sala piena di gente, un buon settanta per cento si chiama proprio Degasperi, tutto attaccato, naturalmente. Il mio racconto sta diventando davvero qualcosa di più. Qualcuno alla fine me lo conferma ("Lei è un attore"), ma dai! Durante gli autografi di fine serata, due suore di Maria Bambina mi ringraziano per aver parlato di Suor Lucia, la secondogenita di Alcide. Curioso ed inedito, invece, l'annedoto sul signor Cesare Degasperi che nel 1951, durante la visita di Alcide in Bondone, rimase gravemente ferito in un incidente. Ebbene, il Presidente mise a disposizione l'auto ministeriale per portare l'omonimo concittadino all'ospedale!




Venerdì 5 novembre 2004
Sardagna, Sala Oratorio, ore 20.30
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Anselmo Depedri

A cura dell'Associazione "Alto Sasso"
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Ad Arco con i Trentini nel Mondo

C'è aria di festa nella grande sala da pranzo dell'hotel. I ragazzi, e i loro accompagnatori, vengono da ogni parte del mondo. Sono trentini e figli di trentini emigrati. Per me è un onore raccontare a loro questa storia.
Ci spostiamo in un'altra sala che ben presto si riempie all'inverosimile. La gente si sistema perfino sulle scale. Per il sottoscritto, un'intensa ora di racconto: nell'aria si incontrano tra loro le mie parole e l'impressionante attenzione dell'uditorio. Alla fine, mi viene tributato l'applauso più lungo che abbia ricevuto in vita mia.
Tanti gli incontri durante il rito degli autografi. Un ragazzo belga che non mastica bene l'italiano ma si fa capire lo stesso "Tu, bravo signore... detto cose giuste di grande uomo...", ecc. Una signora di mezz'età, Agnese Merotto, che – guarda te il Destino – si rivela essere una di quelle bambine che il 19 agosto 1954 depose i ciclamini sul feretro del Nostro. "Fu il mio primo incontro con la morte", mi confida. Sul libro, come dedica, le scrivo: "Ad Agnese, che ebbe l'onore di vederlo sereno..." Fu la prima ed unica volta.




Giovedì 21 ottobre 2004
Hotel Villa delle Rose di Arco, ore 21.
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Maurizio Tomasi

Nell’ambito del convegno internazionale
"Conoscere l’Europa: informazione e formazione ai giovani".
Organizzato dall'Associazione Trentini nel Mondo
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"Caro Alcide" a Grigno

La Valsugana si stringe sempre di più. Alla fine, laddove diventa quasi un budello che non lascia passare nemmeno l'auto, ecco Grigno. La biblioteca è maestosa, a due piani: cose che solo il Trentino sa offrire ai propri cittadini. Siamo pronti. La saletta è piena. Venti persone, per carità, ma sono venti persone venute lì con una voglia grande di ascoltare questa storia. Come sempre mi aiuta Bruno Vanzo. E poi, per le parti dialettali, come a Pieve, il buon Tullio Buffa e la signora Gianna Fietta. Durante l'affabulazione, mi accorgo che alcuni in sala si asciugano gli occhi per la commozione. La cosa mi riempie di una grande orgoglio e soddisfazione, perché quelle lacrime sono la prova che il lavoro da me svolto in questi anni è stato buono.


venerdì 1 ottobre 2004
Grigno, Sala della Biblioteca. 
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Bruno Vanzo

Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. 

Ore 20.30. 

Info: tel. 0461-706101.
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"Caro Alcide" a Pieve Tesino

Serata fuori programma. L'appuntamento previsto, quello con Paolo Piccoli è saltato. Mi alzo dalla panchina e scendo in campo. Volentieri, dato che si tratta proprio del paese che ha dato i natali al Nostro. In attesa del calcio d'inizio, passeggio per una Pieve Tesino silenziosa. L'unico rumore che si sente è quello delle fontanelle che sbucano in ogni angolo del borgo. Mi soffermo sotto la casa natale di Alcide, quella dove nacque quel 3 aprile 1881. Un filo di commozione mi scombussola. Una strana sensazione, sotto quella casa... Come se avvertissi una presenza, o sentissi il peso di un'assenza.
Inizia il recital. Oltre al bravo Vanzo, ci sono altri due attori (Tullio Buffa e Gianna Fietta) che recitano alcuni dialoghi dialettali. Credo che l'effetto d'insieme sia stato buono. Gli spettatori alla fine sono soddisfatti. Due gli incontri curiosi. Il primo, la pronipote di Pietro Trentini, il sergente che a Pieve faceva da superiore ad Amedeo, il papà di Alcide. E un signore, Giuseppe Piasenti, a cui nel 1947, il Presidente della Ricostruzione, inviò 10.000 lire. Per permettere a quel compaesano di comprarsi finalmente una dentiera...



Con l'attore Bruno Vanzo

Venerdì 17 settembre 2004, ore 20.30
Pieve Tesino, Aula Magna del Centro Studi Alpini del'Università della Tuscia. 
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Bruno Vanzo

Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi.
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"Caro Alcide" a Telve Valsugana

Arrivo a Telve con ancora il corso web del pomeriggio nella testa. Ho i codici html che mi escono dalle orecchie, mentre comincio il mio racconto. Ci sono una ventina di persone e mi bastano. Anche perché mi guardano tutti e venti con due occhi così. L'ascolto non dev'essere davvero niente male, considerato che questa volta, ad accompagnarmi, c'è pure la voce esperta e profonda di Bruno Vanzo. Non è uno spettacolo teatrale, anche se, considerato quello che passa il teatro ultimamente, il "Caro Alcide," di stasera non sfigurerebbe in un qualsiasi cartellone. Alla fine, il rito degli autografi mi svela come sempre alcune sorprese. Una signora mi racconta che suo figlio ha fatto una tesina sul mio libro. La cosa mi lusinga davvero. Un tizio ricorda che suo nonno litigò di brutto con la nonna, perché mentre questa era molto malata, lui, anziché accudirla, andò al funerale di Alcide. Chi poteva dargli torto?

venerdì 10 settembre 2004
Telve Valsugana, Sala Biblioteca. 
“Caro Alcide, - Storia di un italiano” - IL RACCONTO
con la partecipazione di Bruno Vanzo

Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. 

Ore 20.30. 

Info: tel. 0461-706101.
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"Caro Alcide" a Comano Terme

L’altoparlante annuncia la presentazione: “Tra poco verrà presentato il libro Caro Álcide…” Capito come? “Álcide” con l’accento sulla prima vocale. Cavolo, penso io, è il 20 agosto, sono giorni che non si parla d’altro.. Ma da dove viene lo speaker, da Marte?
In ogni caso, l’atmosfera è ottima. Non è la solita sala convegni con le sedie allineate. E’ una sorta di ristorante, di happening letterario, con tanto di rosso in calice. Bene. Mi piace.
Il presentatore lo conosco, è uno che sa come si intervista qualcuno in pubblico. Con lui non sei mai a disagio e, soprattutto, non ti lascia mai in balia dei tuoi silenzi.
Sono pochi i trentini presenti. L’uditorio proviene da molte parti d’Italia: Lombardia, Emilia, ecc. Sono interessati davvero. La cosa mi spaventa un poco. Non ci sono abituato. Il pomeriggio scivola via tranquillo, tra Alcide e le considerazioni sulla politica dei giorni nostri. Tra i numerosi interventi finali del pubblico, mi colpisce quello di un signore di Forlì che racconta di come la propaganda comunista lo constringeva da piccolo ad odiare Degasperi, cosa della quale adesso di pente amaramente.
Grande partecipazione, dunque. Peccato che lo stesso entusiasmo non l’ho ancora ritrovato in quei trentini che tanto dicono di amare quell’uomo, a cinquant’anni di distanza. Un plauso all’Apt di Comano, per l’intelligenza “tattica”, una vera e propria lezione di promozione turistico-culturale ad alcuni enti similari che hanno volutamente ignorato “Caro Alcide” nelle programmazioni estive.



Comano Terme, Palazzo delle Terme. 
Trentino d'autore
Alberto Faustini presenta
Pino Loperfido - “Caro Alcide, - Storia di un italiano”
Ore 17.
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"Caro Alcide" a Levico Terme

Alle otto di sera Levico è deserta. Piazzo il mio cartellone “buttadentro” sulla strada che dieci minuti dopo inizia ad animarsi. Nel teatro l’età media è molto alta: per un testo che si considera rivolto ai giovani non è esattamente il massimo… L’importante che c’è curiosità, e una quarantina di persone che di questi tempi non sono da buttar via. Un signore di Roma mi domanda degli screzi fra Degasperi e la Santa Sede. Gli rispondo volentieri.
Il racconto inizia. Sono più coinvolto e più interpretativo del solito. Alla fine a questa “conferenza” manca tanto così per potersi considerare un monologo.
L’assessore di Levico è entusiasta. “Sta qui bisogna rifarla, non pensavo che fosse impostata così..”
A disposizione.
 
Levico Terme, Teatro Comunale. 
Presentazione di “ Caro Alcide, - Storia di un italiano” 
nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. 
Ore 21.
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"Caro Alcide" a Borgo Valsugana

L’espresso decaffeinato è andato giù in un baleno. L’occhio è rivolto al portone del Municipio. L’impressione è che lì dentro non ci stia entrando nessuno. Cavolo, mi dico, siamo a Borgo, nell’anno di Degasperi, e la gente ha di meglio da fare?
Nella sala ci sono una ventina di persone. I presenti sono indignati per il comportamento dei concittadini. Il Sindaco dice due parole e poi si toglie da quella situazione imbarazzante correndo verso altri impegni.
Per me è lo stesso che i presenti siano venti o duemila. Riesco ad astrarmi, a concentrarmi, ad entrare nella storia. E la storia parte…
Vedo qualcuno che si commuove, che sorride, che inarca le sopracciglia: in una parola entra nel racconto assieme a me. La cosa mi dà una grande soddisfazione.

guttuso

Borgo Valsugana, Sala Municipio. 
Presentazione di “ Caro Alcide, - Storia di un italiano” 
nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Alcide Degasperi. 
Ore 20.30.
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