Pino Loperfido

Praecipue memoria gaudere

In un libro, il De Gasperi più intimo

Giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, Pino Loperfido, autore del dialogo-lettera “Caro Alcide”, incontrerà gli studenti friulani

Il Centro studi Alcide De Gasperi e la Fondazione Crup ha promosso un incontro con Pino Loperfido, autore del libro “Caro Alcide”. L’appuntamento si terrà giovedì 1 ottobre alle ore 10.00 a Pordenone nell'Auditorium Concordia della Provincia di Pordenone e il giorno seguente, venerdì 2 ottobre alle ore 10.00 a Udine, nella ex Chiesa di San Francesco, dove è stata allestita la mostra internazionale “Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro”, inaugurata lo scorso 25 settembre. Gli appuntamenti sono dedicati unicamente alle scuole che hanno già aderito garantendo oltre 500 presenze.







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Una lettura antipolitica della storia

Caro Alcide: un "uomo solo", a contatto diretto con il "popolo", compie il miracolo di evitare una guerra civile.

Io, trentino di nascita e di formazione, ho incominciato a insegnare la storia, in una scuola superiore, fornito di laurea, nel 1969, senza sapere che Alcide De Gasperi non era mai stato un irredentista. I manuali di storia, al liceo, non si occupavano di queste cosucce, né del fatto che il Sudtirolo non era una terra italiana, come il Trentino, da annettere serenamente al regno d’Italia, dopo aver vinto una guerra. Il mio manuale era "Lineamenti di storia", di G. B. Picotti e G. Rossi Sabatini (La Scuola, 1959). Anche all’università, "Il cammino umano", di Armando Saitta (La Nuova Italia, 1965), seppure di altro orientamento politico, osservava sulla questione un rigoroso silenzio. E i programmi si fermavano alla prima guerra mondiale, trattata così: sul fascismo, sulla resistenza, sulla costituzione, sull’Italia repubblicana, qualche appunto, a volo d’uccello. Leggi ancora...

L'estate che si portò via l'Alcide

"E' morto el Presidente! L' Alcide l' è morto l' Alcide!". E' il 19 agosto del 1954 a Sella, paese del Trentino orientale: "I contadini nei campi si fermano, posano la falce smarriti, e si guardano intorno, alla ricerca di un segno, di qualcosa da seguire". Con un taglio cinematografico inizia dall' annuncio della morte di De Gasperi nell' estate "luminosa e normale" che si portò via lo statista trentino, "Caro Alcide," (Edizioni Curcu & Genovese), omaggio di Pino Loperfido allo statista, quasi il saluto affettuoso che si rivolge a uno sconosciuto, incontrato per caso lungo un sentiero di montagna. Leggi ancora...

Degasperi, un messaggio per i giovani

In questi giorni di vacanza ho finito di leggere il libro di Pino Loperfido intitolato ad Alcide Degasperi ed edito da Curcu&Genovese. Mi permetto di entrare anch'io nel dibattito che la presentazione del libro ha aperto. Lo faccio come Pievese, cittadino di Pieve Tesino. Innanzitutto mi compiaccio che l'autore abbia riportato la grafia del nome dello statista come «Degasperi», tutto unito, quale risulta dall'atto di nascita nel registro della parrocchia di Maria Assunta di Pieve, con l'aggiunta (per conferma dell'avvenuta consultazione) ad Alcide dei nomi Amedeo, Francesco (forse perché uno dei «santoli», al posto di Morandini Luigi, è stato mio nonno Francesco?) Leggi ancora...

"Non odio l'America, ma solo la stupidità"

Questa settimana abbiamo incontrato lo scrittore pugliese, ma residente da quasi cinque anni a Trento, Pino Loperfido, autore delle opere "Ciò che non si può dire, Il racconto del Cermis"" interpretato tra l'altro magistralmente dall'attore Andrea Castelli nella struggente ed evocativa versione teatrale e "Caro Alcide" dedicato al grande statista trentino

Nei libri di Pino Loperfido, distribuiti dall' editore trentino "Curcu & Genovese" in tutte le librerie della nostra provincia, sono sempre evidenti tre denominatori comuni: la chiarezza, il coraggio e la coscienza civile, qualità "che i trentini - dice con ammirazione lo scrittore - manifestano quotidianamente."
Loperfido, come nasce "Ciò che non si può dire"?
"L'intenzione era quella di fornire una informazione in cui la tragedia avesse dei toni di denuncia civile e anche la rabbia contro la sorte che si ripete, ma comunque, come intendo sottolineare, nonostante le puntuali proposte di strumentalizzazione politica, io rispondo col protagonista: io non ce l'ho con l'America ma con la stupidità. " Leggi ancora...