"Non odio l'America, ma solo la stupidità"

Questa settimana abbiamo incontrato lo scrittore pugliese, ma residente da quasi cinque anni a Trento, Pino Loperfido, autore delle opere "Ciò che non si può dire, Il racconto del Cermis"" interpretato tra l'altro magistralmente dall'attore Andrea Castelli nella struggente ed evocativa versione teatrale e "Caro Alcide" dedicato al grande statista trentino

Nei libri di Pino Loperfido, distribuiti dall' editore trentino "Curcu & Genovese" in tutte le librerie della nostra provincia, sono sempre evidenti tre denominatori comuni: la chiarezza, il coraggio e la coscienza civile, qualità "che i trentini - dice con ammirazione lo scrittore - manifestano quotidianamente."
Loperfido, come nasce "Ciò che non si può dire"?
"L'intenzione era quella di fornire una informazione in cui la tragedia avesse dei toni di denuncia civile e anche la rabbia contro la sorte che si ripete, ma comunque, come intendo sottolineare, nonostante le puntuali proposte di strumentalizzazione politica, io rispondo col protagonista: io non ce l'ho con l'America ma con la stupidità. "
Questa settimana abbiamo incontrato lo scrittore pugliese, ma residente da quasi cinque anni a Trento, Pino Loperfido, autore delle opere "Ciò che non si può dire, Il racconto del Cermis"" interpretato tra l'altro magistralmente dall'attore Andrea Castelli nella struggente ed evocativa versione teatrale e "Caro Alcide" dedicato al grande statista trentino

Nei libri di Pino Loperfido, distribuiti dall' editore trentino "Curcu & Genovese" in tutte le librerie della nostra provincia, sono sempre evidenti tre denominatori comuni: la chiarezza, il coraggio e la coscienza civile, qualità "che i trentini - dice con ammirazione lo scrittore - manifestano quotidianamente."
Loperfido, come nasce "Ciò che non si può dire"?
"L'intenzione era quella di fornire una informazione in cui la tragedia avesse dei toni di denuncia civile e anche la rabbia contro la sorte che si ripete, ma comunque, come intendo sottolineare, nonostante le puntuali proposte di strumentalizzazione politica, io rispondo col protagonista: io non ce l'ho con l'America ma con la stupidità. "
Il protagonista è comunque un nostromo o meglio, un pilota di una cabina prima marina e poi montana ma sono l'angoscia di un viaggio interrotto e il ripetersi di un destino ingiusto a muovere l'opera?
" La cabina è simbolica, è la solitudine, forse anche l'egoismo che tutti inseguiamo in maniera passiva fino a che qualcosa di speciale e in questo caso di orrendo non capita e così arrivano tante domande: il protagonista ricorda la visione dello stesso incidente avvenuto mentre lui era bambino e poi ci dà una grande lezione, la casualità non esiste, e purtroppo crollano le convinzioni."
Lei, Loperfido, venendo dal mezzogiorno che differenza nota nel vivere una tragedia tra nord e sud? In che maniera reagisce la gente del meridione, rispetto a quella settentrionale?
" La differenza principale sta proprio in due parole: la dignità e la teatralità. La gente qui a Trento ha reso possibile una rappresentazione di un dramma senza nessuna paurà, visto che era l'America la responsabile di questo lutto eppure con obbiettività ha saputo distinguere la rabbia dalla ricerca legittima di giustizia. Dalle mie parti invece si pagano ancora le prefiche (owero donne pagate per piangere) per i funerali mentre su problemi di carattere sociale e civile purtroppo la mia gente non si pronuncia."
Dopo una tragedia moderna che purtroppo sembra rimasta insoluta, lei ha dedicato un altro libro ad Alcide De Gasperi. Cosa ha rappresentato per l'Italia questa straordinaria figura politica?
" Alcide De Gasperi rappresentò la vera novità nel dopoguerra italiano, nel senso che propose una forza moderata e centrista, quindi cattolica come alternativa ai grande eccessi di sinistra e dèstra che secondo lui causarono le guerre mondiali. La sua bravura era anche la sua passione per una politica popolare e non populista, espressa ma non urlata.Ma soprattutto lo spessore dell'Uomo che condusse con grande rispetto e lealtà il confronto con gli avversari soprattutto conscio della difficoltà che tutte le forze politiche avevano in quel clima storico di sottile speranza ma reale ricostruzione.
E la sua fede comunque attenta a non eccedere nel pericolo di tutti gli integralismi. E poi l'umiltà e la modestia; pensate che ebbe una casa sua solamente a 70 anni, regalatagli gentilmente dal partito."
Qual è il limite della politica attuale?
" Iniziamo già dal termine "politica"; nel caso di De Gasperi aveva senso platonico ovvero puro impegno per la gente mentre oggi non c'è più passione.
Mentre De Gasperi già da giovanissimo muoveva dalla "consulta" l'interesse per i deportati trentini in Moravia e in Boemia, dagli austriaci, nelle cosiddette "città di legno.
" Fece di tutto per farli rientrare in regione, nonostante fossero ormai nullatenenti."
Quali sono i temi o i possibili destinatari di questo suo libro commemorativo su Alcide De Gasperi?
" Il tema principale è l'identità culturale, l'identità civile, il pio mordente intellettuale e l'affettuoso ma intenso monito ai giovani d'oggi un po' distrattini perché De Gasperi, non è solo una via periferica, ma e una strada maestra in cui incontrare profondità, realismo, essenzialità lontana dalle ribalte dello strillo e dai personalismi a fini di lucro, distanti dal fine ultimo di un sacrificio di rappresentanza e dal rappresentare un intenso sacrificio.
Quella passione che negli ultimi giorni avvertiva con spossatezza, forse l'alba di una politica grossolana e non più cortese e limpida come la sua.
E poi la pazienza, dote che accompagnò tutto il suo operato politico nel saper vedere, valutare e soppesare ogni possibile risposta, attrito o proposta."

Pier Gianni Burreddu