Caro Degasperi, così ti ho scoperto

Le passioni del politico, la profondità dell'uomo: Pino Loperfido dialoga col personaggio

E' un libro rivolto ai giovani. Che cerca di colmare un vuoto non certo a livello storiografico (a quello ci penseranno le tante pubblicazioni per le celebrazioni dei 50 anni della morte del prossimo anno), ma a livello umano e che si rivolge ad Alcide Degasperi con un diretto "Caro Alcide". Un intercalare che è anche il titolo del libro di Pino Loperfido, sottotitolo "Degasperi Alcide Amedeo Francesco: storia di un italiano", da oggi nelle librerie (edizioni Curcu&Genovese), 154 pagg., 12 Euro. Ecco come il giovane scrittore, già impostosi con"Il racconto del Cermis" racconta l'avventura a fianco dell'uomo politico che ha vissuto da protagonista gli eventi più drammatici del Novecento.
di Sandra Mattei
Le passioni del politico, la profondità dell'uomo: Pino Loperfido dialoga col personaggio

E' un libro rivolto ai giovani. Che cerca di colmare un vuoto non certo a livello storiografico (a quello ci penseranno le tante pubblicazioni per le celebrazioni dei 50 anni della morte del prossimo anno), ma a livello umano e che si rivolge ad Alcide Degasperi con un diretto "Caro Alcide". Un intercalare che è anche il titolo del libro di Pino Loperfido, sottotitolo "Degasperi Alcide Amedeo Francesco: storia di un italiano", da oggi nelle librerie (edizioni Curcu&Genovese), 154 pagg., 12 Euro. Ecco come il giovane scrittore, già impostosi con"Il racconto del Cermis" racconta l'avventura a fianco dell'uomo politico che ha vissuto da protagonista gli eventi più drammatici del Novecento.
di Sandra Mattei
Un libro su Degasperi, proprio ora che le celebrazioni per i 50 anni dalla sua morte entrano nel vivo. Un'altra voce tra le tante?
In realtà mi sono fatto coinvolgere dal personaggio Degasperi poco a poco. Confesso che non sapevo molto di lui e che tuttora se si consulta la sua bibliografia o il sito Internet le informazioni sono scarse, a fronte di un uomo dalla levatura straordinaria, che ha avuto una vita densa di battaglie politiche, deputato in due Stati, autore della Ricostruzione, artefice del passaggio indolore dalla Monarchia alla Repubblica e di eventi personali anche tragici, come l'incarcerazione sotto il fascismo. Mi sono avvicinato a lui per caso, leggendo un libro, ma sono stato subito coinvolto dalla sua ricchezza umana e dalla sua statura politica.
Il suo libro, fin dal titolo, dal dialogo che instaura con Degasperi, come se scrivesse una lettera, vuole mettere in luce l'aspetto umano del personaggio.
Sì, e non a caso nella scelta anche grafica il libro procede con i capitoli scanditi da fotografie in dissolvenza, inusuali, quelle più intime dei momenti felici in famiglia, nella casa di Sella o sulla spiaggia di Ostia in compagnia della figlia Cecilia. E' una successione cronologica, che dà dei flash sulla situazione politica attraverso brevi frasi come dispacci d'agenzia, seguiti dalle voci del popolo in dialetto a commentare gli eventi, e che procede come un dialogo intimo a tu per tu con lo statista.
Cosa l'ha colpita di più dell'uomo Degasperi?
Mi ha coinvolto in particolare l'aspetto meno conosciuto della sua vita: gli anni da protagonista come giornalista de "Il Trentino" in polemica continua con Battisti, al quale però renderà omaggio in una dura denuncia a Vienna per la sua esecuzione. L'impegno in difesa della minoranza trentina, al Parlamento austriaco, è esemplare. Anche in precedenza, nel 1904, sconterà venti giorni di carcere per i tafferugli che scoppiano all'inaugurazione della facoltà italiana di giurisprudenza ad Innsbruck. Cercherà quindi come assistente di alleviare le sofferenze dei profughi nei campi di Braunau, Mitterndorf e Katzenau durante la Grande Guerra. E poi mi ha colpito la sua dedizione di marito e di padre. Insomma, un uomo di grandi passioni, ma anche di compromessi, che si dedica agli altri e che li sa rispettare, rivisitato in un'epoca come la nostra dove la politica è ridotta solo lotta per tenersi il potere e ad insulto continuo.
Non è che rischi con questo libro anche lei di santificare il personaggio?
No, tutt'altro. Lo scrivo anche nel risvolto di copertina. Mi interessa gettare uno sguardo sull'uomo, sulla sua gente, sul suo Paese, anche perché penso che riflettere sulla Storia sia un modo per trovare risposte al presente. E lo faccio sottolineando che non sono uno storico, piuttosto sono "un narratore prestato alla Storia" come Degasperi si definiva "un trentino prestato all'Italia".
Eppure i suoi giudizi sulla Storia non mancano. Tutt'altro...
Sì, certo. Ed è per questo che sono convinto che il libro non piacerà a tutti, quando ad esempio dico la mia sull'Irredentismo, sulla responsabilità di chi ha scelto la guerra quando forse si poteva ottenere Trento e Trieste con un accordo tra Stati. Ma io sono convinto che abbia ragione Montanelli quando dice che la Storia è sempre una revisione, altrimenti che senso avrebbe scrivere ancora altri libri?
Che cosa ne pensa della beatificazione?
Non sono d'accordo (in ogni caso, alle beatificazioni deve pensarci la Chiesa, ndA), perché ritengo che i santi siano un'altra cosa: i politici devono scendere per forza ai compromessi.

Sandra Mattei