Una lettura antipolitica della storia

Caro Alcide: un "uomo solo", a contatto diretto con il "popolo", compie il miracolo di evitare una guerra civile.

Io, trentino di nascita e di formazione, ho incominciato a insegnare la storia, in una scuola superiore, fornito di laurea, nel 1969, senza sapere che Alcide De Gasperi non era mai stato un irredentista. I manuali di storia, al liceo, non si occupavano di queste cosucce, né del fatto che il Sudtirolo non era una terra italiana, come il Trentino, da annettere serenamente al regno d’Italia, dopo aver vinto una guerra. Il mio manuale era "Lineamenti di storia", di G. B. Picotti e G. Rossi Sabatini (La Scuola, 1959). Anche all’università, "Il cammino umano", di Armando Saitta (La Nuova Italia, 1965), seppure di altro orientamento politico, osservava sulla questione un rigoroso silenzio. E i programmi si fermavano alla prima guerra mondiale, trattata così: sul fascismo, sulla resistenza, sulla costituzione, sull’Italia repubblicana, qualche appunto, a volo d’uccello. Leggi ancora...