Il ritratto di Alcide

Pino Loperfido, nel suo ultimo libro, spiegacom´era l´uomo Degasperi più che il politico

L´uomo più che il politico. il trentino più che l´italiano. «"Caro Alcide," - spiega l´autore, Pino Loperfido - è un libro sulla nostra storia, è un libro dedicato ai giovani che non conoscono il nostro statista». così ieri pomeriggio, a palazzo trentini dove il vicepresidente del consiglio provinciale Nerio Giovanazzi ha introdotto i lavori, l´autore ha presentato con i professori maria garbari, Armando Vadagnini e col giornalista Franco de Battaglia la sua ultima fatica. in sala alcuni consiglieri provinciali ed alcuni uomini politici democristiani, come Giorgio Grigolli ed Enrico Pancheri, che hanno avuto modo di conoscere direttamente lo statista.
Pino Loperfido, nel suo ultimo libro, spiegacom´era l´uomo Degasperi più che il politico

L´uomo più che il politico. il trentino più che l´italiano. «"Caro Alcide," - spiega l´autore, Pino Loperfido - è un libro sulla nostra storia, è un libro dedicato ai giovani che non conoscono il nostro statista». così ieri pomeriggio, a palazzo trentini dove il vicepresidente del consiglio provinciale Nerio Giovanazzi ha introdotto i lavori, l´autore ha presentato con i professori maria garbari, Armando Vadagnini e col giornalista Franco de Battaglia la sua ultima fatica. in sala alcuni consiglieri provinciali ed alcuni uomini politici democristiani, come Giorgio Grigolli ed Enrico Pancheri, che hanno avuto modo di conoscere direttamente lo statista.
E' singolare, ma anche interessante che Loperfido, che è nato a Milano ed ha abitato in Puglia ed è approdato a Trento «solo» dieci anni fa, parli di «nostra» storia: «sì, sì nostra - spiega - perché ho ritenuto che fosse giusto legare fortemente questo libro al trentino».
Dopo lo straordinario successo di «Ciò che non si può dire - il racconto del Cermis» (2.500 copie vendute e 120 repliche dello spettacolo interpretato da Andrea Castelli ed allestito dal teatro stabile di Bolzano), Loperfido torna nelle librerie con una «sfida» diversa.
«Su Alcide Degasperi - commenta - è stato scritto molto, ma gli autori si sono soffermati sulle sue aspirazioni politiche, sui suoi orientamenti, sul suo ruolo pubblico. io, invece, mi sono concentrato sull´uomo. e, in particolare, sull´uomo trentino».
Un uomo nato a Pieve Tesino nel 1881 che ha difeso gli interessi dei trentini nel parlamento di vienna e che successivamente è diventato il paladino, quasi unico, di una politica diversa: «per lui era una missione» assicura l´autore. «quel suo modo di concepirla - prosegue - è stato praticamente unico: è nato ed è morto con lui».
tant´è vero, come scrive anche Loperfido nel libro, che il suo impegno veniva prima di ogni altra cosa. nel 1915, a Francesca, che sarebbe diventata sua moglie, Alcide Degasperi invia una lettera nella quale domanda se «sia giusto che io chieda ad una persona di sacrificarsi».
la sua dedizione era sconfinata e, almeno in parte, è stata questa passione ad intrigare l´autore: «ho cominciato tre anni fa a raccogliere la documentazione - ricorda - senza sapere ancora dove sarei andato a finire. volevo conoscere questo personaggio e, dopo averlo apprezzato, sono andato fino in fondo, confortato anche dai giudizi che ho ricevuto dagli storici che mi hanno aiutato».
Due, in particolare, Maria Garbari e Armando Vadagnini, intervenuti anche alla presentazione del libro, edito da Curcu & Genovese (12 euro il prezzo di copertina). loperfido, però, si è confrontato anche con la figlia minore di Degasperi, Paola.
«La beatificazione? non è un discorso che riguarda noi laici, ma la chiesa che conosce quali siano i parametri» chiarisce Loperfido.
Alcide Degasperi, il politico che ha probabilmente raccolto in regione i voti decisivi per la vittoria del referendum che ha portato l´italia alla democrazia, ha presieduto per otto volte i governi della giovane repubblica. sono stati esecutivi difficili, negli anni della ricostruzione, e sono stati di breve durata. ciò nonostante, il politico trentino è unanimemente considerato uno statista vero e, soprattutto, un testimone del suo tempo morto a 73 anni, il 19 agosto del 1954 a sella di valsugana, dopo che il suo stesso partito lo aveva «esiliato».
Il libro è corredato da numerose foto accuratamente selezionate dall´autore: «ho evitato i soliti scatti - spiega - quelli con le strette di mano ed i personaggi famosi. per valorizzare la figura dell´uomo, ho scelto quelle più poetiche». e poi c´è una corposa bibliografia, una decina di pagine quasi. i capitoli, 27 complessivamente, sono legati l´uno all´altro da alcuni dialoghi, in dialetto valsuganotto, attraverso i quali l´autore attualizza la storia: lo scoppio della guerra, l´attentato a Togliatti e via dicendo.
«Un altro libro? per il momento non ci penso: sono troppo coinvolto con questo» conclude loperfido che immagina (e forse spera) che "Caro Alcide" diventi uno spettacolo teatrale o uno strumento di studio nelle scuole. per studiare la storia del trentino attraverso la biografia di uno dei suoi personaggi più illustri. uno che, in realtà, ha inciso anche sulla storia d'Italia.

Mattia Eccheli