Degasperi, lettere a un italiano
05/12/03 16:00 Archiviato in:TRENTINO
Presentazioni. Oggi a Palazzo Trentini viene
presentato «Caro Alcide». Un ritratto tra pubblico e
privato. In piedi
Loperfido disegna il volto dello statista trentino. Senza ombreL'attualità del messaggio politico e umano di Alcide Degasperi - di cui l'anno prossimo ricorre il cinquantenario della morte - risalta non tanto dalle celebrazioni che attorno allo statista si moltiplicano, ma dalla capacità di quest'uomo austero di colpire la fantasia e la passione di giovani che non erano ancora nati al tempo della sua morte. Segno di questa vitalità storica dello statista che fu imprigionato dal fascismo e guidò la ricostruzione materiale e morale d'Italia dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, è il libro che un giovane, ma ormai affermato scrittore, Pino Loperfido, ha scritto e pubblicato per i tipi dell'editore trentino "Curcu&Genovese": "Caro Alcide, storia di un italiano" (oggi alle 17 a palazzo Trentini).
Loperfido disegna il volto dello statista trentino. Senza ombreL'attualità del messaggio politico e umano di Alcide Degasperi - di cui l'anno prossimo ricorre il cinquantenario della morte - risalta non tanto dalle celebrazioni che attorno allo statista si moltiplicano, ma dalla capacità di quest'uomo austero di colpire la fantasia e la passione di giovani che non erano ancora nati al tempo della sua morte. Segno di questa vitalità storica dello statista che fu imprigionato dal fascismo e guidò la ricostruzione materiale e morale d'Italia dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, è il libro che un giovane, ma ormai affermato scrittore, Pino Loperfido, ha scritto e pubblicato per i tipi dell'editore trentino "Curcu&Genovese": "Caro Alcide, storia di un italiano" (oggi alle 17 a palazzo Trentini).
Presentazioni. Oggi a Palazzo Trentini viene
presentato «Caro Alcide». Un ritratto tra pubblico e
privato. In piedi
Loperfido disegna il volto dello statista trentino. Senza ombreL'attualità del messaggio politico e umano di Alcide Degasperi - di cui l'anno prossimo ricorre il cinquantenario della morte - risalta non tanto dalle celebrazioni che attorno allo statista si moltiplicano, ma dalla capacità di quest'uomo austero di colpire la fantasia e la passione di giovani che non erano ancora nati al tempo della sua morte. Segno di questa vitalità storica dello statista che fu imprigionato dal fascismo e guidò la ricostruzione materiale e morale d'Italia dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, è il libro che un giovane, ma ormai affermato scrittore, Pino Loperfido, ha scritto e pubblicato per i tipi dell'editore trentino "Curcu&Genovese": "Caro Alcide, storia di un italiano" (oggi alle 17 a palazzo Trentini). Non si tratta di un saggio, ma quasi di un colloquio fra l'autore e la "storia" di Degasperi. Documentatissimo, basato su testi e documenti originali, frutto di anni di ricerca e "riscritture", il colloquio assume la forma di un montaggio teatrale, da grande rappresentazione pubblica, corale. Il giovane si rivolge all'uomo politico quasi a sollecitarlo, a scavarlo nei suoi passaggi personali e politici più difficili, mentre secchi flash d'agenzia scandiscono il seguirsi degli eventi e gli atti del dramma (la fuga, gli interrogatori, la guerra) e il commento di alcuni concittadini, contadini della Val di Sella, di personaggi esterni, di brani di lettere citate, assumono quasi le funzione di "coros" ha sottolineare i riflessi che sulla gente comune ha la tragedia politica che attorno a Degasperi si svolge. Ne esce un testo forte, leggibilissimo, avvicente, nell'avvicinare l'eccezionale esperienza degasperiana alle giovnai genrazioni, nel mostrare che ciò che ha sostenuto la sua esitenza e le sue scelte - che gli ha dato la carica- per resistere agli insulti e alle accuse.
Loperfido disegna il volto dello statista trentino. Senza ombreL'attualità del messaggio politico e umano di Alcide Degasperi - di cui l'anno prossimo ricorre il cinquantenario della morte - risalta non tanto dalle celebrazioni che attorno allo statista si moltiplicano, ma dalla capacità di quest'uomo austero di colpire la fantasia e la passione di giovani che non erano ancora nati al tempo della sua morte. Segno di questa vitalità storica dello statista che fu imprigionato dal fascismo e guidò la ricostruzione materiale e morale d'Italia dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, è il libro che un giovane, ma ormai affermato scrittore, Pino Loperfido, ha scritto e pubblicato per i tipi dell'editore trentino "Curcu&Genovese": "Caro Alcide, storia di un italiano" (oggi alle 17 a palazzo Trentini). Non si tratta di un saggio, ma quasi di un colloquio fra l'autore e la "storia" di Degasperi. Documentatissimo, basato su testi e documenti originali, frutto di anni di ricerca e "riscritture", il colloquio assume la forma di un montaggio teatrale, da grande rappresentazione pubblica, corale. Il giovane si rivolge all'uomo politico quasi a sollecitarlo, a scavarlo nei suoi passaggi personali e politici più difficili, mentre secchi flash d'agenzia scandiscono il seguirsi degli eventi e gli atti del dramma (la fuga, gli interrogatori, la guerra) e il commento di alcuni concittadini, contadini della Val di Sella, di personaggi esterni, di brani di lettere citate, assumono quasi le funzione di "coros" ha sottolineare i riflessi che sulla gente comune ha la tragedia politica che attorno a Degasperi si svolge. Ne esce un testo forte, leggibilissimo, avvicente, nell'avvicinare l'eccezionale esperienza degasperiana alle giovnai genrazioni, nel mostrare che ciò che ha sostenuto la sua esitenza e le sue scelte - che gli ha dato la carica- per resistere agli insulti e alle accuse.