Pino Loperfido
Ciò che non si può dire
Il racconto del Cermis
pagine 112, formato 14x21 cm. Euro 7,75
prima edizione marzo 2001 ISBN 88-87534-30-6
seconda edizione: settembre 2001
ISBN 88-87534-42-X
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Ciò che non si può dire
Il racconto del Cermis
pagine 112, formato 14x21 cm. Euro 7,75
prima edizione marzo 2001 ISBN 88-87534-30-6
seconda edizione: settembre 2001
ISBN 88-87534-42-X
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Eventi come quello del Cermis ti costringono a
prendere posizione, a riflettere al di là di una
semplice indignazione momentanea. Questo testo è il
risultato di indagini, documentazioni, ma
soprattutto è frutto di un’analisi profonda, di un
lavoro che ho voluto compiere innanzitutto su me
stesso. Un testo di indignazione civile, d’accordo,
ma pure un testo “umano”, con una forte valenza
ontologica. Su quella cabina superstite, c’è il
manovratore, solo, ma c’è pure ognuno di noi con le
sue problematiche legate all’esistenza: la paura,
la delusione, il dolore, quel dolore che tutta una
cultura dominante ci spinge a celare, ad
esorcizzare, a spazzarlo via sotto al tappeto. “Ciò
che non si può dire” offre il fianco a speculazioni
feroci, si presta benissimo ad essere
strumentalizzato da questa o da quell’altra parte
politica. È per questo che mi rivolgo a Te, che
assisti alla rappresentazione o che leggi il libro.
Per dirti quello che non si può dire. E cioé che il
superstite al disastro può essere ognuno di noi
quando perde la speranza, quando sperimenta il
male. C’hanno provato in tanti a dire che il mio
libro è contro l'America. Eh, no, cari. Il crollo
delle Twin Towers è stato un po' il crollo di tutti
noi, lo smottamento della nostra umanità. Dall'11
settembre 2001, ogni persona che abbia un po' di
sale in testa è cambiata, ha mutato il suo modo di
vedere il mondo, le persone e le cose; ha
riformulato e ricalcolato credenze, visioni e
convinzioni. Un po' quello che accade al
protagonista del mio testo. In "Ciò che non si può
dire" il carnefice è l'imbecillità,
quell'imbecillità che "oltre a non avere sesso e
religione, non ha patria". Quello compiuto dal
Prowler al Cermis è stato un atto deliberato di
scelleratezza che non richiede né presuppone
l'appartenenza ad una determinata nazione. Io non
sono mai stato critico sulla presenza delle basi
Usa in Italia e comunque non mi interessa prendere
posizione sull'argomento. Quello che dovevo dire ve
l’ho detto. Ricordatevelo. Anzi, fate come gli
alberi della Val di Fiemme: scrivetevelo dentro.
Per non dimenticarlo mai più. L’oblio è la prima,
la più crudele, la più disumana delle ingiustizie.
Grazie.
p.l.
p.l.
Concorso Autori
Cofas
2000
Premio Bolzano teatro 2001
Premio Chianciano 2001
Targa Speciale "Il Molinello"
Premio Bolzano teatro 2001
Premio Chianciano 2001
Targa Speciale "Il Molinello"