Pino Loperfido

Praecipue memoria gaudere

Renato Palazzi

Ci vuole generosità, ci vuole anche una buona dose di coraggio artistico per avventarsi su un fatto di cronaca ancora fresco e cercare di trasformarlo in linguaggio teatrale. Poi l'impresa può riuscire o meno, ma intanto occorre mettere da parte tutta una serie di comode certezze, perché l'attualità non è ancora consegnata all'immobile archivio della Storia, è urgenza di sentimenti e sangue vivo, rabbia, incredulità, dolore che non si lasciano inquadrare facilmente in una forma artistica, non si lasciano piegare passivamente alle parole e ai gesti della scena. Pino Loperfido ci ha provato, ha provato a scrivere un monologo sulla tragedia del Cermìs, su quella terribile giornata di quattro anni fa in cui un aereo militare americano partito da Aviano tentò - per un'irresponsabile manovra di addestramento o per una folle sfida - di passare sotto i cavi della funivia. Il risultato di questo sforzo, prodotto dallo Stabile di Bolzano, è affidato alla sensibile interpretazione di Andrea Castelli. A fare da modello è dichiaratamente, fin dal titolo, il Racconto del Vajont di Paolini e Vacis, l'idea che regge entrambi è quella dello spettacolo-narrazione di intonazione civile. A riferire l'accaduto è qui un testimone ravvicinatissimo, il manovratore dell'altra cabina, quella sopravvissuta al crollo, il quale descrive le vicende della propria vita che l'hanno condotto a quel lavoro, evoca la valle in cui, per incredibile coincidenza, aveva già assistito ad un analogo incidente da bambino, ricorda con palpabile orrore l'atroce scena cui ha assistito. Il limite della proposta, rispetto all'illustre precedente al quale si ispira - al di là delle mille differenze soggettive - sta nel fatto che quello era soprattutto costruito su dati tecnici, informazioni, cifre, che la sciagura dell'aereo impazzito non può offrire. Così il resoconto del manovratore indugia per forza sul risvolto biografico ed emotivo, assume un andamento a tratti letterario, trova poca materia concreta: poi, certo, la sorte delle vittime suscita immensa commozione, e Castelli si adopera con semplicità e pudore a darle risonanza nella coscienza dello spettatore.