L’ultimo romanzo di Pino Loperfido finalista a Roma
03/04/10 07:45
«Le meccaniche dell’infelicità»dello
scrittore trentino Pino Loperfido, è tra i sette
finalisti del premio nazionale di narrativa
«Alberoandronico». La cerimonia avverrà l’8
aprile, alle 16, nella sala Protomoteca in
Campidoglio a Roma, alla presenza del sindaco Gianni
Alemanno.
«Il libro - commenta Loperfido - sta andando molto bene; ho girato il Trentino per incontrare i lettori, una bellissima esperienza. Il premio, poi, mi gratifica e mi riempie d’orgoglio. Sono convinto che il romanzo avrà una coda lunga, così come fu già per “Teroldego”. Chi legge un romanzo tanto articolato e pregno di significato ha bisogno di tempo: per digerirlo, ripensarlo e amarlo. La struggente storia di Giacomo Andreatti è la storia di ognuno di noi, quando guardandosi allo specchio non si riconosce più. Non solo. Non riconosce più nemmeno i luoghi della propria esistenza, perciò tenta di rifugiarsi disperatamente nel passato. Ma il passato è quasi sempre distorto dalla mitizzazione che ne facciamo, ecco perché sovente delude e spinge a riabbracciare il presente, le piccole cose di tutti i giorni». In questo periodo Loperfido è impegnato sul fronte teatrale: «Sono già in corso le prove de “La Nuda Roccia – Canto per le Dolomiti”, il mio ultimo testo, scritto per gli Amici di Parola, una compagnia di Trento. Poi, sto lavorando ad un testo originale sulla famiglia Thun che metterò in scena nell’omonimo castello il prossimo 23 luglio».
«Il libro - commenta Loperfido - sta andando molto bene; ho girato il Trentino per incontrare i lettori, una bellissima esperienza. Il premio, poi, mi gratifica e mi riempie d’orgoglio. Sono convinto che il romanzo avrà una coda lunga, così come fu già per “Teroldego”. Chi legge un romanzo tanto articolato e pregno di significato ha bisogno di tempo: per digerirlo, ripensarlo e amarlo. La struggente storia di Giacomo Andreatti è la storia di ognuno di noi, quando guardandosi allo specchio non si riconosce più. Non solo. Non riconosce più nemmeno i luoghi della propria esistenza, perciò tenta di rifugiarsi disperatamente nel passato. Ma il passato è quasi sempre distorto dalla mitizzazione che ne facciamo, ecco perché sovente delude e spinge a riabbracciare il presente, le piccole cose di tutti i giorni». In questo periodo Loperfido è impegnato sul fronte teatrale: «Sono già in corso le prove de “La Nuda Roccia – Canto per le Dolomiti”, il mio ultimo testo, scritto per gli Amici di Parola, una compagnia di Trento. Poi, sto lavorando ad un testo originale sulla famiglia Thun che metterò in scena nell’omonimo castello il prossimo 23 luglio».