Quell'inceneritore nel futuro
19/07 10 06:54
Una curiosità. Nei mesi scorsi, mentre
organizzavamo alcune iniziative per fermare
l'inceneritore, ho condiviso con alcuni amici di
Nimby l'impressione che l'unica cosa che ormai poteva
far cambiare idea a Lorenzo Dellai era l'impressione di
pregiudicare la sua fama in eterno (i politici si
realizzano veramente se raggiungono l'obiettivo di
passare alla storia come dei grandi) o di lasciare in
eredità ai suoi figli la vergogna di vedere il proprio
cognome legato allo schifo di quell'opera
orribile, inutile, dannosa e costosa. Mi sono
perciò divertito quando Marta mi ha letto il passo in
cui descrivi proprio la situazione dei
figli del politico ormai defunto che devono
pubblicamente fare i conti con il puzzo
dell’inceneritore. Quanto vorrei che quella pagina
fosse letta con attenzione da Dellai & C...
Francesco B.
Il coraggio dei propri pensieri
03/07 10 17:24
Sono ancora ad un quarto del libro, ma posso affermare
una cosa: Pino Loperfido traduce in parole ciò che la
maggior parte di noi non ha il coraggio di ammettere di
pensare. Daniela
le debolezze e le paure di ciascuno di noi
05/04 10 07:59
Romanzo ambientato in una Trento del prossimo futuro,
la storia di Giacomo racchiude, nel breve arco di una
settimana, una serie di eventi che riportano alla luce
ricordi rimasti sepolti per lungo tempo e che hanno il
potere di cambiarne la vita.
Il ritorno a casa dopo anni di assenza costringe il protagonista ad affrontare i fantasmi del passato, ma non è facile ricordare da cosa è scappato per tanto tempo e fare i conti non solo con ciò che ha lasciato indietro ma anche con ciò che ha al momento e che rischia di perdere. La città in cui torna è molto diversa da quella che ricordava, militarizzata, totalmente sotto il controllo di un'azienda che si finge democratica mentre in realtà dirige con pugno di ferro ogni aspetto della vita dei privati. La politica, l'imprenditoria, il giornalismo e persino la chiesa sono strettamente collegati (anche se in modo sotterraneo) e sembra che, per qualsiasi problema, l'importante sia avere le conoscenze giuste. Giacomo sa che c'è qualcosa che gli sfugge ma non riesce a focalizzare subito cosa sia e la storia si snoda, giorno dopo giorno, sotto gli occhi del lettore, in un crescendo di piccole rivelazioni che – alla fine – formano il puzzle completo degli avvenimenti.
Il romanzo è molto interessante ma qualche piccola pecca, personalmente, l'ho trovata: prima di tutto, l'ho trovato un po' lento almeno nella parte iniziale, però la cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è la vaghezza riguardo all'aspetto temporale non identificato e la mancanza di spiegazioni sulle innovazioni tecnologiche che, nel frattempo, l'uomo ha sviluppato. Un maggior dettaglio in tali ambiti avrebbe di certo reso il romanzo più chiaro e completo ma, ad ogni modo, resta comunque un bel libro da leggere, per approfondire le tematiche sulla natura umana, le debolezze e le paure di ciascuno di noi. Sharmas
Il ritorno a casa dopo anni di assenza costringe il protagonista ad affrontare i fantasmi del passato, ma non è facile ricordare da cosa è scappato per tanto tempo e fare i conti non solo con ciò che ha lasciato indietro ma anche con ciò che ha al momento e che rischia di perdere. La città in cui torna è molto diversa da quella che ricordava, militarizzata, totalmente sotto il controllo di un'azienda che si finge democratica mentre in realtà dirige con pugno di ferro ogni aspetto della vita dei privati. La politica, l'imprenditoria, il giornalismo e persino la chiesa sono strettamente collegati (anche se in modo sotterraneo) e sembra che, per qualsiasi problema, l'importante sia avere le conoscenze giuste. Giacomo sa che c'è qualcosa che gli sfugge ma non riesce a focalizzare subito cosa sia e la storia si snoda, giorno dopo giorno, sotto gli occhi del lettore, in un crescendo di piccole rivelazioni che – alla fine – formano il puzzle completo degli avvenimenti.
Il romanzo è molto interessante ma qualche piccola pecca, personalmente, l'ho trovata: prima di tutto, l'ho trovato un po' lento almeno nella parte iniziale, però la cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è la vaghezza riguardo all'aspetto temporale non identificato e la mancanza di spiegazioni sulle innovazioni tecnologiche che, nel frattempo, l'uomo ha sviluppato. Un maggior dettaglio in tali ambiti avrebbe di certo reso il romanzo più chiaro e completo ma, ad ogni modo, resta comunque un bel libro da leggere, per approfondire le tematiche sulla natura umana, le debolezze e le paure di ciascuno di noi. Sharmas
Forse manca proprio la semplicità...
05/04 10 07:58
Ottimo titolo, ottima copertina, ottimo scrittore: cosa
manca allora per renderlo un capolavoro? La magica
alchimia tra gli ingredienti misteriosi di cui è fatta
la buona narrativa. Forse manca proprio la
semplicità... Gigio
Ripercorrere tutta una vita...
05/04 10 07:56
Un criceto che percorre una ruota fa pensare a qualcosa
di meccanico che si muove se si muovono le zampette del
criceto, come dire che la vita è una ruota, basta un
nonnulla a mettere in moto gli ingranaggi, o a
fermarli, a farli girare in un senso o al contrario,
lentamente o velocemente. La ruota può anche
schiacciarti, stritolarti, se non sei abbastanza agile,
come il criceto. Ruota e criceto sono ben visibili
sulla copertina del libro “Le meccaniche
dell’infelicità”, romanzo di Pino Loperfido: già il
titolo incuriosisce, - meccaniche o meccanica? E cos’ha
di meccanico l’infelicità? - o forse spaventa, nel
senso che un aspirante lettore può avere l’impressione
di trovarsi di fronte ad un romanzo
scientifico-tecnologico di difficile comprensione.
Quando, però, si comincia a leggere, si ha voglia di
andare avanti: la storia si sviluppa nell’arco di 7
giorni; non è il ripetersi della Creazione, ma è
piuttosto il pervenire, con fatica e con dolore, ad una
Ri-Creazione. Il protagonista – Giacomo Andreatti – è
un professionista affermato sotto i 50, è un medico, ma
è anche uno scrittore (pigro?) di successo, con moglie
e figli. Vive, o forse si lascia vivere, con una sorta
di ignavia, finché la notizia della morte del padre lo
costringe a ripercorrere tutta la sua vita, a rivedere,
con occhi adulti, vicende familiari, rapporti
intergenerazionali, etica del quotidiano, impegno
politico, significato e valore del ruolo del padre e
della madre. Il lettore incontra Giacomo e lo segue
sotto una pioggia continua, insistente, sporca, che fa
pensare a quella “etterna, maladetta, fredda e greve”
che secondo Dante tormentava i dannati golosi, si cala
nei suoi panni, vive i suoi ricordi rivivendo i propri,
in un susseguirsi di eventi pensieri azioni incontri
sensazioni che lo coinvolgono senza pausa, in
un’atmosfera che fa pensare ad un romanzo giallo-nero,
ma che è anche vita vera. Quando chi legge arriva al
settimo giorno, prova un certo senso di liberazione...
Luciana Grillo
Inquietante
05/04 10 07:53
il libro mi è piaciuto tanto, anche se un po'
inquieta..... bravo pino. Stefania Riccio.
Il dubbio di “cosa succederà dopo”
05/04 10 07:51
Io ho già letto il libro: premettendo che non rientra
nel mio genere di letture, è stato abbastanza
scorrevole. Molto malinconico e a tratti macchinoso, ti
fa restare col dubbio di “cosa succederà dopo” fino
alla fine. Personalmente ho trovato interessanti certi
pensieri del protagonista, che mi hanno aiutato a
conoscere meglio l'autore del libro :-) Dani Lauria
Vissuto in prima persona, mi sembrava di essere lì
05/04 10 07:50
Bellissimo, avvincente, scorrevole. L'ho annotato tra i
miei libri preferiti e lo regalerò a Natale ad amici.
L'ho vissuto in prima persona, descrizioni vive, mi
sembrava di essere lì. Complimenti hai fuso storie
d'amore, intrighi politici (è proprio così in
Provincia), un assassinio, insomma c'è di tutto.
Complimenti! A quando il prossimo? Laura Paterlini.
Una descrizione scientifica delle nostre emozioni
05/04 10 07:49
Finalmente arriva anche il mio commento veramente
positivo su questo libro... non che il mio parere
contasse molto, ma ci tenevo! Pino ha dimostrato ancora
una volta di essere un grande osservatore di tutto ciò
che le "pareti della vita" contengono (giusto per
citare...): di ciò che si vede e di ciò che si
percepisce. Una descrizione scientifica delle nostre
emozioni che induce a riflettere e ad approfondire i
segreti della natura umana ed i cliché della società
(trentina). Grazie. Giorgia Endrici.
Una storia orwelliana che ti tiene incollata alle pagine
05/04 10 07:36
Letto in due giorni. Una storia veramente orwelliana e
inquietante che ti tiene incollata alle pagine.
Scrittura molto fluida e intrigante, in cui talvolta si
colgono immagini vertiginose. Forse ne sentiremo
parlare. Arianna
Fino all’ultima pagina
05/04 10 07:35
Attraverso le meditazioni del protagonista, la trama
appassionante trascina il lettore fino all’ultima
pagina in questo Trentino futuro governato da
compromessi e condizionamenti... Un tema impegnativo
alleggerito da una scrittura al tempo stesso schietta e
introspettiva. Silvia
Siamo persi?
05/04 10 07:33
Dal ponte dello stretto di messina non ci passerò mai
(se ci campo a vederlo) continuerò a prendere il
traghetto. a parte gli scherzi noto che le meccaniche
dell’infelicità e le paure per Loperfido saranno sempre
le stesse, anche in un prossimo futuro. siamo persi
dunque?! ciao antonella