Le geometrie esistenziali dell’umanità

Il protagonista, Giacomo Andreatti, 48 anni, è un medico di base e conduce la solita vita di routine, ambulatorio e casa. La storia è ambientata in un futuro non lontano (è già stato costruito il Ponte sullo Stretto, la tecnologia si comanda con gesti delle mani, le auto, anche quelle veloci, sono elettriche e silenziose, oppure vanno ad idrogeno, agli immigrati è stato concesso il diritto di voto, i preti possono sposarsi, il papa si chiama Paolo VII).
L’apparizione di una vecchia sdentata che, appostata sul marciapiede, irride ai passanti, offre al protagonista l’occasione di ripensare alla sua vita. È sposato con Margherita, agente immobiliare in proprio, ed ha due figli, il maggiore si chiama Francesco, fidanzato con Debora; l’altro è Nicola. Ha un fratello, Giorgio, maggiore di lui di tre anni. Leggi tutto...

INFELICITÀ. Le meccaniche di Loperfido

Incipit enigmatico.
Un attacco curvato al misterioso (cosa è accaduto di irrimediabile?) per un libro dal titolo (bello) ironicamente esplicativo, da leggere quasi come il referto finale di un’analisi positivista sulla condizione del vivere. In realtà questo più che un incipit è una sorta di prologo nel quale un narratore esterno, dopo aver detto che a pensarci bene anche quando tutto è accaduto, si fa sempre in tempo a rimediare, ci rivela che l’uomo è un medico, si chiama Giacomo Andreatti, ha quarantotto anni e «la storia che vorrebbe raccontare è la sua» e «comincia alla pagina seguente ». Ed è appunto dalla pagina successiva che prende l’avvio il racconto vero e proprio, un lungo racconto, che dipana con passo sicuro ma non prevedibile una vicenda assai tesa e tortuosa. A narrarla in prima persona è il protagonista, Giacomo Andreatti, medico di base, scrittore per hobby (tale egli vuole essere considerato, pur avendo centrato un successo pieno con il suo libro d’esordio) che vive con la moglie e due figli a Bologna, dove ha studiato e si è laureato. Leggi tutto...

Un incubo orwelliano per Trento

È ambientato nel futuro, ma non è certo un libro di fantascienza, il secondo romanzo di Pino Loperfido , bensì un'ipotesi narrativa su ciò in cui potrebbe un domani trasformarsi il Trentino. E speriamo quanto ci viene raccontato in «Le meccaniche dell'infelicità» non accada davvero, perché il quadretto umano, sociale e politico tratteggiato dall'io narrante è davvero penoso, squallido nonché inquietante. Protagonista della vicenda è Giacomo Andreatti, medico di mezza età, debitamente (ma non proprio felicemente) coniugato, due figli a carico e una certa mole di amarezza sulle spalle per un lavoro a cui l'uomo non crede più come un tempo e che forse ha intrapreso seguendo il sogno puerile d'un «potere taumaturgico» che, agli occhi del ragazzino Giacomo, «aveva sempre una risposta per tutto». Leggi tutto...

Visioni dal futuro - Tra Orwell e Foucault

Ci si intravede un po’ di Foucault, di quella microfisica del potere con cui Michel Foucault aveva stupito i francesi nel 1977 e con cui aperse gli occhi ai lettori di mezzo mondo sul principio degli anni ottanta. Quel tipo di potere, millimetrico, che non è concepito come una proprietà da parte di chi lo esercita ma come una strategia politica a uso e consumo delle istituzioni. Un controllo. Il controllo. Addirittura, una “tecnologia politica” del controllo. Che i controllori – lo stato – esercitano sui controllati e quindi in fin dei conti sui dei corpi in carne e ossa. “Anatomia” politica del potere. Ci si intravede questo ma ci si intravede anche dell’altro. Leggi tutto...

Un rimorso che cambia la vita

Ambientato in una Trentino del futuro, molto simile a quello attuale, il romanzo “Le meccaniche dell'infelicità” affronta temi decisivi della vita

Quanto un ricordo rimosso può sconvolgere la vita di un uomo, rendendolo schiavo della propria esistenza, passivo nelle scelte e completamente infelice?
E' una delle pressanti domande che si pone il lettore impegnato tra le righe dell’ultimo romanzo di Pino Loperfido, “Le meccaniche dell’infelicità”, uscito per le edizioni Curcu & Genovese a fine settembre (pp. 414, euro 15).
Si tratta di un racconto intenso e travolgente, che non si ferma ad una trama ricolma di suspence. Se così fosse, all’autore non sarebbero servite quattrocento pagine per raccontare sette giorni della vita di un insolito protagonista, Giacomo Andreatti.
Attraverso un narratore incarnato proprio nella figura di Giacomo, Loperfido torna ad affrontare temi cruciali della vita a lui cari - la religione, l’amore, l’amicizia, la morte - e va ad affrontare nello stesso tempo aspetti di rilievo sociale come la dialettica politica, il sistema di sicurezza, il potere imprenditoriale e la funzione della stampa. Leggi tutto...

Trento 2050 circa: l’infelicità ha le sue meccaniche

Barack Hussein Obama è ancora un presidente, novantenne; il minareto della moschea di Trento spicca alto, tra le case e i capannoni di una periferia illividita; l’inceneritore lo si nota, eccome; ed è ovunque il logo di ReziaCom, l’azienda istituzione che con la sua presenza permea ogni settore della vita pubblica (e privata) del Trentino. Per non dire della severa Milizia che assicura l’ordine in una terra di suo già ordinata. Fatti due conti, siamo nel 2050, anno più, anno meno. 
Colà Pino Loperfido colloca il suo nuovo romanzo, atteso dopo i fuochi d’artificio di “Teroldego”, impietoso spaccato dell’universo giovanile trentino che suscitò non poco rumore.  Leggi tutto...

Le meccaniche del Trentino nel 2050

Obama è ancora presidente, a 90 anni; il minareto della moschea di Trento spicca alto; c’è l’inceneritore, eccome; ed è ovunque il logo di ReziaCom, azienda istituzione che è ovunque in Trentino. Per non dire della Milizia che assicura l’ordine in una terra di suo già ordinata. Nel 2050, anno più, anno meno, Pino Loperfido colloca il suo nuovo romanzo, atteso dopo i fuochi d’artificio di Teroldego, impietoso spaccato dell’universo giovanile. Chissà se basterà l’aver collocato in un futuro prossimo la trama - serrata - del nuovo romanzo, ad evitare nuove polemiche. Le meccaniche dell’infelicità è un lavoro ambizioso, che ci consegna uno scrittore maturo, capace di una sfida stilistica coraggiosa, vinta. C’è il Trentino che verrà - meglio, che l’autore intravvede possibile -, nelle pagine di questo romanzo poco accomodante. C’è Giacomo Andreatti, il protagonista. Medico che torna a Trento per il funerale del padre, Franco, ex presidente ed assessore della Provincia di Trento. A Trento è invece rimasto il fratello, Giorgio, anch’egli in politica, candidato a sedere sulla poltrona che fu del padre. Loperfido snoda il suo racconto in una manciata di giorni - tutti segnati da una pioggia continua e sporca -, prima e dopo il funerale. E accende la miccia di una storia dove i nobili ideali di una autonomia apportatrice di ricchezza si intrecciano con vicende non del tutto pulite. Tra morti misteriose, giornaliste prezzolate, passioni mai sopite, scandagli dell’animo umano. Un romanzo tutt’altro che provinciale. (Carlo Martinelli - Trentino del 26 settembre 2009)