Le geometrie esistenziali dell’umanità
23/01/10 15:41
Il protagonista, Giacomo Andreatti, 48 anni, è
un medico di base e conduce la solita vita di
routine, ambulatorio e casa. La storia è
ambientata in un futuro non lontano (è già stato
costruito il Ponte sullo Stretto, la tecnologia si
comanda con gesti delle mani, le auto, anche quelle
veloci, sono elettriche e silenziose, oppure vanno ad
idrogeno, agli immigrati è stato concesso il diritto di
voto, i preti possono sposarsi, il papa si chiama Paolo
VII).
L’apparizione di una vecchia sdentata che, appostata sul marciapiede, irride ai passanti, offre al protagonista l’occasione di ripensare alla sua vita. È sposato con Margherita, agente immobiliare in proprio, ed ha due figli, il maggiore si chiama Francesco, fidanzato con Debora; l’altro è Nicola. Ha un fratello, Giorgio, maggiore di lui di tre anni. Leggi tutto...
L’apparizione di una vecchia sdentata che, appostata sul marciapiede, irride ai passanti, offre al protagonista l’occasione di ripensare alla sua vita. È sposato con Margherita, agente immobiliare in proprio, ed ha due figli, il maggiore si chiama Francesco, fidanzato con Debora; l’altro è Nicola. Ha un fratello, Giorgio, maggiore di lui di tre anni. Leggi tutto...
INFELICITÀ. Le meccaniche di Loperfido
16/01/10 07:55 Archiviato in:Didascalie
Incipit enigmatico.
Un attacco curvato al misterioso (cosa è accaduto di irrimediabile?) per un libro dal titolo (bello) ironicamente esplicativo, da leggere quasi come il referto finale di un’analisi positivista sulla condizione del vivere. In realtà questo più che un incipit è una sorta di prologo nel quale un narratore esterno, dopo aver detto che a pensarci bene anche quando tutto è accaduto, si fa sempre in tempo a rimediare, ci rivela che l’uomo è un medico, si chiama Giacomo Andreatti, ha quarantotto anni e «la storia che vorrebbe raccontare è la sua» e «comincia alla pagina seguente ». Ed è appunto dalla pagina successiva che prende l’avvio il racconto vero e proprio, un lungo racconto, che dipana con passo sicuro ma non prevedibile una vicenda assai tesa e tortuosa. A narrarla in prima persona è il protagonista, Giacomo Andreatti, medico di base, scrittore per hobby (tale egli vuole essere considerato, pur avendo centrato un successo pieno con il suo libro d’esordio) che vive con la moglie e due figli a Bologna, dove ha studiato e si è laureato. Leggi tutto...
Un attacco curvato al misterioso (cosa è accaduto di irrimediabile?) per un libro dal titolo (bello) ironicamente esplicativo, da leggere quasi come il referto finale di un’analisi positivista sulla condizione del vivere. In realtà questo più che un incipit è una sorta di prologo nel quale un narratore esterno, dopo aver detto che a pensarci bene anche quando tutto è accaduto, si fa sempre in tempo a rimediare, ci rivela che l’uomo è un medico, si chiama Giacomo Andreatti, ha quarantotto anni e «la storia che vorrebbe raccontare è la sua» e «comincia alla pagina seguente ». Ed è appunto dalla pagina successiva che prende l’avvio il racconto vero e proprio, un lungo racconto, che dipana con passo sicuro ma non prevedibile una vicenda assai tesa e tortuosa. A narrarla in prima persona è il protagonista, Giacomo Andreatti, medico di base, scrittore per hobby (tale egli vuole essere considerato, pur avendo centrato un successo pieno con il suo libro d’esordio) che vive con la moglie e due figli a Bologna, dove ha studiato e si è laureato. Leggi tutto...
Un incubo orwelliano per Trento
29/12/09 06:56 Archiviato in:l'ADIGE
È ambientato nel futuro, ma non è certo un
libro di fantascienza, il secondo romanzo di Pino
Loperfido , bensì un'ipotesi narrativa su ciò
in cui potrebbe un domani trasformarsi il Trentino. E
speriamo quanto ci viene raccontato in «Le meccaniche
dell'infelicità» non accada davvero, perché il
quadretto umano, sociale e politico tratteggiato
dall'io narrante è davvero penoso, squallido nonché
inquietante. Protagonista della vicenda è Giacomo
Andreatti, medico di mezza età, debitamente (ma non
proprio felicemente) coniugato, due figli a carico e
una certa mole di amarezza sulle spalle per un lavoro a
cui l'uomo non crede più come un tempo e che forse ha
intrapreso seguendo il sogno puerile d'un «potere
taumaturgico» che, agli occhi del ragazzino Giacomo,
«aveva sempre una risposta per tutto». Leggi
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Visioni dal futuro - Tra Orwell e Foucault
08/11/09 07:01 Archiviato in:CORRIERE
DELLE SERA
Ci si intravede un po’ di Foucault, di quella
microfisica del potere con cui Michel Foucault aveva
stupito i francesi nel 1977 e con cui aperse
gli occhi ai lettori di mezzo mondo sul principio degli
anni ottanta. Quel tipo di potere, millimetrico, che
non è concepito come una proprietà da parte di chi lo
esercita ma come una strategia politica a uso e consumo
delle istituzioni. Un controllo. Il controllo.
Addirittura, una “tecnologia politica” del controllo.
Che i controllori – lo stato – esercitano sui
controllati e quindi in fin dei conti sui dei corpi in
carne e ossa. “Anatomia” politica del potere. Ci si
intravede questo ma ci si intravede anche dell’altro.
Leggi
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Un rimorso che cambia la vita
07/11/09 08:05 Archiviato in:VITA
TRENTINA
Ambientato in una Trentino del futuro, molto
simile a quello attuale, il romanzo “Le meccaniche
dell'infelicità” affronta temi decisivi della
vita
Quanto un ricordo rimosso può sconvolgere la vita di un uomo, rendendolo schiavo della propria esistenza, passivo nelle scelte e completamente infelice?
E' una delle pressanti domande che si pone il lettore impegnato tra le righe dell’ultimo romanzo di Pino Loperfido, “Le meccaniche dell’infelicità”, uscito per le edizioni Curcu & Genovese a fine settembre (pp. 414, euro 15).
Si tratta di un racconto intenso e travolgente, che non si ferma ad una trama ricolma di suspence. Se così fosse, all’autore non sarebbero servite quattrocento pagine per raccontare sette giorni della vita di un insolito protagonista, Giacomo Andreatti.
Attraverso un narratore incarnato proprio nella figura di Giacomo, Loperfido torna ad affrontare temi cruciali della vita a lui cari - la religione, l’amore, l’amicizia, la morte - e va ad affrontare nello stesso tempo aspetti di rilievo sociale come la dialettica politica, il sistema di sicurezza, il potere imprenditoriale e la funzione della stampa. Leggi tutto...
Quanto un ricordo rimosso può sconvolgere la vita di un uomo, rendendolo schiavo della propria esistenza, passivo nelle scelte e completamente infelice?
E' una delle pressanti domande che si pone il lettore impegnato tra le righe dell’ultimo romanzo di Pino Loperfido, “Le meccaniche dell’infelicità”, uscito per le edizioni Curcu & Genovese a fine settembre (pp. 414, euro 15).
Si tratta di un racconto intenso e travolgente, che non si ferma ad una trama ricolma di suspence. Se così fosse, all’autore non sarebbero servite quattrocento pagine per raccontare sette giorni della vita di un insolito protagonista, Giacomo Andreatti.
Attraverso un narratore incarnato proprio nella figura di Giacomo, Loperfido torna ad affrontare temi cruciali della vita a lui cari - la religione, l’amore, l’amicizia, la morte - e va ad affrontare nello stesso tempo aspetti di rilievo sociale come la dialettica politica, il sistema di sicurezza, il potere imprenditoriale e la funzione della stampa. Leggi tutto...
Trento 2050 circa: l’infelicità ha le sue meccaniche
22/10/09 06:50 Archiviato in:TrentinoMese
Barack Hussein Obama è ancora un presidente,
novantenne; il minareto della moschea di
Trento spicca alto, tra le case e i capannoni
di una periferia illividita; l’inceneritore lo si nota,
eccome; ed è ovunque il logo di ReziaCom, l’azienda
istituzione che con la sua presenza permea ogni settore
della vita pubblica (e privata) del Trentino. Per non
dire della severa Milizia che assicura l’ordine in una
terra di suo già ordinata. Fatti due conti, siamo nel
2050, anno più, anno meno.
Colà Pino Loperfido colloca il suo nuovo romanzo, atteso dopo i fuochi d’artificio di “Teroldego”, impietoso spaccato dell’universo giovanile trentino che suscitò non poco rumore. Leggi tutto...
Colà Pino Loperfido colloca il suo nuovo romanzo, atteso dopo i fuochi d’artificio di “Teroldego”, impietoso spaccato dell’universo giovanile trentino che suscitò non poco rumore. Leggi tutto...
Le meccaniche del Trentino nel 2050
27/09/09 06:31 Archiviato in:TRENTINO
Obama è ancora presidente, a 90 anni; il minareto della
moschea di Trento spicca alto; c’è l’inceneritore,
eccome; ed è ovunque il logo di ReziaCom, azienda
istituzione che è ovunque in Trentino. Per non dire
della Milizia che assicura l’ordine in una terra di suo
già ordinata. Nel 2050, anno più, anno meno, Pino
Loperfido colloca il suo nuovo romanzo, atteso dopo i
fuochi d’artificio di Teroldego, impietoso spaccato
dell’universo giovanile. Chissà se basterà l’aver
collocato in un futuro prossimo la trama - serrata -
del nuovo romanzo, ad evitare nuove polemiche. Le
meccaniche dell’infelicità è un lavoro ambizioso, che
ci consegna uno scrittore maturo, capace di una sfida
stilistica coraggiosa, vinta. C’è il Trentino che verrà
- meglio, che l’autore intravvede possibile -, nelle
pagine di questo romanzo poco accomodante. C’è Giacomo
Andreatti, il protagonista. Medico che torna a Trento
per il funerale del padre, Franco, ex presidente ed
assessore della Provincia di Trento. A Trento è invece
rimasto il fratello, Giorgio, anch’egli in politica,
candidato a sedere sulla poltrona che fu del padre.
Loperfido snoda il suo racconto in una manciata di
giorni - tutti segnati da una pioggia continua e sporca
-, prima e dopo il funerale. E accende la miccia di una
storia dove i nobili ideali di una autonomia
apportatrice di ricchezza si intrecciano con vicende
non del tutto pulite. Tra morti misteriose, giornaliste
prezzolate, passioni mai sopite, scandagli dell’animo
umano. Un romanzo tutt’altro che provinciale. (Carlo
Martinelli - Trentino del 26 settembre 2009)