Le meccaniche del Trentino nel 2050
27/09/09 06:31
Obama è ancora presidente, a 90 anni; il minareto
della moschea di Trento spicca alto; c’è
l’inceneritore, eccome; ed è ovunque il logo di
ReziaCom, azienda istituzione che è ovunque in
Trentino. Per non dire della Milizia che assicura
l’ordine in una terra di suo già ordinata. Nel 2050,
anno più, anno meno, Pino Loperfido colloca il suo
nuovo romanzo, atteso dopo i fuochi d’artificio di
Teroldego, impietoso spaccato dell’universo
giovanile. Chissà se basterà l’aver collocato in un
futuro prossimo la trama - serrata - del nuovo
romanzo, ad evitare nuove polemiche. Le meccaniche
dell’infelicità è un lavoro ambizioso, che ci
consegna uno scrittore maturo, capace di una sfida
stilistica coraggiosa, vinta. C’è il Trentino che
verrà - meglio, che l’autore intravvede possibile -,
nelle pagine di questo romanzo poco accomodante. C’è
Giacomo Andreatti, il protagonista. Medico che torna
a Trento per il funerale del padre, Franco, ex
presidente ed assessore della Provincia di Trento. A
Trento è invece rimasto il fratello, Giorgio,
anch’egli in politica, candidato a sedere sulla
poltrona che fu del padre. Loperfido snoda il suo
racconto in una manciata di giorni - tutti segnati da
una pioggia continua e sporca -, prima e dopo il
funerale. E accende la miccia di una storia dove i
nobili ideali di una autonomia apportatrice di
ricchezza si intrecciano con vicende non del tutto
pulite. Tra morti misteriose, giornaliste prezzolate,
passioni mai sopite, scandagli dell’animo umano. Un
romanzo tutt’altro che provinciale. (Carlo Martinelli
- Trentino del 26 settembre 2009)