«Teroldego» di Loperfido fa bene ai miei 18 anni
08/10/05 16:14 Archiviato in:TRENTINO
Una lettera al "Trentino" - 8 ottobre
2005
Non mi riesce quasi mai, purtroppo, di fidarmi delle critiche rivolte ad un romanzo senza averlo letto. Avevo iniziato da poco a sfogliare questo "Teroldego", che apparvero sui giornali delle critiche rivolte all'autore nelle quali si parlava di razzismo, scurrilità e via dicendo. Ho diciotto anni, e si sa quanto, a quest'età, la curiosità ti spinga a voler mettere il naso in tutte le cose che anche solo lontanamente "odorano" di scandalo. E non posso negare che, fra una pagina e l'altra, un po' a disagio mi sentivo. Sarà stato il fatto di non riconoscermi molto in quel Lillo Gubert, sarà stato un linguaggio alle volte abbastanza esasperato ma veritiero, ma mi riusciva difficile capire dove Loperfido voleva arrivare con questo suo ultimo lavoro. E il dubbio mi è rimasto fino alle ultime pagine, quando ho ricevuto un colpo dritto al cuore che non potevo immaginare. Di quel momento mi è apparso tutto più chiaro, comprese quelle critiche. Questo romanzo, in realtà, mette in mostra una faccia che troppe volte vogliamo occultare. Sia essa della società, della mia generazione, perché no, di tutti noi. Troppe volte viviamo di certezze che si sciolgono come neve al sole. E altrettante volte preferiamo far finta che non sia così la verità, come se potessimo cambiare la trama di un film solo perché non ci piace una scena. II ruolo di un romanzo come "Teroldego" è proprio questo. Ci costringe a guardarci in faccia e a fare i conti con la nostra epoca. Per questo è un romanzo che va letto ed approfondito, non curandosi troppo di certe critiche che arrivano da chi, magari, non ha nemmeno voluto sapere che fine fa Lillo Gubert. E solo chi ha il coraggio di guardare a fondo dentro se stesso può essere ripagato da quella travolgente ed originalissima conclusione. Finalmente, dopo tanto tempo, un libro scritto sia con il cuore che con la testa. E questo non può che far bene alla mia generazione, alla nostra società e, soprattutto, alla nostra Terra.
Andrea Bonetti - TRENTO
Non mi riesce quasi mai, purtroppo, di fidarmi delle critiche rivolte ad un romanzo senza averlo letto. Avevo iniziato da poco a sfogliare questo "Teroldego", che apparvero sui giornali delle critiche rivolte all'autore nelle quali si parlava di razzismo, scurrilità e via dicendo. Ho diciotto anni, e si sa quanto, a quest'età, la curiosità ti spinga a voler mettere il naso in tutte le cose che anche solo lontanamente "odorano" di scandalo. E non posso negare che, fra una pagina e l'altra, un po' a disagio mi sentivo. Sarà stato il fatto di non riconoscermi molto in quel Lillo Gubert, sarà stato un linguaggio alle volte abbastanza esasperato ma veritiero, ma mi riusciva difficile capire dove Loperfido voleva arrivare con questo suo ultimo lavoro. E il dubbio mi è rimasto fino alle ultime pagine, quando ho ricevuto un colpo dritto al cuore che non potevo immaginare. Di quel momento mi è apparso tutto più chiaro, comprese quelle critiche. Questo romanzo, in realtà, mette in mostra una faccia che troppe volte vogliamo occultare. Sia essa della società, della mia generazione, perché no, di tutti noi. Troppe volte viviamo di certezze che si sciolgono come neve al sole. E altrettante volte preferiamo far finta che non sia così la verità, come se potessimo cambiare la trama di un film solo perché non ci piace una scena. II ruolo di un romanzo come "Teroldego" è proprio questo. Ci costringe a guardarci in faccia e a fare i conti con la nostra epoca. Per questo è un romanzo che va letto ed approfondito, non curandosi troppo di certe critiche che arrivano da chi, magari, non ha nemmeno voluto sapere che fine fa Lillo Gubert. E solo chi ha il coraggio di guardare a fondo dentro se stesso può essere ripagato da quella travolgente ed originalissima conclusione. Finalmente, dopo tanto tempo, un libro scritto sia con il cuore che con la testa. E questo non può che far bene alla mia generazione, alla nostra società e, soprattutto, alla nostra Terra.
Andrea Bonetti - TRENTO