Ida

Se me ne offri di quello buono
ti racconto di quella stronza
che una volta mi accese.
Mi strofinò su qualcosa di duro
ed io schizzai fuori
come fiamma.

Se me ne paghi un altro
ti dirò il suo nome,
non ci crederai: Ida si chiamava.
Un bel nome del cazzo, pacifico,
capace di spegnerti
come fiamma

Parliamo di Piazza Dante,
amico, alle due di notte,
quando anche i rompicoglioni
smettono di rompere
e, pieni di ottobrino,
fanno sogni vuoti

beh, in quel posto a quell'ora
ci sta solo chi cerca la lite,
chi la lite l'ha già avuta
o chi ha perso la strada.
Ubriachi, africani,
checche, adulteri e me.

Un altro giro me lo merito
se ti 'conto che lei era lì,
bagnata non solo dalla pioggia,
quella pioggia cagosa
che a marzo cade
come una deficiente;

mi si è fatta incontro
ha aperto le braccia
e mi ha chiesto una merit
ma non ci sono cicche
in Piazza Dante
alle due del mattino

me la ricordo come ieri
'sta mini da urlo
che mi serve goulasch e merlot
due occhietti furbi
quello là sotto che si stende
e Ida che apre la bocca

Il quarto te lo pago io
'che ci sto prendendo gusto
a vomitarti il passato
nel tempo che non c'appartiene
in questa vita,
voglio dire,

Siamo alla mercé di medici,
dentisti, carrozzieri,
assicuratori, idraulici,
alla mercé della vita, insomma.
Chiusa la parentesi,
torniamo a lei.

Che giudizio hai di te
se ti puzzano le ascelle
e non sono ancora le nove?
Non vali molto di più
di quello che Ida pensa
del cesso che Ida ha di fronte.

Ida ti tiene in pugno,
ti compra con niente
nella pioggia stupida di marzo
in Piazza Dante
con tutti gli afro
che bestemmiano allah

Pagami quello della staffa,
a proposito: chi è che sei?
Già, guarda la combinazione:
anche tua figlia si chiama così.
Pure lei cameriera,
smontata, come un lego,

da un maiale adulto
in cerca di ghiande tenere,
un lottatore di sumo
contro la sua bilancia,
un sognatore in Piazza Dante
quasi le tre del mattino.

Devi volergliene di bene,
però, voglio dire,
ci tieni proprio a lei
se rischi di farti trent'anni,
venti con la condizionale,
ammazzando un idiota

dopo la grappa, certo,
le regole sono regole,
la bevuta è rito santo.
Prima, però, amico
voglio dirti una cosa,
l'ultima di questa vita:

Ida, la mia dolce Ida,
innocente puttana
– non sparare, non ancora –
Ida malvagia, Ida benigna,
vita mia, morte nostra,
Ida che cerca una merit

Nella deserta Piazza Dante,
silenziosa, l'alba dietro l'angolo,
Ida che prende la pillola,
e non è così... cazzo...
Ida che ha diciott'anni,
e non è così. Così sia.

(Bang.)

280801