Parabrezza
da riparare
Sono un tipo noioso, d'accordo
ma prova un po' ad immaginare
quegli stormi infiniti di gabbiani,
o come diavolo si chiamano,
mentre si alzano in volo.
E poi pensa al conto della spesa,
alle cagose spese condominiali,
alle cene, la pulizia dei denti,
i compleanni, la vuota beneficenza.
Sai, prima o poi ti ci devi abituare:
siamo solo parabrezza da riparare.
Sei perplesso, ti capisco
ma prova ad andare col pensiero
alle note sputate sul pentagramma,
o come diavolaccio si scrive,
sì, i segnetti che chiamano musica.
E poi pensa al banchetto di nozze,
a quanto cazzo hai pagato la torta,
a lei che è incinta, ai pannoloni,
la parcella del pediatra, il lego.
Senti, non voglio farti arrabbiare,
ma siamo parabrezza da riparare.
Non mi capisci, va tutto bene
ma pensa per un attimo solo
a quanti diavolo possono essere
gli atomi di un essere umano
mentre gli sparano in testa.
E poi pensa al conto del becchino,
la parcella del taccagno fioraio,
i manifesti, il legno della bara,
la fattura da scaricare dal 730.
Non esistono le prove, ti devi fidare:
Siamo solo parabrezza da riparare.
E quegli aggeggi, i parabrezza
lo sa pure un vecchio deficiente
non li puoi proprio aggiustare:
se per sfiga ti si rompono
non ci sono santi, caccia la grana!
Pensa a quanto è curioso:
queste lastre sono infrangibili,
tirali su di tutto: pietre, bulloni,
legnate, testate da peso massimo.
Non ridere così che mi fai incazzare
pure tu lo sei: parabrezza da riparare.
Adesso ti spiego, non temere.
Infrangibili, dicevamo, 'sti vetri
eppure c'hanno un piccolo segreto.
Una cifra di punti invisibili e fatali,
dove un niente li manda in frantumi.
E così siamo pure noi, gli umani
non credi? No, non di vetro, mona!
Duri, impassibili, forti e orgogliosi
tutto, finché non ti rompi i coglioni
Okey, non dirmelo dove devo andare,
lo so: siamo parabrezza da riparare.