Pino Loperfido

Praecipue memoria gaudere

Omaggio al grande Giacomo Puccini



TRENTO. Con un omaggio a Giacomo Puccini, nel 150esimo anniversario dalla nascita, è stata inaugurata ieri alla Sala della Filarmonica, la stagione dei Concerti della domenica, intitolata a Giuseppe Mazzeo, indimenticato fondatore e anima appassionata fino all’ultimo di questa rassegna che in ventisei anni è diventata l’appuntamento tradizionale della domenica mattina con la musica classica. Ieri la sala era gremita di appassionati di musica, musicisti, ma anche di tanti amici di Giuseppe Mazzeo, che prima del concerto hanno fatto un lungo applauso alla sua memoria. L’apertura è stata affidata ad un monologo concertato su Giacomo Puccini, firmato dallo scrittore trentino Pino Loperfido: questo lavoro sarebbe piaciuto a Mazzeo, poiché in Trentino fu proprio lui a promuovere, durante i suoi concerti domenicali, la formula dell’opera lirica con un narratore che raccorda le varie arie e duetti intonati dai cantanti. Loperfido non ha riproposto un’opera lirica di Puccini, bensì un ritratto del grande compositore toscano, romanzato in maniera avvincente, ma anche essenziale e misurata. Il suo racconto prende lo spunto dal passaggio di Puccini a Trento, nel 1922, per recarsi in Germania. Loperfido immagina una sua sosta in piazza Duomo, dove incontra con una donna misteriosa all’ombra del Nettuno. La donna tiene un ventaglio chiuso in mano nonostante il caldo soffocante, e sembra uscita da una sua opera. In questo incontro tra sogno e realtà, si riflettono le due ossessioni del compositore: le donne e la vecchiaia. I pensieri del maestro si alternavano alle sue celeberrime arie accorate e stuggenti, che nello spettacolo di Loperfido erano, in qualche modo, lo sfogo lirico, come “Oh mio babbino caro” dal Gianni Schicchi, “Un bel dì vedremo”, dalla Madama Butterfly, “Vissi d’arte” e “E lucean le stelle” dalla Tosca. Essenziale anche la regia, sempre di Loperfido, con i cantanti che apparivano dal buio e poi si allontanavano sfumando le voci fuori scena, tra efficaci giochi di luce disegnati da Paolo Dorigatti, che nei momenti più intensi inonda la scena di rosso. Subito prima del concerto c’è la richiesta di non applaudire per non interrompere la concentrazione: anche questa raccomandazione sarebbe piaciuta a Giuseppe Mazzeo, che ha sempre sostenuto l’importanza di “educare” il pubblico all’ascolto, nel massimo rispetto della musica. In effetti, anche ieri questa si è rivelata una scelta felice e tutti gli applausi si sono concentrati alla fine, anziché spezzare ogni volta il fluire della storia. Anche i musicisti che si sono esibiti ieri hanno sempre goduto della stima e dell’ammirazione di Mazzeo, ad iniziare da Roberta Ropa, pianista capace accordarsi con il respiro dei cantanti, e protagonista da anni dei Concerti della domenica. E poi l’attore Roberto Gadotti nel ruolo di Puccini, la soprano coreana Bae Cecilia Sae-Won e il tenore bolognese Cesare Gollini, appassionati interpreti pucciniani. I concerti della domenica si svolgeranno tutte le domeniche, alle 10.30, fino al primo marzo: il prossimo appuntamento è domenica 11 gennaio, con “Due americani a Parigi” con il Modern Saxophone Quartet. - Sandra Matuella - Trentino del 5 gennaio 2009