Pino Loperfido

Praecipue memoria gaudere

Com'è curioso l'abate Da Ponte

Il monologo firmato Loperfido ha entusiasmato il pubblico

di MONIQUE CIOLA

i MONIQUE CIOLA TRENTO - Concerto da tutto esaurito domenica scorsa, per il primo dei nove appuntamenti che l'edizione 2006 de "I Concerti della Domenica" proporrà fino al 5 marzo. Il monologo sulla vita e l'arte poetica di Lorenzo Da Ponte firmato da Pino Loperfido ha convinto ed entusiasmato il pubblico. L'autore, sfogliando questioni storiche come la cruda realtà di un uomo ebreo forzatamente costretto alla conversione cattolica, di uomo curioso delle emozioni della vita e dell'arte rivestito dell'abito da Abate, ha voluto presentare una personalità nuova, probabilmente più vicina di quanto crediamo a quel Lorenzo Da Ponte di cui la storia della musica ha lungamente taciuto. E così uno spettacolo teatrale, un racconto che insegue la storia come la fantasia, offre uno spunto di riflessione, insinua la curiosità di andarsi ad informare sul paroliere di Mozart e diviene quindi una lodevole operazione culturale. Il libretto di Pino Loperfido convince anche grazie alla bella interpretazione di Riccardo Gadotti. L'attore ha saputo immedesimarsi con arte nel personaggio del librettista mozartiano, dentro una scenografia fatta di nulla, pochi oggetti, una sedia, un leggio, un bastone ed una sciarpa. Eppure Gadotti, con la sua voce, la sua gestualità teatrale, riempiva il palcoscenico. Accompagnato qua e là, come delle piccole ricamature, dalle note di celebri temi di Mozart eseguiti al pianoforte da Roberta Ropa, l'attore trentino ha tessuto un lungo filo, raccontando il temperamento e l'arte poetica dell'Abate Da Ponte, riscuotendo un lungo e caloroso applauso, meritato successo per un ottimo lavoro teatrale. Al termine del monologo, nella seconda parte della mattinata, sono state quindi presentate alcune tra le più famose arie delle opere mozartiane che nacquero dalla collaborazione tra il genio salisburghese ed il poeta italiano: "Le Nozze di Figaro", "Don Giovanni" e "Così fan tutte". Ad interpretarle alla Sala Filarmonica sono stati il soprano Cecilia Bae Sae-Won, presenza che da diversi anni allieta la rassegna trentina ma che domenica non è parsa in gran forma, il mezzosoprano Daniela Pini, dalla voce ricca e suadente, e Donato Di Gioia, voce bella e potente di baritono, che ha sostituito degnamente il basso Giuseppe Altomare, chiamato a Livorno per la Manon Lescaut di Puccini ed il 22 gennaio a Milano con l'orchestra Verdi diretta da Chally.