l'ADIGE
Com'è curioso l'abate Da Ponte
09/01/06 15:53
Il monologo firmato Loperfido ha entusiasmato
il pubblico
di MONIQUE CIOLA
i MONIQUE CIOLA TRENTO - Concerto da tutto esaurito domenica scorsa, per il primo dei nove appuntamenti che l'edizione 2006 de "I Concerti della Domenica" proporrà fino al 5 marzo. Il monologo sulla vita e l'arte poetica di Lorenzo Da Ponte firmato da Pino Loperfido ha convinto ed entusiasmato il pubblico. L'autore, sfogliando questioni storiche come la cruda realtà di un uomo ebreo forzatamente costretto alla conversione cattolica, di uomo curioso delle emozioni della vita e dell'arte rivestito dell'abito da Abate, ha voluto presentare una personalità nuova, probabilmente più vicina di quanto crediamo a quel Lorenzo Da Ponte di cui la storia della musica ha lungamente taciuto. E così uno spettacolo teatrale, un racconto che insegue la storia come la fantasia, offre uno spunto di riflessione, insinua la curiosità di andarsi ad informare sul paroliere di Mozart e diviene quindi una lodevole operazione culturale. Il libretto di Pino Loperfido convince anche grazie alla bella interpretazione di Riccardo Gadotti. L'attore ha saputo immedesimarsi con arte nel personaggio del librettista mozartiano, dentro una scenografia fatta di nulla, pochi oggetti, una sedia, un leggio, un bastone ed una sciarpa. Eppure Gadotti, con la sua voce, la sua gestualità teatrale, riempiva il palcoscenico. Accompagnato qua e là, come delle piccole ricamature, dalle note di celebri temi di Mozart eseguiti al pianoforte da Roberta Ropa, l'attore trentino ha tessuto un lungo filo, raccontando il temperamento e l'arte poetica dell'Abate Da Ponte, riscuotendo un lungo e caloroso applauso, meritato successo per un ottimo lavoro teatrale. Al termine del monologo, nella seconda parte della mattinata, sono state quindi presentate alcune tra le più famose arie delle opere mozartiane che nacquero dalla collaborazione tra il genio salisburghese ed il poeta italiano: "Le Nozze di Figaro", "Don Giovanni" e "Così fan tutte". Ad interpretarle alla Sala Filarmonica sono stati il soprano Cecilia Bae Sae-Won, presenza che da diversi anni allieta la rassegna trentina ma che domenica non è parsa in gran forma, il mezzosoprano Daniela Pini, dalla voce ricca e suadente, e Donato Di Gioia, voce bella e potente di baritono, che ha sostituito degnamente il basso Giuseppe Altomare, chiamato a Livorno per la Manon Lescaut di Puccini ed il 22 gennaio a Milano con l'orchestra Verdi diretta da Chally.
di MONIQUE CIOLA
i MONIQUE CIOLA TRENTO - Concerto da tutto esaurito domenica scorsa, per il primo dei nove appuntamenti che l'edizione 2006 de "I Concerti della Domenica" proporrà fino al 5 marzo. Il monologo sulla vita e l'arte poetica di Lorenzo Da Ponte firmato da Pino Loperfido ha convinto ed entusiasmato il pubblico. L'autore, sfogliando questioni storiche come la cruda realtà di un uomo ebreo forzatamente costretto alla conversione cattolica, di uomo curioso delle emozioni della vita e dell'arte rivestito dell'abito da Abate, ha voluto presentare una personalità nuova, probabilmente più vicina di quanto crediamo a quel Lorenzo Da Ponte di cui la storia della musica ha lungamente taciuto. E così uno spettacolo teatrale, un racconto che insegue la storia come la fantasia, offre uno spunto di riflessione, insinua la curiosità di andarsi ad informare sul paroliere di Mozart e diviene quindi una lodevole operazione culturale. Il libretto di Pino Loperfido convince anche grazie alla bella interpretazione di Riccardo Gadotti. L'attore ha saputo immedesimarsi con arte nel personaggio del librettista mozartiano, dentro una scenografia fatta di nulla, pochi oggetti, una sedia, un leggio, un bastone ed una sciarpa. Eppure Gadotti, con la sua voce, la sua gestualità teatrale, riempiva il palcoscenico. Accompagnato qua e là, come delle piccole ricamature, dalle note di celebri temi di Mozart eseguiti al pianoforte da Roberta Ropa, l'attore trentino ha tessuto un lungo filo, raccontando il temperamento e l'arte poetica dell'Abate Da Ponte, riscuotendo un lungo e caloroso applauso, meritato successo per un ottimo lavoro teatrale. Al termine del monologo, nella seconda parte della mattinata, sono state quindi presentate alcune tra le più famose arie delle opere mozartiane che nacquero dalla collaborazione tra il genio salisburghese ed il poeta italiano: "Le Nozze di Figaro", "Don Giovanni" e "Così fan tutte". Ad interpretarle alla Sala Filarmonica sono stati il soprano Cecilia Bae Sae-Won, presenza che da diversi anni allieta la rassegna trentina ma che domenica non è parsa in gran forma, il mezzosoprano Daniela Pini, dalla voce ricca e suadente, e Donato Di Gioia, voce bella e potente di baritono, che ha sostituito degnamente il basso Giuseppe Altomare, chiamato a Livorno per la Manon Lescaut di Puccini ed il 22 gennaio a Milano con l'orchestra Verdi diretta da Chally.
W Mozart. E Da Ponte
07/01/06 12:43
Domani il via ai Concerti della domenica con un
originalissimo omaggio al librettista
di MONIQUE CIOLA
TRENTO - Con un tributo al genio di Lorenzo Da Ponte, apre domani mattina la ventitreesima edizione de “I Concerti della Domenica”. Alle ore 10,30 presso la Sala Filarmonica di via Verdi a Trento viene presentato il monologo di Pino Loperfido dal titolo “Il cuoco di Mozart”. All’attore trentino Riccardo Gadotti il compito di interpretare la figura del librettista, mentre Roberta Ropa accompagnerà al pianoforte alcune tra le più belle arie estratte dalla trilogia mozartiana, interpretate dalle voci del soprano Cecilia Bae Sae-Won, del mezzosoprano Daniela Pini e del baritono Donato Di Gioia. Nella foto a lato, da sinistra, Mazzeo, Loperfido e Gadotti. L’appuntamento vuole essere l’occasione di presentare al pubblico la personalità di Emanuele Conegliano, nato il 10 marzo 1749 a Ceneda da famiglia ebrea, che cambiò fede e nome a 14 anni, per prendere gli ordini nel 1773 diventando così l’Abate Da Ponte. Cominciò allora per lui una vita costellata di avventure amorose e di conflitti con la giustizia, che gli impedirono di dimorare a lungo in uno stesso luogo. Inutile dire che l’incontro con Mozart nel 1783 e la sua collaborazione per la stesura delle tre opere sopra citate fu un evento che rese immortale il nome di Lorenzo Da Ponte, ma è pur vero che «senza un ottimo testo nemmeno la musica suonata dagli angeli in persona potrà raggiungere il cuore. Così, se il musicista è l’inventore di sublimi ricette, il paroliere è il suo cuoco sopraffino, la mano che sa dosare gli ingredienti, spargere ad arte le spezie, dirigere sapientemente la cottura…» Ecco che Da Ponte altri non è che “Il cuoco di Mozart” nella fantasia di Pino Loperfido, al quale chiediamo in che modo si sia avvicinato alla figura di Lorenzo Da Ponte, librettista mozartiano tanto citato quanto sconosciuto. «Quando Giuseppe Mazzeo mi ha parlato di questo progetto su Da Ponte, - spiega Loperfido - mi sono ricordato del film “Amadeus” di Forman e mi ha stupito il fatto che nella pellicola fosse taciuta l’esistenza del letterato. Allora sono andato alla ricerca di notizie e mentre mi documentavo mi è capitato di leggere un libro di Paul Auster. Questi racconta di essersi imbattuto nel busto del letterato italiano nel campus della Columbia University, presso la quale il nostro fu il primo insegnante di italiano, e di essersi meravigliato per la sua vita piena, eppure nota solo per la trilogia mozartiana. Da Ponte era un letterato con la passione per la cultura. L’amava e amava trasmetterla agli altri. Fece lavori umili, ma con dignità: il pizzicagnolo, il tipografo, il libraio. Visse novant’anni. Ho trovato la sua vita indiscutibilmente teatrale». Il lavoro di Loperfido è completo ed equilibrato e in una trentina di pagine (il libretto dello spettacolo è edito da Curcu & Genovese e si può trovare nelle librerie di Trento) lo stesso Da Ponte ci racconta la sua storia e la sua avventura mozartiana. «Il monologo è ben costruito, c’è la mano felice di chi conosce il teatro. L’ho letto e mi sono innamorato – dichiara l’attore Riccardo Gadotti - . Grazie a questo lavoro ho capito la vita di Lorenzo Da Ponte e sono convinto che il monologo susciterà l’interesse della gente in sala. Il pubblico all’uscita dopo lo spettacolo andrà ad informarsi su Da Ponte». E la parte? «Io mi trovo a mio agio nel personaggio. Sono un appassionato cultore dei testi classici, sia letterari sia musicali e sembra che Lorenzo Da Ponte mi stesse aspettando, lui, sintesi di queste due mie passioni. Il testo mi ha impegnato tanto proprio perché mi ha convinto». Tra attori, cantanti, autori e pianisti, non poteva mancare il “Trovarobe”, figura importantissima in teatro: Giuseppe Mazzeo. Animatore da oltre un ventennio di questa stagione di concerti, parla scherzosamente di una fantomatica “Compagnia dell’anello”, indicando i suoi collaboratori Gadotti e Loperfido. Perché con loro ha deciso di realizzare una delle sue innumerevoli idee. E questo progetto vuole essere il primo anello di una catena, una costruzione seria su argomenti poco conosciuti ma non di meno importanti, e su questi costruire un qualcosa per la gente. Perché il triangolo d’oro della musica, un’arte che diventa spettacolo, è formato da tre punte fondamentali: l’autore, ossia la pagina scritta consegnata alla storia; l’interprete, ossia il musicista chiamato a dare nuova vita alle note inserite sul pentagramma; il pubblico, fruitore del momento artistico. «Al giorno d’oggi - continua Mazzeo - tutti si arrabattano per costruire una cornice alla cultura, sia essa una legge, un progetto, un confine dove la cultura sia per forza limitata dalle interrelazioni tra committenti. Se deve nascere la cultura, questo avviene nell’infanzia e quindi nell’educazione. Chi viene educato prima, poi potrà autonomamente fruire e giudicare dell’arte che incontra. Da anni in Italia non c’è un progetto legato all’educazione culturale all’arte. Solo un popolo colto stabilisce ciò che è bello e saprà tenere in auge nei secoli ciò che vale. Non abbiamo bisogno di una cornice luccicante su di un quadro mediocre. Il pubblico ha bisogno dell’interpretazione che rinnova l’opera d’arte». Come preannunciato nella conferenza stampa di dicembre, gli appuntamenti musicali di questa edizione 2006 verranno registrati e riproposti ad una settimana di distanza da Radio Studio Sette, che li trasmetterà ad ore 20.30 la domenica successiva. Così il monologo concertato di domani lo si potrà riascoltare domenica 15 gennaio ad ore 20.30 sulle frequenze di Radio Studio Sette. Questa novità, da tempo voluta da Mazzeo, risponde al desiderio di venire incontro a quanti, appassionati delle stagioni de “I Concerti della Domenica” si ritrovano nell’impossibilità di raggiungere la Sala di via Verdi.
di MONIQUE CIOLA
TRENTO - Con un tributo al genio di Lorenzo Da Ponte, apre domani mattina la ventitreesima edizione de “I Concerti della Domenica”. Alle ore 10,30 presso la Sala Filarmonica di via Verdi a Trento viene presentato il monologo di Pino Loperfido dal titolo “Il cuoco di Mozart”. All’attore trentino Riccardo Gadotti il compito di interpretare la figura del librettista, mentre Roberta Ropa accompagnerà al pianoforte alcune tra le più belle arie estratte dalla trilogia mozartiana, interpretate dalle voci del soprano Cecilia Bae Sae-Won, del mezzosoprano Daniela Pini e del baritono Donato Di Gioia. Nella foto a lato, da sinistra, Mazzeo, Loperfido e Gadotti. L’appuntamento vuole essere l’occasione di presentare al pubblico la personalità di Emanuele Conegliano, nato il 10 marzo 1749 a Ceneda da famiglia ebrea, che cambiò fede e nome a 14 anni, per prendere gli ordini nel 1773 diventando così l’Abate Da Ponte. Cominciò allora per lui una vita costellata di avventure amorose e di conflitti con la giustizia, che gli impedirono di dimorare a lungo in uno stesso luogo. Inutile dire che l’incontro con Mozart nel 1783 e la sua collaborazione per la stesura delle tre opere sopra citate fu un evento che rese immortale il nome di Lorenzo Da Ponte, ma è pur vero che «senza un ottimo testo nemmeno la musica suonata dagli angeli in persona potrà raggiungere il cuore. Così, se il musicista è l’inventore di sublimi ricette, il paroliere è il suo cuoco sopraffino, la mano che sa dosare gli ingredienti, spargere ad arte le spezie, dirigere sapientemente la cottura…» Ecco che Da Ponte altri non è che “Il cuoco di Mozart” nella fantasia di Pino Loperfido, al quale chiediamo in che modo si sia avvicinato alla figura di Lorenzo Da Ponte, librettista mozartiano tanto citato quanto sconosciuto. «Quando Giuseppe Mazzeo mi ha parlato di questo progetto su Da Ponte, - spiega Loperfido - mi sono ricordato del film “Amadeus” di Forman e mi ha stupito il fatto che nella pellicola fosse taciuta l’esistenza del letterato. Allora sono andato alla ricerca di notizie e mentre mi documentavo mi è capitato di leggere un libro di Paul Auster. Questi racconta di essersi imbattuto nel busto del letterato italiano nel campus della Columbia University, presso la quale il nostro fu il primo insegnante di italiano, e di essersi meravigliato per la sua vita piena, eppure nota solo per la trilogia mozartiana. Da Ponte era un letterato con la passione per la cultura. L’amava e amava trasmetterla agli altri. Fece lavori umili, ma con dignità: il pizzicagnolo, il tipografo, il libraio. Visse novant’anni. Ho trovato la sua vita indiscutibilmente teatrale». Il lavoro di Loperfido è completo ed equilibrato e in una trentina di pagine (il libretto dello spettacolo è edito da Curcu & Genovese e si può trovare nelle librerie di Trento) lo stesso Da Ponte ci racconta la sua storia e la sua avventura mozartiana. «Il monologo è ben costruito, c’è la mano felice di chi conosce il teatro. L’ho letto e mi sono innamorato – dichiara l’attore Riccardo Gadotti - . Grazie a questo lavoro ho capito la vita di Lorenzo Da Ponte e sono convinto che il monologo susciterà l’interesse della gente in sala. Il pubblico all’uscita dopo lo spettacolo andrà ad informarsi su Da Ponte». E la parte? «Io mi trovo a mio agio nel personaggio. Sono un appassionato cultore dei testi classici, sia letterari sia musicali e sembra che Lorenzo Da Ponte mi stesse aspettando, lui, sintesi di queste due mie passioni. Il testo mi ha impegnato tanto proprio perché mi ha convinto». Tra attori, cantanti, autori e pianisti, non poteva mancare il “Trovarobe”, figura importantissima in teatro: Giuseppe Mazzeo. Animatore da oltre un ventennio di questa stagione di concerti, parla scherzosamente di una fantomatica “Compagnia dell’anello”, indicando i suoi collaboratori Gadotti e Loperfido. Perché con loro ha deciso di realizzare una delle sue innumerevoli idee. E questo progetto vuole essere il primo anello di una catena, una costruzione seria su argomenti poco conosciuti ma non di meno importanti, e su questi costruire un qualcosa per la gente. Perché il triangolo d’oro della musica, un’arte che diventa spettacolo, è formato da tre punte fondamentali: l’autore, ossia la pagina scritta consegnata alla storia; l’interprete, ossia il musicista chiamato a dare nuova vita alle note inserite sul pentagramma; il pubblico, fruitore del momento artistico. «Al giorno d’oggi - continua Mazzeo - tutti si arrabattano per costruire una cornice alla cultura, sia essa una legge, un progetto, un confine dove la cultura sia per forza limitata dalle interrelazioni tra committenti. Se deve nascere la cultura, questo avviene nell’infanzia e quindi nell’educazione. Chi viene educato prima, poi potrà autonomamente fruire e giudicare dell’arte che incontra. Da anni in Italia non c’è un progetto legato all’educazione culturale all’arte. Solo un popolo colto stabilisce ciò che è bello e saprà tenere in auge nei secoli ciò che vale. Non abbiamo bisogno di una cornice luccicante su di un quadro mediocre. Il pubblico ha bisogno dell’interpretazione che rinnova l’opera d’arte». Come preannunciato nella conferenza stampa di dicembre, gli appuntamenti musicali di questa edizione 2006 verranno registrati e riproposti ad una settimana di distanza da Radio Studio Sette, che li trasmetterà ad ore 20.30 la domenica successiva. Così il monologo concertato di domani lo si potrà riascoltare domenica 15 gennaio ad ore 20.30 sulle frequenze di Radio Studio Sette. Questa novità, da tempo voluta da Mazzeo, risponde al desiderio di venire incontro a quanti, appassionati delle stagioni de “I Concerti della Domenica” si ritrovano nell’impossibilità di raggiungere la Sala di via Verdi.