Così Loperfido al Buonconsiglio assolve il Romanino

Brillante requisitoria-arringa dello scrittore nel "processo" teatrale al celebre pittore rinascimentale
di Sara Losa

TRENTO - Tempo ideale per rocessare il Romanino giovei sera, per il secondo appuntamento con Le Notti dei Musei: i capricci atmosferici non intimoriscono la corte riunita sotto la Loggia del Romanino al Castello del Buonconsiglio, nella notte in cui si decide della sorte dell'artista in un tribunale d'eccezione preoeduto dal giudice Pino Loperfido e imprezibsito dalla musica dei Minipolifonici di Trento. Quello battezzato al Romanino è una vera e propria arringa ideata e brillantemente interpretata dallo scrittore-poeta trentino d'adozione, che sotto la volta affrescata dall'imputato riesce non solo a comunicare la passione di un artista, ma anche a rapire la corte chiamata a giudizio con una recitazione animata e ben caratterizzata: Girolamo di Romano di Brescia, detto Romanino, è l'imputato. Si dice che il suo stile somigli a Giorgione, come al Da Vinci. Pittore scontroso e ribelle. Votato al banco degli imputati per tre celebri capi d'accusa: le disuguaglianze stilistiche, la blasfemia e la rozzezza. Colpevole o innocente? Giusto o sbagliato? L'eterno dibattito tende a smascherare l'arte e lo stile di un Romanino che sorprende, ma piace; che scandalizza, ma affascina. Le celebri imputazioni mosse contro "l'imbrattatele", prendono nuova forma fra le mani del suo interprete Loperfido, che, al pari del suo assistito, modella e dà vita a un Romanino sconosciuto, umano e reale: "dobbiamo allontanarci dall'opera per essere vicini all'artista e dialogare con lui." E la corte ha davvero l'impressione di dialogare con l'artista, mentre cerca, naso all'insù, quei tratti di umanità messi in evidenza dalla difesa-Loperfido: i quadri del Romanino, oscuri, "pieni di brutta gente", Sono opere che ritraggono "gente vera", brutta, reale, collocata in una cornice classica, là dove Diana è una levatrice, i putti sono monelli e il Romanino semplicemente uomo fra uomini. Inevitabile, dopo tali prove l'assoluzione è d'obbligo, il verdetto schiacciante: "ll Romanino è non colpevole e ideale compagno di strada per tutti noi". E ve lo immaginate il Romanino che dipinge i giorni nostri? Una donna che stira, guardando la De Filippi? E un Romanino che ritrae le nostre tragedie? Un soldato trentino in trincea, un uomo che aspetta la doccia a gas, un 11 settembre? Un paragone, quello di Loperfido, per nulla casuale: "E' incredibile quello che l'odio causa oggi, a confronto con le guerre che imperversavano ai tempi del Romanino. E mi sono domandato come l'artista avrebbe guardato questo scenario."

Guttuso e Pasolini: scontro su Romanino

Pino Loperfido mette in scena accusa e difesa del controverso artista in mostra
di Sandra Mattei

Per il secondo appuntamento con le Notti dei Musei dedicate al Romanino al Buonconsiglio. Lo scrittore Pino Loperfido sottoporrà il pittore a processo. Lo spettacolo scritto e interpretato da Loperfido s'intitola infatti "Processo a Romanino" e si terrà domani, sotto la Loggia omonima, alle ore 21. Un testo, quello dello scrittore e collaboratore del Trentino, che s'ispira alle riflessioni e alle critiche che hanno manifestato in passato intellettuali e storici dell'arte sul pittore a cui è dedicata la mostra aperta fino al 29 ottobre. E che personaggi: hanno scritto di Romanino Pasolini, Testori, Guttuso e Berenson. Qualche esempio. Scriveva Pasolini: «Egli è più moderno di quello che la società e la cultura italiana dei suo tempo gli consentire:: di essere ed egli sfugge a questa stretta culturale storica di maniera alle volte scomposta, anche questa prefiguratrice di tipi pittorici e di convenzioni di strutture pittoriche future». E Testori rincarava: «E barbaro (..) Romanino dimostra d'esserlo, mano mano che la sua carriera cresce e matura; fino a porsi come il solo vero grande sdegnoso e sdegnato barbaro dell'intero Cinquecento italiano». E, ancora, Guttuso: «Romanino ci serva, ci inviti a guardare la realtà e ad avere il coraggio di andarci dentro, anche se essa è grande e terribile». Ma non tutti hanno riservato elogiai pittore bresciano nato nel 1485 e morto nel 1560. Ed il "Processo a Ronianino" scritto da Loperfido riprnde queste posizioni contrapposte, immaginando che il pittore subisca un processo con tre capi d'accusa. Sono: le disuguaglianze stilistiche, la blasfemia e la rozzezza. Spiega Loperfido: «Ho immaginato il processo, leggendo gli atti dei convegno che si tenne in occasione della prima e ultima grande mostra a Brescia, nel settembre del 1965, al quale parteciparono Ernesto Balducci, Renato Guttuso. Gian Alberto Dell'Acqua, Pier Paolo Pasolini, Guido Piovene e Franco Russoli. Nel convegno emergono pareri discordanti sul Romanino tra gli specialisti dell'arte e gli intellettuali. Ho immaginato così che le accuse riguardino in particolare tre aspetti: la disuguaglianza stilistica perché il pittore non ha un tratto sempre riconoscibile, la rozzezza, perché è stato accusato di non aver cura, di dipingere di getto a scapito della precisione e infine, la blasfemia. poiché la suo pittura va contro i canoni rinascimentali di perfezione, soprattutto nei soggetti sacri, in cui irrompono elementi reali». A questo proposito, aggiunge Loperfido. sono illuminanti mani e piedi. sE' un motivo ricorrente. Madonne e Gesù Cristo sono sempre circondati da elementi ispirati alla realtà, e le mani e i piedi sono tozzi, di gente che lavora. Sono elementi che hanno fatto parlare di anticipatore della Controriforma, ma che all'epoca avevano suscita anche scandalo». Il testo che andrà in scena domani è costruito a più voci: si apre con la lettura dell'accusa, poi si alternano gli avvocati ed infine sì sarà la sentenza che, annuncia Loperfido, riserverà una sorpresa sorprendente. Che però rimarrà una sorpresa, svelata solo per gli spettatori presenti allo spettacolo di domain. Commenta Loperfido: «Romanino è senz'altro un artista interessante, perché sembra quasi viva fuori dal suo tempo, anticipi l'irrequietezza della Controriforma, qualcuno parla addirittura di espressionismo. E' un minore, ma con delle caratteristiche che lo rendono unico». La serata sarà accompagnata dalla musica dei Minipolifonici. Ricordiamo che i posti a sedere sono un centinaio, per cui si consiglia di ritirare i coupon gratuiti alla biglietteria del Castello, in distribuzione oggi e domani pomeriggio, dalle 15 alle 17. Ogni persona ne può ritirare al massimo due.