Parole e musica, magia da film
04/03/07 15:00 Archiviato in:CORRIERE DELLA SERA

di Federica Mormando
TRENTO — Erano amici, Fellini e Rota: talvolta Federico raccontava storie e Nino prendeva appunti sul rigo musicale. Poi era il musicista a raccontare i suoi appunti e il regista a intercalar parole. Il dialogare di note e voce diveniva film. Nino Rota, che a 8 anni componeva e a 12 dirigeva un proprio concerto, è stato gran compositore, multiforme, colto, dalla musica pura. Il cui prestigio è stato incrinato dal pregiudizio dei tempi, che metteva in serie B la musica da film. Per Fellini ha composto quindici colonne sonore, dallo Sceicco bianco del ’51 fino al ’79, quando morì pochi giorni dopo la registrazione di Prova d’orchestra, una vera opera sinfonica, insieme a Casanova. Autore di partiture immense, è lui il protagonista del concerto della domenica che conclude la stagione organizzata da Riccardo Gadotti e dedicata a Giuseppe Mazzeo. Sarà una domenica come quelle di Rota e Fellini. Le parole sono il testo di Pino Loperfido, recitato da Riccardo Gadotti, e si inanellano alle musiche di Rota nell’arrangiamento per piano e violoncello di Patrick Trentini per sassofono (Giuliana Beberi), violoncello (Lorenzo Corbolini), pianoforte (Patrick Trentini). L’idea è l’ultima di Pippo Mazzeo, che intuiva la bellezza di far risuonare l’arte in tutte le dimensioni: letteraria, teatrale, musicale, visiva. Mazzeo propose Rota e Fellini messi in scena in tre chiavi contemporanee: una sfida per i due autori. Per Trentini, compositore – esecutore, artista di confine alla continua ricerca di soluzioni innovative che coinvolgano diversi generi musicali. E che ha composto un grande arrangiamento, unico, evocativo come questo spettacolo, dominato dalla musica che richiama atmosfere di un momento della storia italiana. Per lo scrittore Pino Loperfido, che raccogliendo la proposta di Mazzeo di rompere il consueto e andare oltre, ha inventato un protagonista narrante che torna in quel bar della spiaggia romagnola dove nacquero tante storie. Un racconto di trame, rievocazione viva di cose passate—ma da poco— e aneddoti veri che rivivono mentre i musicisti fanno nascere e poi dominare le musiche, storia per storia, a ogni film annunciato. Sono passati tanti anni, e lungo lo spettacolo ci si accorge di quanta strada abbiano percorso gli artisti. Parlano i film di Fellini, dal primo Sceicco bianco al racconto di se stesso in Otto e mezzo, fino a quelli del Fellini più Fellini, fino all’età avanzata, quella onirica. Fellini sognava le sue storie: faceva i film coi suoi sogni. Lo spettacolo Viva Rota... Viva Fellini. Dieci storie davanti ad un mare in burrasca è un gioiello di equilibri e suggestioni, di bravure che evocano emozioni. Di storie inventate e vere che suscitano la meraviglia melanconica di constatare l’infinito creativo, di fronte alle composizioni che restano per chi le voglia incontrare, mentre gli autori devono chiudere, quando finisce la loro esistenza. Tre fra le canzoni dei film saranno cantate, dal percussionista - cantante Luca Merlini. È uno spettacolo da vivere, che contiene quanta più arte possibile: musica e parole che interpretano e suggeriscono il cinema che sta sullo sfondo. Ore 10.45, sala della Filarmonica.